venerdì 20 febbraio 2009

dritto e rovescio della medaglia dell'alcol...


Ci allarmiamo per qualsiasi cosa che ci possa causare un danno alla salute, eccetto per le conseguenze del consumo di alcol: ci sembra proprio di conoscerlo da millenni e ci fa schiavi facilmente!
Non si riesce ad abbandonarlo quando si vuole: abbiamo bisogno di aiuto per cambiare stile di vita ed a questo servono i club!
Quando ci troviamo nel tunnel dell'alcol, anche le cose semplici diventano impossibili!
nino

giovedì 12 febbraio 2009

Chi si sbronza in compagnia...


Pubblichiamo una vignetta da "dimensioni nuove" e la lettera tratta da "Rassegna Stampa Quotidiana su Vino, Birra e Altri Alcolici" del 11/02/2009 per invitare sempre ad essere consapevoli, informati e propositivi.

LETTERA INVIATA AL MESSAGGERO

Proposta semplice per aumentare sicurezza, benessere, salute.

Tutti i protagonisti delle violenze più brutali in cronaca in quest’ultimo periodo - trentini, romani, rumeni o bresciani che fossero - erano sotto effetto di alcolici.
Questo è l'unico elemento in comune, non il luogo di nascita.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità spiega come, per diminuire i problemi e le sofferenze alcol correlate, sia necessario ridurre i consumi, e a tal fine suggerisce – come provvedimento certamente efficace – l’aumento della tassazione sulle bevande alcoliche (http://www.arcattoscana.org/target_21.htm ).

Siamo in emergenza, occorrono provvedimenti proporzionali alla gravità della situazione.
Proponiamo di elevare al 50 per cento l’IVA su vino, birra e altri alcolici.A chi pensa che un tale provvedimento comporterebbe un danno alla nostra economia, ricordiamo che ogni anno il fatturato complessivo degli alcolici è inferiore ai 20 miliardi di euro, la cifra spesa per i danni correlati all’uso degli alcolici in Italia ammonta a 45 miliardi (http://rassegna.governo.it/testo.asp?d0589169).

Il vino è il killer più spietato: il 58 % delle persone che in Italia sono in trattamento per problemi alcol correlati consuma prevalentemente – quando non esclusivamente – vino (http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_pubblicazioni_926_allegato.pdf - grafico 10).

Aumentando l’IVA sugli alcolici caleranno i consumi nel nostro paese: di conseguenza diminuiranno le violenze, gli incidenti (stradali, domestici, sul lavoro), i ricoveri ospedalieri, le separazioni, i tumori…Di contro ne guadagnerà l’economia, ne guadagneranno la sicurezza, il benessere, la salute degli italiani.
E' stato creato poche ore fa un gruppo su facebook "IVA al cinquanta per cento su vino, birra e altri alcolici"
http://www.facebook.com/home.php?ref=logo#/group.php?gidT242876516,.

Ci sono già oltre ottanta iscritti.

Cordiali saluti.Alessandro Sbarbada, Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma

martedì 3 febbraio 2009

Grazie a Roberta che ci ha ricordato i termini del “Quadrifarmaco” di Epicuro e a Sabrina, ma speriamo che qualche altro voglia continuare “l’invito al dialogo” sul tema della felicità…
Da un pò di tempo non mi meraviglia più l’espressione che utilizzano molti genitori portano i figli da noi in cerca di aiuto: ”Ma c’è un farmaco, una cura per farlo guarire? Perché quando beve diventa un altro…”.
Purtroppo noi non abbiamo farmaci e non ne somministriamo perché abbiamo capito, con l’insegnamento di Vladimir Hudolin, che l’alcolismo è uno stile di vita e le malattie sono la diretta conseguenza del consumo di alcol. Per guarire bisogna abbandonare l’alcol (vino, birra, alcolici in genere) e cominciare a pensare alla propria vita inserita nella società, nella famiglia, nel lavoro, ecc… con i propri diritti, doveri, responsabilità.
Giovanni Paolo II nell’enciclica “Sollecitudo rei socialis” ha espresso molto bene il concetto di solidarietà e di interdipendenza: “Oggi forse più che in passato, gli uomini si rendano conto di essere legati da un comune destino, da costruire insieme, se si vuole evitare la catastrofe di tutti. Dal profondo dell’angoscia, della paura, dei fenomeni di evasione come la droga, tipici del mondo contemporaneo, emerge via via l’idea che il bene, al quale tutti siamo chiamati, e la felicità, a cui aspiriamo, non si possono conseguire senza lo sforzo e l’impegno di tutti, nessuno escluso e con la conseguente rinuncia al proprio egoismo”. (Cap. 26)
La società, i ragazzi, i genitori… sospingono verso il “tutto, subito e senza sforzo” ma la realtà è ben diversa, perché costruire è bello se si mette insieme “mattone su mattone” e giorno dopo giorno.
L’attrazione fatale, per i giovani e non, dell’alcol e delle doghe ci pone tante domande sul nostro modo di essere nella società, sul nostro ruolo educativo: “L’alcol non è importante, è importante l’uomo” (Vladimir Hudolin)
Nino