martedì 27 dicembre 2011

A lezione da Vladimir Hudolin - Un estratto dal DVD



Il video è tratto dalla presentazione dell'opera (DVD + Libro) "A lezione da Vladimir Hudolin - Maestro di cambiamento umano" a cura di Giovanni Aquilino, Maria Antoia Papapietro e Maria Teresa Salerno - 2008 Edizioni EricKson.

Per tanti come me che non hanno conosciuto il fondatore dei nostri Club e dell' "Approccio Ecologico Sociale alle Problematiche Alcolcorrelate e complesse" ricordiamo Vladimir Hudolin che è nato a Ogulin in Croazia il 2 maggio 1922 ed è deceduto il 26 dicembre 1996.
Psichiatra di fama mondiale, per circa trenta anni Direttore della Clinica di Psichiatria, Neurologia, Alcologia ed altre Dipendenze presso l’Università di Zagabria, per lungo tempo consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che dedicò gran parte della sua attività allo studio dei problemi legati all’uso d’alcol e d’altre droghe fin dall’inizio degli anni ‘50.
L'aspetto rivoluzionario dell'approccio del Prof.Vladimir Hudolin derivò dal fatto che non si occupava
solo dell'alcolismo di poche persone ma del bere di tutti. Attraverso le settimane di formazione infatti il Prof.Hudolin non solo forniva la metodologia di trattamento degli alcolisti e delle loro famiglie ma soprattutto metteva in discussione la nostra "cultura del bere" proponendo il suo modello.
L’estrema semplicità e praticità di quest’approccio ha fatto si che dall’Italia i Club si diffondessero in molti altri paesi sia europei che extraeuropei perciò oggi i CAT sono presenti in Albania, Bolivia, Brasile, Cile, Danimarca, Equador, Grecia, Norvegia, Nuova Zelanda, Russia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svizzera. Dopo la guerra civile una rinascita si è anche osservata nei paesi dell’ex-Jugoslavia ed oggi sono attivi alcune centinaia di CAT in Croazia ed un numero molto minore in Bosnia-Erzegovina, Macedonia, Montenegro e Serbia.

GRAZIE PROFESSORE!!!!
Nino Milazzo

mercoledì 7 dicembre 2011

dal mensile della Diocesi di Andria: "La casta del vino"

www.diocesidiandria.org

Se vi mancava nell’elenco delle “CASTE” quella del VINO: eccovi serviti!
“La casta del vino” – Stampa Alternativa 2011, pp. 200, euro 13,00 - è stato scritto da Enrico Baraldi, medico psichiatra che fa servizio all’ Azienda Ospedaliera “Carlo Poma” di Mantova ed Alessandro Sbarbada, Servitore Insegnante volontario in un Club Alcologico Territoriale (Metodo Hudolin) per oltre venti anni, esperto di problemi alcol correlati. Nel 2009 hanno esordito con “Vino e bufale: tutto quello che vi hanno sempre dato da bere a proposito delle bevande alcoliche” che è stato un successo editoriale ed ha permesso ai due autori di organizzare numerosi convegni e dibattiti.

Oggi sono pochi coloro che sono critici nei confronti della “cultura alcolica” foraggiata dalle lobby dei produttori di bevande alcoliche attraverso la pubblicità che ci presenta l’alcol in situazioni di piacere – successo – festa  ed alimentata da informazione pseudo scientifica o meglio ancora disinformazione, in cui non compaiono gli organismi internazionali e indipendenti come l’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) o l’I.S.S. (Istituto Superiore della Sanità) che misurano con le loro ricerche i rischi legati all’assunzione di alcol bevuto con il vino , la birra e gli altri alcolici e suggeriscono le strategie per affrontarli.

Si possono trovare su internet le “Risoluzioni” dell’O.M.S., i “Documenti di indirizzo”dell’U.E., la “Relazione annuale in materia di alcol e problemi alcolcorrelati” al parlamento italiano del Ministro della Salute secondo la legge 125/2001, numerosi studi ed iniziative del “Osservatorio Alcol” dell’ I.S.S.  diretto dal Prof. Emanuele Scafato, sul sito della S.I.A. (Società Italiana di Alcologia), sul sito dell’A.I.C.A.T. (Associazione Club Alcologici Territoriali – Metodo Hudolin), sul blog dell’ACAT Federiciana Nord Barese., ecc…, Ma i nostri politici, a tutti i livelli, preferiscono attuare la politica di “Penelope” che tessono di giorno alla luce del sole secondo i dettami dell’OMS provvedimenti di educazione e contenimento del consumo alcolico, ma li disfano di notte nei corridoi dei palazzi e nella penombra delle commissioni parlamentari con messaggi fuorvianti e cospicui stanziamenti a favore dei produttori di vino.

Gli esempi si sprecano. Cosa pensare dell’abolizione della “Consulta Nazionale Alcol” istituita per legge e abolita con la finanziaria dell’anno scorso sotto la motivazione di contenere la spesa pubblica ma che in effetti non aveva costi esorbitanti? E del  famoso “emendamento grappino” per coloro che vengono sorpresi alla guida in stato di ebbrezza? Che dire delle iniziative concordate tra gestori di locali pubblici e comune per mettere a disposizione dei giovani pullman di andata  e ritorno dalle discoteche per evitare le “stragi del sabato sera” e dare la possibilità ai giovani di “bere a volontà” tanto non devono guidare? Cosa pensare dell’I.S.T.A.T. che nella relazione del 2010 non riporta i dati relativi ad alcol e guida poiché non sono in linea con quelli mondiali che danno una percentuale pari al 40% mentre le nostre sono al 2%? Gli obiettivi dell’industria sono quelli di promuovere un immagine positiva, fino al salutismo, delle bevande alcoliche e che si eviti di associare il prodotto alcol ai danni prodotti dallo stesso. Per questo promuovono il bere “consapevole – moderato” che scientificamente non è definibile, mentre l’OMS raccomanda la riduzione dei consumi per rendere efficaci i programmi di prevenzione.

Gli autori attaccano direttamente il Prof. Veronesi che sostiene il consumo moderato del vino citando uno studio del’Oxford University pubblicato sulla rivista “Brithish Journal of cancer” alla fine del 2010 in cui si dice espressamente che non è così evidente che il consumo di frutta e verdura difenda dallo sviluppo dei tumori, mentre il rischio cancro sono obesità e alcol. Avrei voluto presentare queste osservazioni al Prof. Veronesi quando è venuto ad Andria, ma nessuno è potuto intervenire perché gli organizzatori dovevano solamente rendere omaggio all’ospite o forse perché al “depositario della scienza”, in fatto di tumori, non si possono fare osservazioni … non importa che le sue posizioni, in quanto oncologo, sono state avversate in campo internazionale sul nucleare e sull’alcol bevuto col vino.

Da sempre attorno al vino si è costruita l’immagine di un prodotto vincente. Tuttavia nonostante tutto il sostegno dello stato e delle istituzioni, degli spazi pubblicitari (spesso gratuiti), delle frequenti manipolazioni scientifiche, le vendite registrano un calo. Cosa ne pensiamo delle sovvenzioni (leggasi soldi pubblici) per l’estirpazione dei vigneti, della vendemmia verde, della distillazione del prodotto non venduto?

Di contro ai miliardi di euro che eroga l’U.E. e lo stato italiano, l’Italia paga 45 miliardi di euro in costi sanitari e sociali, corrispondenti al 3,5% del P.I.L..

In questo periodo aumentare le tasse sugli alcolici sicuramente farebbe bene alle casse dello stato e principalmente alla salute dei cittadini.

Avete ben 111 motivi per leggere “La casta del vino” e scoprire le strategie di inganno utilizzate in azioni tanto disperate quanto prive di scrupoli, pur di tornare a vendere come un tempo coinvolgendo  mamme in gestazione, neonati, bambini all’asilo e anziani, utilizzando personaggi dello spettacolo, anchormen, esperti, governatori, ministri o ex-ministri, ultraottantenni presidenti della Repubblica e persino il Buon Gesù!!!

Nino Milazzo

A.C.A.T. Federiciana Nord Barese

(Associazione Club Alcologici Territoriali – METODO HUDOLIN)

Sede Operativa c/o Parr. San Giuseppe Artigiano – Andria (BT)

domenica 4 dicembre 2011

Verso casa mia




Continua la campagna di sensibilizzazione sociale dell'AICAT (Associazione Italiana dei Club Alcologici Italiani) sui problemi correlati all'alcol.
L'organizzazione, fondata nel 1989, opera sul territorio attraverso la rete CAT (Club Alcologici Territoriali) in tema di protezione e promozione della salute pubblica.
Quest'anno dall'incontro tra AICAT, l'inviato di Striscia Luca Abete (già testimonial dell'associazione in altre campagne) e il cantautore emergente Giancarlo Di Muoio nasce il progetto "Verso casa mia", con l'incisione di una canzone e la registrazione di un video che denunciano gli effetti diretti e indiretti legati all'abuso di alcol. (regia e montaggio video curati da Francesco Guida, al progetto hanno collaborato: Michele De Conciliis (operatore video), Mario Roberto Mazza (fotografo di scena), Raffaele Fierro (operatore video)