Tre giovani muoiono per un “omicidio stradale”, che nel nostro
ordinamento non esiste, causato da un altro giovane italiano in stato di
ebbrezza. Questo giovane non andrà in carcere perché non c’è pericolo di
inquinamento di prove o di fuga e poi con il rito del patteggiamento eviterà
ancora il carcere. Quali considerazioni
possiamo fare? … non ci sono parole che possano colmare il dolore delle
famiglie, ma non esiste neanche una giustizia giusta che manda in carcere chi
ruba in supermercato e non chi uccide altre persone con il suo comportamento
irresponsabile per se e per gli altri.
Vorrei sapere come si era ubriacato, per pubblicare a grandi
lettere la marca di vino, la marca di birra, la marca di superalcolici …. e
poter scrivere al posto di quel loro messaggio “bevi responsabilmente”: – “BERE E’ UNA RESPONSABILITA’” - “O BEVI O GUIDI”.
Vorrei che tutti gli alcolici, compreso il vino, fossero tassati
in modo da recuperare le spese sanitarie e sociali che causano (oltre 50
miliardi di euro), si ridurrebbero così i consumi, tutte le persone guadagnerebbero
in salute e la società conquisterebbe una buona pace sociale.
Ciao Nino
11/11/2013
Ubriaco fa
strage di giovani Tre morti sul colpo, due gravissimi
L'auto sulla quale viaggiavano i ragazzi è stata centrata da
un'Audi condotta da un 31enne rimasto illeso. Aveva il tasso alcolico fuori
legge. Per uno dei feriti è stata dichiarata la morte cerebrale.
La Golf guidata a quale viaggiavano i cinque ragazzi. L'auto è
stata centrata da un'Audi guidata da un 31enne che è va
Uniti nel divertimento,
tragicamente uniti anche nella morte. Un'ennesima terribile tragedia della
strada strappa in un colpo tre giovani vite, fa precipitare nel dramma tante
famiglie e semina lutto nella comunità tra Veronella, Arcole, Cologna, Zimella.
Fino a domenica all'una di notte i ragazzi deceduti in un incidente stradale ad
Arcole avevano passato la loro breve vita insieme. Erano in cinque su una Golf.
Tre di loro sono morti sul colpo, per un altro è stata dichiarata la morte
cerebrale ieri pomeriggio nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di
Borgo Trento. Per una quinta la speranza resta appesa a un filo. I ragazzi sono
stati centrati da un'altra auto condotta da un 31enne uscito pressoché illeso
dallo schianto. Aveva un tasso alcolico oltre i limiti di legge: era in stato
d'ebbrezza.
LA TRAGEDIA. Era circa l'una di ieri quando la Golf condotta da Enrico Boseggia, vent'anni, residente a Veronella in via Stradon, stava percorrendo la strada Provinciale 6, nel comune di Arcole, in località Macia.
Con lui c'erano Nico Bottegal, 18 anni, che abitava a Veronella in via Tosini; Anna Koudiakov, 18 anni, residente a Cologna Veneta, in via Mabil, 20. Tutti e tre morti sul colpo. Ma c'erano anche Michel Casarotto, 17 anni, di Zimella, in via Leopardi, portato in condizioni disperate all'ospedale di Borgo Trento e Sara De Mani Sinigallia, 16 anni, di Veronella, residente in via Marcello, anche lei ricoverata a Borgo Trento.
LA RICOSTRUZIONE. La dinamica dell'incidente stradale è al vaglio dei carabinieri della compagnia di San Bonifacio, ieri notte sul posto è andato anche il tenente Salvatore Vilona, poco più che coetaneo delle vittime (ha 26 anni).
Da una prima ricostruzione e dalla testimonianza di altri ragazzi amici di quelli che hanno avuto l'incidente, la Golf era al suo secondo giro della rotonda. I ragazzi stavano aspettando che gli altri amici su un'altra auto li raggiungessero. Erano all'interno della rotatoria quando un'Audi A3, che proveniva da Cologna Veneta è piombata loro addosso.
L'Audi era condotta da Roberto Tardivello Rizzi, 31 anni, autista di Veronella. La sua Audi prima è salita sull'aiuola in cemento e asfalto che divide la carreggiata, ha divelto un indicatore stradale, quindi ha centrato l'automobile dei giovani nel lato passeggero. L'Audi poi ha superato «volando» la Golf, ha arato parte dell'aiuola rotonda in centro, ha divelto una pianta ed è finita a ruote in aria. Il radiatore dell'Audi è rimasto sull'aiuola. Una ruota è stata trovata a un centinaio di metri dal punto dell'impatto in mezzo alle sterpaglie che costeggiano la strada principale. Pressochè illeso il conducente, i cui controlli alcolemetrici hanno dato esito positivo di gran lunga superiori al consentito dalla legge.
L'INVESTITORE. Rizzi è stato accompagnato in caserma subito dopo l'incidente. Gli è stata ritirata la patente. Il suo fascicolo inviato alla Procura. Verrà denunciato, questo la legge prevede, l'arresto è facoltativo, per guida in stato d'ebrezza e omicidio colposo plurimo. L'arresto è previsto se il conducente dopo un incidente non si è fermato se esiste pericolo di fuga o di reiterazione del reato. Il sostituto procuratore che si occupa della vicenda è Marco Zenatelli e acquisirà gli atti soltanto oggi, intanto le auto sono state sequestrate.
I SOCCORSI. Sono stati gli amici dei ragazzi a dare subito l'allarme. Sul posto c'era una leggera nebbia. Ma non da impedire la visuale di un'auto in transito. Sono state inviate ambulanze dell'ospedale di San Bonifacio, i vigili del fuoco, che hanno estratto i corpi dei ragazzi dalla carrozzeria dell'auto. Per tre dei giovani non c'è stato nulla da fare. Gli altri due sono stati portati in ospedale al Confortini. I traumi presi lateralmente sono peggiori di quelli frontali o posteriori.
I FAMILIARI. Poco dopo l'incidente sono arrivati i familiari dei ragazzi, allertati dai loro stessi amici. E allo strazio di quei corpi s'è aggiunto il dolore dei genitori che hanno voluto vedere quei corpi senza vita. Perchè è così che succede. Devi vederlo il corpo perchè quello che ti viene detto diventi un fatto concreto, per capire che non è l'incubo di una notte. Urla disperate, che si sono sovrapposte alle lacrime, alle grida di chi avrebbe voluto subito giustizia per quelle morti.
Poi è stata la volta delle onoranze funebri che hanno raccolto quelle giovani salme e le hanno portate alle celle mortuarie a disposizione del magistrato. Potrebbe non essere necessaria l'autopsia, dovrebbe essere sufficiente l'esame esterno dei cadaveri. La dinamica, seppur in fase di definizione è drammaticamente chiara. Neanche il tempo di metabolizzare il dolore, ed è già il tempo di organizzare i loro funerali.
Alessandra Vaccari
LA TRAGEDIA. Era circa l'una di ieri quando la Golf condotta da Enrico Boseggia, vent'anni, residente a Veronella in via Stradon, stava percorrendo la strada Provinciale 6, nel comune di Arcole, in località Macia.
Con lui c'erano Nico Bottegal, 18 anni, che abitava a Veronella in via Tosini; Anna Koudiakov, 18 anni, residente a Cologna Veneta, in via Mabil, 20. Tutti e tre morti sul colpo. Ma c'erano anche Michel Casarotto, 17 anni, di Zimella, in via Leopardi, portato in condizioni disperate all'ospedale di Borgo Trento e Sara De Mani Sinigallia, 16 anni, di Veronella, residente in via Marcello, anche lei ricoverata a Borgo Trento.
LA RICOSTRUZIONE. La dinamica dell'incidente stradale è al vaglio dei carabinieri della compagnia di San Bonifacio, ieri notte sul posto è andato anche il tenente Salvatore Vilona, poco più che coetaneo delle vittime (ha 26 anni).
Da una prima ricostruzione e dalla testimonianza di altri ragazzi amici di quelli che hanno avuto l'incidente, la Golf era al suo secondo giro della rotonda. I ragazzi stavano aspettando che gli altri amici su un'altra auto li raggiungessero. Erano all'interno della rotatoria quando un'Audi A3, che proveniva da Cologna Veneta è piombata loro addosso.
L'Audi era condotta da Roberto Tardivello Rizzi, 31 anni, autista di Veronella. La sua Audi prima è salita sull'aiuola in cemento e asfalto che divide la carreggiata, ha divelto un indicatore stradale, quindi ha centrato l'automobile dei giovani nel lato passeggero. L'Audi poi ha superato «volando» la Golf, ha arato parte dell'aiuola rotonda in centro, ha divelto una pianta ed è finita a ruote in aria. Il radiatore dell'Audi è rimasto sull'aiuola. Una ruota è stata trovata a un centinaio di metri dal punto dell'impatto in mezzo alle sterpaglie che costeggiano la strada principale. Pressochè illeso il conducente, i cui controlli alcolemetrici hanno dato esito positivo di gran lunga superiori al consentito dalla legge.
L'INVESTITORE. Rizzi è stato accompagnato in caserma subito dopo l'incidente. Gli è stata ritirata la patente. Il suo fascicolo inviato alla Procura. Verrà denunciato, questo la legge prevede, l'arresto è facoltativo, per guida in stato d'ebrezza e omicidio colposo plurimo. L'arresto è previsto se il conducente dopo un incidente non si è fermato se esiste pericolo di fuga o di reiterazione del reato. Il sostituto procuratore che si occupa della vicenda è Marco Zenatelli e acquisirà gli atti soltanto oggi, intanto le auto sono state sequestrate.
I SOCCORSI. Sono stati gli amici dei ragazzi a dare subito l'allarme. Sul posto c'era una leggera nebbia. Ma non da impedire la visuale di un'auto in transito. Sono state inviate ambulanze dell'ospedale di San Bonifacio, i vigili del fuoco, che hanno estratto i corpi dei ragazzi dalla carrozzeria dell'auto. Per tre dei giovani non c'è stato nulla da fare. Gli altri due sono stati portati in ospedale al Confortini. I traumi presi lateralmente sono peggiori di quelli frontali o posteriori.
I FAMILIARI. Poco dopo l'incidente sono arrivati i familiari dei ragazzi, allertati dai loro stessi amici. E allo strazio di quei corpi s'è aggiunto il dolore dei genitori che hanno voluto vedere quei corpi senza vita. Perchè è così che succede. Devi vederlo il corpo perchè quello che ti viene detto diventi un fatto concreto, per capire che non è l'incubo di una notte. Urla disperate, che si sono sovrapposte alle lacrime, alle grida di chi avrebbe voluto subito giustizia per quelle morti.
Poi è stata la volta delle onoranze funebri che hanno raccolto quelle giovani salme e le hanno portate alle celle mortuarie a disposizione del magistrato. Potrebbe non essere necessaria l'autopsia, dovrebbe essere sufficiente l'esame esterno dei cadaveri. La dinamica, seppur in fase di definizione è drammaticamente chiara. Neanche il tempo di metabolizzare il dolore, ed è già il tempo di organizzare i loro funerali.
Alessandra Vaccari

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