venerdì 29 novembre 2013

SOSTITUIAMO IL BRINDISI DI CAPODANNO CON UN ABBRACCIO!!!!



 
 
 
 
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SOSTITUIAMO IL BRINDISI DI CAPODANNO
CON UN ABBRACCIO!!!!
 


Abbracciarsi è un semplice segno di affetto che dimostra la volontà di entrare in sintonia con l'altro: perché allora lo vogliamo offuscare con una bevuta alcolica che ci offusca il cervello?
 
 
Tutti insieme attuiamo nelle nostre famiglie "L'ABBRACCIO DI CAPODANNO" e trasmettiamo questa iniziativa a tutti i nostri conoscenti e comunità in cui viviamo.
 
Sarà una piccola rivoluzione, come dice Alessandro, che incomincia ad intaccare la cultura alcolica delle nostre comunità.
 
 
Ciao Nino


 

è vero che l'alcol è il volano dell'economia?

http://www.pharmastar.it/index.html?cat=7&id=13082#.UpTS5gjSiBM.facebook


Alcoldipendenza, impatto devastante sull'economia europea 
26 novembre 2013
 
 
 
L’alcoldipendenza è una delle problematiche sociali e sanitarie più rilevanti in Europa e nel mondo. Secondo le stime riportate dal Ministro della Salute nella Relazione al Parlamento sono 8 milioni i bevitori a rischio e tra questi circa 1 milione gli alcoldipendenti, con un elevato impatto economico legato a costi diretti ed indiretti che l‘OMS ha stimato recentemente per l’Italia in 22 miliardi di euro l’anno. 

Nonostante questi numeri, l'alcoldipendenza risulta essere il disturbo meno trattato se confrontato con altre patologie mentali quali disturbo d’ansia generalizzato, disturbo da attacchi di panico, depressione maggiore, schizofrenia e disturbo ossessivo compulsivo.

Come è emerso in occasione dell’ultimo European Health Forum di Gastein(EHFG), l’alcoldipendenza e la depressione sono tra le principali cause di perdita di produttività a livello europeo e rappresentano oggi una delle maggiori sfide per il sistema sia sanitario che socioeconomico. Si stima che in Europa i costi in termini di perdita di produttività, assenteismo e perdita del lavoro relativi alla depressione siano pari a 92 miliardi di euro e quelli collegabili all’alcoldipendenza pari a 155 miliardi di euro, di cui una parte significativa è a carico dei sistemi sanitari. I dati forniti dall’Internazional Labour Organisation (ILO) confermano quanto le patologie alcol correlate minino i sistemi produttivi. Basti pensare che ben il 25% del personale delle maggiori aziende ha comportamenti ad alto rischio nel consumo di alcol.

"I dati confermano quanto già evidenziato dall'OMS per la UE; le stesse stime identificano in 22 miliardi l'anno i costi sociali e sanitari per l'Italia causati dall'alcol – sostiene Emanuele Scafato, Presidente della SIA, Società Italiana di Alcologia e vice presidente EUFAS, European Federation of Addiction Societies . Costi che paga la società e che potrebbero essere in gran parte risparmiati se si attivassero strategie e policy di valorizzazione dell’identificazione precoce e di intervento breve (IPIB). La recente conferenza mondiale INEBRIA svoltasi a Roma ha dimostrato che l'integrazione dell’IPIB nella pratica quotidiana e il networking tra le competenze di prevenzione di popolazione nei contesti di assistenza sanitaria primaria e quelle specialistiche espletate dai servizi per la cura e la riabilitazione sono un investimento e non un costo e che la prevenzione va sempre privilegiata rispetto alla cura.

Ma, come è stato rilevato dal progetto AMPHORA, la cultura sanitaria italiana si caratterizza purtroppo per i più bassi livelli di investimenti e di formazione medica universitaria e continua che riflettono impietosamente i più bassi livelli di conoscenza degli strumenti di screening e delle metodologie di prevenzione da parte dei medici. La contestuale evidente influenza degli interessi economici e commercial, con logiche di promozione di un prodotto che non è ordinario e che risultano prevalenti rispetto alla promozione della salute hanno contribuito a far affermare un valore d’uso dell’alcol che non è più il bere inteso nel senso tradizionale del termine”. 

In Italia, infatti, gli alcoldipendenti sono circa 1 milione, e di questi, secondo i dati del Ministero della Salute, solo 58.000 circa si rivolgono ai Servizi deputati alla cura e riabilitazione dell’alcoldipendenza. "Ampliare l'accessibilità al trattamento colmerebbe il gap  identificato per l'Italia dal progetto AMPHORA che conferma l'Italia come il Paese europeo che più di tutti  potrebbe giovarsi di una riduzione del 13 % circa di mortalità e di ospedalizzazione alcolcorrelati a fronte di un ampliamento dal 26%  al 40 % dei soggetti in carico ai servizi - prosegue Scafato.  Le indagini condotte e presentate in Commissione Europea dal Progetto europeo ODHIN hanno evidenziato che intervenire sulla formazione medica specifica in Italia è un urgenza, una priorità oggi inderogabile".

Nonostante i numeri siano allarmanti - 14 milioni di alcoldipendenti in Europa nella fascia più produttiva, 25-59 anni, di cui solo il 10% sono effettivamente trattati - le strategie volte a risolvere tali problemi di salute spesso incontrano significativi ostacoli: la mancanza di consapevolezza del problema tra i dipendenti, dirigenti e società, la banalizzazione della dipendenza, l’occultamento del consumo di alcol per paura delle  conseguenze professionali come  il licenziamento e/o la perdita di posizione sociale. Ostacoli che minano la prevenzione, ritardano la diagnosi e limitano l’intervento.

“Generalmente i pazienti che hanno un bere pericoloso non vanno a curarsi finché non hanno altre gravi conseguenze sia fisiche che psichiche" afferma Icro Maremmani, Presidente della Società Italiana Tossicodipendenze. "Per questo è necessario migliorare l'approccio complessivo della società a questi problemi, senza condizionamenti ideologici o luoghi comuni, e spingere gli operatori al confronto e al dialogo con tutti i soggetti in campo, senza però rinunciare alle proprie prerogative e alla propria identità scientifica e culturale".

L'alcolismo non è solo un tema sociale, ma ha un impatto anche sulla bilancia statale. Il Presidente della Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze (FeDerSerD), Fausto D’Egidio, aggiunge: "I numeri ci dicono che, nonostante il consumo di alcol sia lievemente in calo in associazione alle altre dipendenze, i malati di patologie alcol-correlate sono invece in aumento. Per migliorare l'accesso alle strutture terapeutiche degli alcol-dipendenti e favorire il difficile svelamento del fenomeno di un problema che non si può risolvere da soli o in famiglia ma tramite strutture specialistiche, oltre al necessario balzo culturale, occorre allargare la consultazione e l'accesso ai servizi di base a più agenzie territoriali. Questo libererebbe risorse per la continuità di cure specialistiche".

L’alcol è una sostanza tossica per la maggior parte degli organi del corpo umano e il livello di consumo è strettamente legato al rischio di morbilità e mortalità a breve e lungo termine. Il consumo di alcol è il secondo fattore di rischio di malattia in Europa dopo il fumo ed è un fattore causale di più di 60 patologie come ipertensione, cirrosi epatica, depressione e cancro. Oltre agli effetti sulla salute, il consumo e la dipendenza da alcol sono associati a molteplici conseguenze negative a livello sociale come incidenti, crimini e violenza, perdita di produttività e distruzione della vita familiare. Il rischio di alcol-dipendenza aumenta con il consumo di alcol, per questo motivo è importante una diagnosi precoce e un trattamento adeguato al singolo paziente.

"L'abuso e la dipendenza da sostanze, come quelle da alcol, sono sempre più spesso associate ad un disturbo mentale - spiega Massimo Clerici, Presidente della Società Italiana di Psichiatria delle Dipendenze (SIP.Dip) - e questo fenomeno, definito 'doppia diagnosi', è in aumento. C’è una gamma potenzialmente ampia di persone con una vulnerabilità biopsicosociale non riconosciuta, che rischia, a causa dell’uso, di diventare un paziente portatore di disagio mentale e, prima o poi, di affacciarsi ai Servizi come paziente psichiatrico. Sull'altro versante, nei Dipartimenti di Salute Mentale, i pazienti  tradizionalmente in carico incontrano con sempre maggiore frequenza alcool e sostanze (il primo è il più frequente nei DSM) e ne derivano danni importanti in relazione a decorso ed esito della patologia di base".

“I dati di prevalenza per il nostro Paese vedono i disturbi alcol correlati al 4 posto dopo ansia, insonnia e depressione. I disturbi psichici e più in generale la salute mentale – aggiunge Claudio Mencacci, Presidente della Società Italiana di Psichiatria (SIP) – sono la sfida del XXI secolo che tutta la Medicina è tenuta ad affrontare.  Il messaggio positivo da dare è che oggi tutti i problemi di salute mentale sono trattabili, anche se non necessariamente sono tutti guaribili”.

La cultura della prevenzione unita ad un’azione programmatica a più livelli - clinico, sanitario e sociale - dei soggetti a rischio è la via da intraprendere sia a livello europeo che a livello nazionale per curare e contrastare nel modo più accurato ed efficace le malattie mentali, fornire al paziente l’adeguato supporto specialistico e la terapia farmacologica più idonea. 


 

C'è un modo per aprire un dibattito?

 
Cari amici,
per chi non ha potuto seguire il programma dibattito su Teledehon sulla "dipendenza da alcol", rimane l'opportunità di collegarsi direttamente al sito e seguirla con comodo, cliccando sul link riportato sotto. Sarebbe bello e utile per noi tutti fare i nostri complimenti per aumentare la nostra autostima, il che non guasta, ma anche di condividere piccole osservazioni utili a migliorare la comunicazione e a correggere errori, specialmente da parte di coloro che hanno un occhio attento al modo di comunicare. Non siamo professionisti, ma volontari, che in modo spontaneo espongono le proprie idee e condividono le proprie esperienze. Personalmente ho preso i miei appunti sulle mie manchevolezze, ma non ve le suggerisco... ma aspetto che qualcuno me le faccia rilevare. C'è un modo per aprire un dibattito?
Ciao Nino  

http://www.teledehon.it/trasmissioni/questioni-chiesa-e-societa/TfDRBshiHgU/questioni-dipendenza-da-alcol

sabato 23 novembre 2013

Martedì 26 Novembre ore 21,15 su TeleDehon


Martedì 26 Novembre alle ore 21,15 su TeleDehon la puntata di “Questioni: chiesa & società” è dedicata al tema: “Dipendenza da alcol”

Il Prof. Paolo Farina intervista il Dott. Gianfranco Mansi (Dirigente Medico del Ser.T. di Andria) Nino Milazzo (Presidente dell’A.C.A.T. Federiciana Nord Barese – Associazione Club Alcologici Territoriali – Metodo Hudolin), Marcello e Mariolina (membri dell’ACAT).

Un colloquio franco e sincero sulle problematiche alcol-correlate, affrontate dall’osservatorio istituzionale del Sevizio Tossicodipendenze e dall’apporto del Volontariato con i Club Multifamiliari dell’ACAT Federiciana.

Abbiamo bisogno di interrogarci con libertà e spirito critico se le sofferenze alcol-correlate sono da addebitarsi esclusivamente ai pochi cosiddetti “alcolisti” o piuttosto sono il risultato di una “cultura alcolica” che incentiva, sotto la spinta di poteri economici e commerciali forti, il consumo indiscriminato di bevande alcoliche, ignorando evidenze scientifiche frutto di studi e statistiche epidemiologiche di organismi internazionali indipendenti come l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Siamo capaci di accogliere e tutelare la “libertà di non bere” come scelta primaria di salute e non subordinata a problemi alcol-correlati o a patologie?

Sappiamo combattere pregiudizi e discriminazioni verso chi, sedotto dalla “cultura alcolica”, ha subito le conseguenze di una scelta sbagliata, ma che oggi ha abbracciato uno stile di vita sobrio?

Lanciamo una iniziativa: perché alla mezzanotte di Capodanno non organizziamo in Piazza Catuma un grande abbraccio cittadino di fratellanza e di pace per affrontare il nuovo anno e per sentici più andriesi, senza stappare bottiglie si spumante che ci annebbiano il cervello?

Chi ha la curiosità di informarsi sulle problematiche alcol-correlate, che troppo spesso non vengono dibattute, ma che molte famiglie vivono nel loro interno con disperazione, si possono sintonizzare su TeleDehon e ascoltare testimonianze travolgenti.

Il nostro territorio ha delle risorse che possono essere utilizzate dalle persone e famiglie con problematiche alcol-correlate e ci si può mettere in contatto con una semplice telefonata:

·       Ser.T

Galleria Boccaccio, 21 –  76123 Andria

Responsabile: Gianfranco Mansi – Tel. 0883 299387

·       A.C.A.T. Federicana Nord Barese

c/o Parr. San Giuseppe Artigiano – Via Dell’Indipendenza 4 – 76123 Andria

Cell. 333 210 49 83

 

 

Nino Milazzo

sabato 16 novembre 2013

Quando la cittadinanza attiva paga

 


Mi congratulo con Alessandro Sbarbada, che ha fatto la prima segnelazione dell'evento e che ha smosso la coscienza critica di parecchie persone. Mi congratulo con l'AICAT,  che tramite il Presidente Nello Baselice,  ha denunciato alle autorità del Comune di Parma l'evento come istigazione a "sballarsi" e "devastarsi" con l'alcol a buon mercato,  un'istigazione a mettere in atto comportamenti altamente pericolosi per la salute e l'incolumità personale e pubblica.
La conclusione positiva che ha determinato la chiusura del locale, ci sprona a vigliare perchè non passino sotto il nostro "silenzio complice" eventi del genere, che proliferano in molteplici occasioni estive e invernali e in tutte le latitudini. Non ci possiamo accontentare della sensibilizzazione della comunità attraverso gli incontri a cui partecipano in maggioranza persone di buona volontà e sensibili all'argomento delle problematiche alcol correlate, ma bisogna intaccare lo strapotere delle lobby dell'alcol e dei locali di divertimento con i mezzi consentiti dalla legge e con la sensibilizzazione dei responsabili della salute pubblica.
Diventeremo rompiscaltole, molti ci diranno di farci gli affari nostri, alcuni ci diranno che facciamo bene quando ci interessiamo di redimere gli "alcolisti" ma non dobbiamo essere "talebani", ... a coloro che vogliono interessarsi solo dell'andamento del club, diciamo che bisogna sporcarsi le mani, metterci la faccia e tentare di cambiare la "cultura alcolica" che ci pervade ... e alla fine saremo anche contenti di aver fatto qualcosa per migliorare la nostra comunità.
Di seguito potete leggere tutti gli interventi che ho citato.
Ciao Nino
 
REPUBBLICA.IT Parma
Quel locale che promuove la “serata devasto”

“Ci sono dei giorni… quei giorni… in cui a causa della stressantissima settimana… arriva il venerdi e hai voglia di evadere, mandare a cagare il mondo, non pensare ai problemi, chiamare i tuoi amici e… dopo aver alzato la cornetta, senza neanche salutare, fare la fatidica domanda: “STASERA BEVIAMO? STASERA CI SBALLIAMO? STASERA SPACCHIAMO?”. LA SERATA DEVASTO TE LA REGALIAMO NOI!!!”

Questo messaggio appare sulla pagina Facebook di un evento chiamato “Caraffa party” organizzato per questo venerdì dal Freee Disco Club di via Zarotto a Parma. L’invito ha suscitato l’indignazione di uno dei nostri lettori che ci ha inviato la seguente segnalazione:

“Ho trovato su Facebook la pagina “CARAFFA PARTY – LA FESTA DELLE CARAFFE DA 2 LITRI che vi invito a visionare. Promuovere pubblicamente una “serata devasto”, nel nome dello sballo e della devastazione alcolica, mi pare un insulto all’’etica e al buon senso, prima ancora che alla salute e alla civile convivenza.

Non basta organizzare una navetta (gli incidenti stradali non solo il solo problema conseguente al bere) e non invitare i minorenni, cui la legge proibisce di vendere alcolici, per pulirsi la coscienza.

Segnalo pertanto alle autorità parmigiane questa iniziativa, programmata per venerdì sera, di dichiarata promozione dello sballo alcolico, affinché valutino se e come intervenire, anche per garantire il rispetto degli articoli 690 e 691 del Codice Penale.

Cordiali saluti”
Alessandro S.

 
L’Aicat chiede l’intervento delle Istituzioni sul “Caraffa party” di Parma: “Chi ferma i promotori dello sballo e del devasto?”

L’Associazione Italiana Club Alcologici Territoriali, che conta oltre 2000 Club in tutta Italia, condanna fermamente l’iniziativa promozionale di un noto discopub di Parma, in programma questa sera e intitolata “Caraffa party”, che invita allo “sballo” e al “devasto” alcolico sulla pagina Facebook dell'evento.

“Nel messaggio presente nel materiale promozionale della serata non c’è nulla di goliardico- afferma Aniello Baselice, presidente dell’associazione- Promuovere pubblicamente lo sballo e la devastazione alcolica è un'istigazione a mettere in atto comportamenti altamente pericolosi per la salute e l'incolumità personale e pubblica“.


Aniello Baselice conclude con un appello alle Istituzioni per vigilare e intervenire su manifestazioni del genere: “Chiediamo l’intervento delle Istituzioni e attendiamo delle risposte concrete dall’amministrazione parmense, che ha già in passato dimostrato di essere sensibile al sociale e all’ecosostenibilità”.

Il Comune di Parma fa chiudere la discoteca. "Quando la cittadinanza attiva paga", il commento di Aniello Baselice

Il felice esito della vicenda del CARAFFA PARTY dimostra che l'azione combinata di denuncia avviata dal mondo della comunicazione legata ai Club Alcologici Territoriali (Rassegna Stampa, Ufficio Comunicazione AICAT) riesce a creare un movimento di opinione capace di sensibilizzare le Istituzioni interpellate.


Facendo seguito a precedenti interventi presso le Istituzioni di Parma, alle ore 12 circa di stamane tramite i social network e alle ore 16, tramite il seguente comunicato stampa, pubblicato sul sito e inviato anche all'Ufficio Stampa del Sindaco Pizzarotti (il cui responsabile è stato contattato personalmente da Giuseppe Alviggi) l'AICAT ha denunciato con forza l'iniziativa degli organizzatori della serata da sballo .

Alle ore 19 il Comune di Parma ha diffuso la notizia della chiusura del locale in cui si sarebbe dovuto svolgere il Party confermando quanto in via ufficiosa ci era stato preannunciato.

E' la strada giusta da seguire con determinazione da parte di un associazionismo che sappia declinare la solidarietà sia nell'accoglienza della sofferenza sia nel prevenirla denunciando e contrastando scelte e comportamenti che la generano.
Al Comune di Parma un dovuto ringraziamento per essersi assunto la responsabilità civica di tutelare la salute della sua cittadinanza.

Aniello Baselice
Chiusa la discoteca Free di via Zarotto
Il Comune di Parma ha disposto la chiusura dell'attività per mancato rispetto delle norme sulla sicurezza.
 
15/11/2013
h.19.00
In data odierna il Comune di Parma ha disposto la cessazione dell’attività di Pubblico Spettacolo effettuata nel locale denominato Free di Via Zarotto n. 86/A, in quanto esercitata in difetto del’autorizzazione di cui all’art. 68 e dell’agibilità di cui all’art. 80 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.
In sostanza, la discoteca in questione già sanzionata dalla Polizia Municipale lo scorso 5 ottobre per , risulta priva di qualsivoglia licenza e pertanto totalmente abusiva, tanto più se si considera che l’esercizio dell’attività di Pubblico Spettacolo riveste profili di ordine e sicurezza pubblica.
La discoteca in questione risulta inoltre pubblicizzare sul web offerte speciali di alcoolici, per altro riprese da alcuni midia cittadini, le quali contrastano con tutte le politiche dirette a porre riparo alle problematiche derivanti dall’abuso di alcoolici e denunziate da privati ed associazioni.
Su tale tema, particolare è l’attenzione dell’Amministrazione Comunale, come dimostrano l’adozione del Regolamento per la convivenza e le recenti iniziative effettuate sotto i portici dell’Ospedale Vecchio per sensibilizzare i frequentatori della c.d. movida sulle problematiche concernenti gli abusi e le dipendenze.
 


 

giovedì 14 novembre 2013

QUANTO TEMPO DOBBIAMO ASPETTARE PER L' "OMICIDIO STRADALE"?





 
Tre giovani muoiono per un “omicidio stradale”, che nel nostro ordinamento non esiste, causato da un altro giovane italiano in stato di ebbrezza. Questo giovane non andrà in carcere perché non c’è pericolo di inquinamento di prove o di fuga e poi con il rito del patteggiamento eviterà ancora il carcere.  Quali considerazioni possiamo fare? … non ci sono parole che possano colmare il dolore delle famiglie, ma non esiste neanche una giustizia giusta che manda in carcere chi ruba in supermercato e non chi uccide altre persone con il suo comportamento irresponsabile per se e per gli altri.

Vorrei sapere come si era ubriacato, per pubblicare a grandi lettere la marca di vino, la marca di birra, la marca di superalcolici …. e poter scrivere al posto di quel loro messaggio “bevi responsabilmente”: –BERE E’ UNA RESPONSABILITA’” - “O BEVI O GUIDI”.

Vorrei che tutti gli alcolici, compreso il vino, fossero tassati in modo da recuperare le spese sanitarie e sociali che causano (oltre 50 miliardi di euro), si ridurrebbero così i consumi, tutte le persone guadagnerebbero in salute e la società conquisterebbe una buona pace sociale.

Ciao Nino


11/11/2013

Ubriaco fa strage di giovani Tre morti sul colpo, due gravissimi

L'auto sulla quale viaggiavano i ragazzi è stata centrata da un'Audi condotta da un 31enne rimasto illeso. Aveva il tasso alcolico fuori legge. Per uno dei feriti è stata dichiarata la morte cerebrale.

La Golf guidata a quale viaggiavano i cinque ragazzi. L'auto è stata centrata da un'Audi guidata da un 31enne che è va

 

Uniti nel divertimento, tragicamente uniti anche nella morte. Un'ennesima terribile tragedia della strada strappa in un colpo tre giovani vite, fa precipitare nel dramma tante famiglie e semina lutto nella comunità tra Veronella, Arcole, Cologna, Zimella. Fino a domenica all'una di notte i ragazzi deceduti in un incidente stradale ad Arcole avevano passato la loro breve vita insieme. Erano in cinque su una Golf. Tre di loro sono morti sul colpo, per un altro è stata dichiarata la morte cerebrale ieri pomeriggio nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Borgo Trento. Per una quinta la speranza resta appesa a un filo. I ragazzi sono stati centrati da un'altra auto condotta da un 31enne uscito pressoché illeso dallo schianto. Aveva un tasso alcolico oltre i limiti di legge: era in stato d'ebbrezza.
LA TRAGEDIA. Era circa l'una di ieri quando la Golf condotta da Enrico Boseggia, vent'anni, residente a Veronella in via Stradon, stava percorrendo la strada Provinciale 6, nel comune di Arcole, in località Macia.
Con lui c'erano Nico Bottegal, 18 anni, che abitava a Veronella in via Tosini; Anna Koudiakov, 18 anni, residente a Cologna Veneta, in via Mabil, 20. Tutti e tre morti sul colpo. Ma c'erano anche Michel Casarotto, 17 anni, di Zimella, in via Leopardi, portato in condizioni disperate all'ospedale di Borgo Trento e Sara De Mani Sinigallia, 16 anni, di Veronella, residente in via Marcello, anche lei ricoverata a Borgo Trento.
LA RICOSTRUZIONE. La dinamica dell'incidente stradale è al vaglio dei carabinieri della compagnia di San Bonifacio, ieri notte sul posto è andato anche il tenente Salvatore Vilona, poco più che coetaneo delle vittime (ha 26 anni).
Da una prima ricostruzione e dalla testimonianza di altri ragazzi amici di quelli che hanno avuto l'incidente, la Golf era al suo secondo giro della rotonda. I ragazzi stavano aspettando che gli altri amici su un'altra auto li raggiungessero. Erano all'interno della rotatoria quando un'Audi A3, che proveniva da Cologna Veneta è piombata loro addosso.
L'Audi era condotta da Roberto Tardivello Rizzi, 31 anni, autista di Veronella. La sua Audi prima è salita sull'aiuola in cemento e asfalto che divide la carreggiata, ha divelto un indicatore stradale, quindi ha centrato l'automobile dei giovani nel lato passeggero. L'Audi poi ha superato «volando» la Golf, ha arato parte dell'aiuola rotonda in centro, ha divelto una pianta ed è finita a ruote in aria. Il radiatore dell'Audi è rimasto sull'aiuola. Una ruota è stata trovata a un centinaio di metri dal punto dell'impatto in mezzo alle sterpaglie che costeggiano la strada principale. Pressochè illeso il conducente, i cui controlli alcolemetrici hanno dato esito positivo di gran lunga superiori al consentito dalla legge.
L'INVESTITORE. Rizzi è stato accompagnato in caserma subito dopo l'incidente. Gli è stata ritirata la patente. Il suo fascicolo inviato alla Procura. Verrà denunciato, questo la legge prevede, l'arresto è facoltativo, per guida in stato d'ebrezza e omicidio colposo plurimo. L'arresto è previsto se il conducente dopo un incidente non si è fermato se esiste pericolo di fuga o di reiterazione del reato. Il sostituto procuratore che si occupa della vicenda è Marco Zenatelli e acquisirà gli atti soltanto oggi, intanto le auto sono state sequestrate.
I SOCCORSI. Sono stati gli amici dei ragazzi a dare subito l'allarme. Sul posto c'era una leggera nebbia. Ma non da impedire la visuale di un'auto in transito. Sono state inviate ambulanze dell'ospedale di San Bonifacio, i vigili del fuoco, che hanno estratto i corpi dei ragazzi dalla carrozzeria dell'auto. Per tre dei giovani non c'è stato nulla da fare. Gli altri due sono stati portati in ospedale al Confortini. I traumi presi lateralmente sono peggiori di quelli frontali o posteriori.
I FAMILIARI. Poco dopo l'incidente sono arrivati i familiari dei ragazzi, allertati dai loro stessi amici. E allo strazio di quei corpi s'è aggiunto il dolore dei genitori che hanno voluto vedere quei corpi senza vita. Perchè è così che succede. Devi vederlo il corpo perchè quello che ti viene detto diventi un fatto concreto, per capire che non è l'incubo di una notte. Urla disperate, che si sono sovrapposte alle lacrime, alle grida di chi avrebbe voluto subito giustizia per quelle morti.
Poi è stata la volta delle onoranze funebri che hanno raccolto quelle giovani salme e le hanno portate alle celle mortuarie a disposizione del magistrato. Potrebbe non essere necessaria l'autopsia, dovrebbe essere sufficiente l'esame esterno dei cadaveri. La dinamica, seppur in fase di definizione è drammaticamente chiara. Neanche il tempo di metabolizzare il dolore, ed è già il tempo di organizzare i loro funerali.
Alessandra Vaccari