http://www.salute.gov.it/dettaglio/dettaglioNews.jsp?id=1355&tipo=new
Nel dicembre 2010 il Ministro della Salute ha trasmesso ai Presidenti di Camera e Senato la settima Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in materia di alcol in attuazione della Legge 30.3.2001 n. 125 “Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati”.
I dati sui consumi alcolici e i modelli di consumo confermano il progressivo allontanamento del nostro Paese dal tradizionale modello di consumo mediterraneo.
E’ cresciuta nell’ultimo decennio la quota di coloro che consumano bevande alcoliche al di fuori dei pasti, con un incremento particolarmente significativo tra le donne.
Il binge drinking, modalità di bere di origine nordeuropea che implica il consumo di numerose unità alcoliche in un breve arco di tempo, ha riguardato nel 2009 il 12,4% degli uomini e il 3,1% delle donne ed è ormai abitudine stabilmente diffusa, soprattutto nella popolazione maschile di 18-24 anni (21,6,1%) e di 25-44 anni (17,4%).
Pratica il binge drinking anche una buona percentuale di donne fra i 18 e i 24 anni (7,9%) e fra le giovanissime di 11-15 anni esso appare più diffuso che fra i coetanei maschi.
In generale il consumo a rischio riguarda il 15,8% degli italiani al di sopra degli 11 anni , per un totale di quasi 8 milioni e mezzo di persone. Tra esse in particolare circa 475.000 minori (il 18,5% dei ragazzi e il 15,5% delle ragazze al di sotto dei 16 anni), in cui il consumo dovrebbe essere pari a 0; e circa 3 milioni di anziani (il 44,7% dei maschi e l’ 11,3% delle femmine di oltre 65 anni) in cui il consumo a rischio coincide prevalentemente con il consumo giornaliero non moderato, soprattutto durante i pasti.
La tipologia di consumo a rischio prevalente tra i giovani è il consumo fuori pasto, che ha riguardato nel 2009 il 34,4% dei maschi e il 22,8% delle femmine di età compresa fra gli 11 e i 25 anni.
Già a 18-19 anni la quota dei consumatori è vicina a quella media della popolazione e la percezione della disponibilità di bevande alcoliche è tra i giovani italiani fra le più alte in Europa.
Quasi la metà (45,4 %) delle diagnosi ospedaliere per patologia totalmente alcolcorrelata riguarda persone di oltre 55 anni, ma da alcuni anni la percentuale di diagnosi alcolcorrelate appare in aumento nella classe di età 36-55 anni, mentre continua a diminuire nella fascia di età 15-35 anni.
La percentuale di diagnosi ospedaliere per cirrosi epatica alcolica si presenta in crescita da qualche anno in rapporto alle altre diagnosi di ricovero alcolcorrelato, passando tra il 2000 e il 2008 dal 26,30 % al 35,00 % del totale di tali diagnosi.
Gli alcoldipendenti in trattamento nei servizi pubblici sono in costante aumento dal 1996 e nel 2008 ne sono stati rilevati 66.548. Fra essi in particolare la percentuale dei giovani al di sotto dei 30 anni rappresenta il 10,2% del totale, con un valore in crescita rispetto a quello della precedente rilevazione(10%), soprattutto tra i nuovi utenti.
Risulta ancora bassa rispetto agli altri Paesi europei la diffusione di conoscenze sul tasso legale di alcolemia per la guida e sui limiti di consumo con esso compatibili.
Il 2,12% di tutte le cause di incidente stradale rilevate nel 2008, per un totale di 5.920 casi, riguarda l’ebbrezza da alcol, con una percentuale in aumento rispetto all’anno precedente.
Nonostante la quota importante di popolazione esposta a una vasta gamma di rischi alcolcorrelati i dati della Relazione segnalano anche qualche positiva tendenza nella evoluzione di alcuni indicatori di rischio, in relazione sia alla popolazione più giovane (diminuzione dei consumi fuori pasto tra i maschi di 14-17 anni, diminuzione degli atteggiamenti di tolleranza nei confronti dell’ubriachezza tra da i giovani studenti di 15-19 anni, diminuzione della quota di giovani studenti che si ubriacano) che a quella anziana di oltre 65 anni (lieve diminuzione del consumo a rischio in entrambi i sessi).
Inoltre si presentano in costante calo il tasso nazionale di mortalità per cirrosi epatica e quello di ricovero ospedaliero per patologie totalmente alcolcorrelate; appare in lieve calo da qualche anno la percentuale dei nuovi utenti al di sotto dei 20 anni in trattamento nei servizi alcologici; resta ferma infine la minore diffusione tra i nostri giovani, rispetto ai coetanei europei, di consumi a rischio quali i consumi frequenti, il binge drinking e le ubriacature.
martedì 22 febbraio 2011
lunedì 14 febbraio 2011
Saprà camminare con le sue gambe il commercio del vino?
Buone notizie:
1 - si riducono i consumi del vino, ma noi sappiamo che la fascia dei giovani adulti li incrementa, e si chiede di abbassare i prezzi: ma non sono così bassi da non essere remunerativi?
2 - dal prossimo anno l'Unione Europea farà sparire il sostegno ai mosti e alla distillazione: speriamo che si investano soldi in settori creativi.
-------------------------------------------------------------------------------------
Focus sul vino: riduzione del consumo interno di Redazione di TigullioVino.it
Riduzione del consumo interno, riforma Ocm, eccessiva frammentazione delle aziende italiane e troppe denominazioni, che difficilmente saranno difendibili in Europa. Sono i punti affrontati da Confagricoltura nel focus dedicato al mondo del vino. “Urge una politica dei prezzi per contrastare il calo dei consumi interni, passati da 55 nel 1995 a 40 litri pro capite l’anno, sotto i 20 milioni di ettolitri con un mercato sempre meno remunerativo, anche se il vino resta la prima voce dell’export alimentare italiano, con 3,5 miliardi di euro. Inoltre, il 24% degli Italiani ha diminuito il consumo fuori casa e il 7% ha sostituito il vino con bevande a più bassa gradazione alcolica”.
A parlare di crisi dei consumi ci pensa il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni: “il calo dei consumi interni preoccupa i produttori anche se controbilanciato da una ripresa sul mercato estero che fa ben sperare. Per i prossimi anni occorre tenere conto dell’aggressione subita dai prodotti nazionali da parte dei mercati emergenti, che si sono orientati su fasce di prezzo molto più basse, con una media di 1,70 euro al litro. Occorre, quindi, ridisegnare la filiera - sottolinea Vecchioni - che conta imprese polverizzate (770.000 aziende) e 504 denominazioni che forse sono troppe per poter essere difese. I nostri prodotti hanno subito una vera e propria aggressione da parte dei paesi emergenti con prodotti da fasce di prezzo molto più basse.
Noi dobbiamo puntare su vini legati al territorio. Da qui la necessità - continua il presidente - di rimotivare i consumatori verso produzioni a significativo legame con il territorio, legando produzioni di qualità a una politica dei prezzi che va rivisitata. Occorre promuovere dunque un consumo consapevole del vino, ma anche sì a un consumo di prodotto caratterizzato dalla qualità”. Vecchioni fa il punto anche sul fronte dell’export guardando con sempre più interesse a Paesi emergenti, a cominciare dai Bric (Brasile, Russia, India e Cina) e poi da Indonesia, Messico, Sudafrica, dove i consumi stanno crescendo: “bisogna conquistare i nuovi consumatori sui quali lo stile Italia esercita un indubbio fascino, dal vino alla moda. La difficoltà di accesso ai finanziamenti pubblici, o la struttura stessa del finanziamento, impediscono di raggiungere efficacemente l’obiettivo di far arrivare alle imprese vitivinicole risorse fondamentali. Avere una gestione delle politiche più soddisfacente è basilare in un contesto dove l’intervento pubblico conta molto, soprattutto in momenti di crisi del settore”.
Nell’analisi Confagricoltura è stata evidenziata la necessità di avere imprese agricole che abbiano dimensioni adeguate (la superficie media aziendale è inferiore ad un ettaro anche per i vini Doc). Ha concluso il presidente di Confagricoltura: “bisogna fare sinergia, favorire l’associazionismo anche quello societario. è strategico incentivare gli sforzi diretti a crescere e rafforzarsi”.
La conferenza ha poi affrontato il tema della riforma Ocm: si è discusso dello stop a partire dal 2012 dei fondi per chi utilizza mosti concentrati, dei vini varietali e dei diritti di impianto.
Al dibattito è intervenuto anche il Capo dipartimento del ministero delle Politiche Agricole, Mario Catania: “il prossimo anno sparirà il sostegno ai mosti e non ci sono spazi per riaprire la trattativa a Bruxelles. C’è invece spazio per riaprire il negoziato sul regime dei diritti di impianto”. Un aspetto quello della riforma del mercato comune affrontato anche da Vecchioni: “Non è riuscita in pieno ad attivare investimenti, a fare da volano all’innovazione, a valorizzare le produzioni e incentivare i consumi. Si va verso l’eliminazione dei sostegni alla distillazione ed ai mosti. Una riflessione su come canalizzare le risorse è necessaria. Senz’altro è importante la valorizzazione del prodotto sul mercato estero, ma anche su quello interno con una promozione intelligente che tenda ad esaltare la cultura del vino e non l’abuso di alcol. Chiediamo - conclude il presidente di Confagricoltura - massima attenzione per un settore così importante che, in Italia, impiega 1,2 milioni di persone, di cui 200.000 stagionali”.
Fonte news: Winenews
Pubblicato il 08 febbraio 2011 in Marketing
1 - si riducono i consumi del vino, ma noi sappiamo che la fascia dei giovani adulti li incrementa, e si chiede di abbassare i prezzi: ma non sono così bassi da non essere remunerativi?
2 - dal prossimo anno l'Unione Europea farà sparire il sostegno ai mosti e alla distillazione: speriamo che si investano soldi in settori creativi.
-------------------------------------------------------------------------------------
Focus sul vino: riduzione del consumo interno di Redazione di TigullioVino.it
Riduzione del consumo interno, riforma Ocm, eccessiva frammentazione delle aziende italiane e troppe denominazioni, che difficilmente saranno difendibili in Europa. Sono i punti affrontati da Confagricoltura nel focus dedicato al mondo del vino. “Urge una politica dei prezzi per contrastare il calo dei consumi interni, passati da 55 nel 1995 a 40 litri pro capite l’anno, sotto i 20 milioni di ettolitri con un mercato sempre meno remunerativo, anche se il vino resta la prima voce dell’export alimentare italiano, con 3,5 miliardi di euro. Inoltre, il 24% degli Italiani ha diminuito il consumo fuori casa e il 7% ha sostituito il vino con bevande a più bassa gradazione alcolica”.
A parlare di crisi dei consumi ci pensa il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni: “il calo dei consumi interni preoccupa i produttori anche se controbilanciato da una ripresa sul mercato estero che fa ben sperare. Per i prossimi anni occorre tenere conto dell’aggressione subita dai prodotti nazionali da parte dei mercati emergenti, che si sono orientati su fasce di prezzo molto più basse, con una media di 1,70 euro al litro. Occorre, quindi, ridisegnare la filiera - sottolinea Vecchioni - che conta imprese polverizzate (770.000 aziende) e 504 denominazioni che forse sono troppe per poter essere difese. I nostri prodotti hanno subito una vera e propria aggressione da parte dei paesi emergenti con prodotti da fasce di prezzo molto più basse.
Noi dobbiamo puntare su vini legati al territorio. Da qui la necessità - continua il presidente - di rimotivare i consumatori verso produzioni a significativo legame con il territorio, legando produzioni di qualità a una politica dei prezzi che va rivisitata. Occorre promuovere dunque un consumo consapevole del vino, ma anche sì a un consumo di prodotto caratterizzato dalla qualità”. Vecchioni fa il punto anche sul fronte dell’export guardando con sempre più interesse a Paesi emergenti, a cominciare dai Bric (Brasile, Russia, India e Cina) e poi da Indonesia, Messico, Sudafrica, dove i consumi stanno crescendo: “bisogna conquistare i nuovi consumatori sui quali lo stile Italia esercita un indubbio fascino, dal vino alla moda. La difficoltà di accesso ai finanziamenti pubblici, o la struttura stessa del finanziamento, impediscono di raggiungere efficacemente l’obiettivo di far arrivare alle imprese vitivinicole risorse fondamentali. Avere una gestione delle politiche più soddisfacente è basilare in un contesto dove l’intervento pubblico conta molto, soprattutto in momenti di crisi del settore”.
Nell’analisi Confagricoltura è stata evidenziata la necessità di avere imprese agricole che abbiano dimensioni adeguate (la superficie media aziendale è inferiore ad un ettaro anche per i vini Doc). Ha concluso il presidente di Confagricoltura: “bisogna fare sinergia, favorire l’associazionismo anche quello societario. è strategico incentivare gli sforzi diretti a crescere e rafforzarsi”.
La conferenza ha poi affrontato il tema della riforma Ocm: si è discusso dello stop a partire dal 2012 dei fondi per chi utilizza mosti concentrati, dei vini varietali e dei diritti di impianto.
Al dibattito è intervenuto anche il Capo dipartimento del ministero delle Politiche Agricole, Mario Catania: “il prossimo anno sparirà il sostegno ai mosti e non ci sono spazi per riaprire la trattativa a Bruxelles. C’è invece spazio per riaprire il negoziato sul regime dei diritti di impianto”. Un aspetto quello della riforma del mercato comune affrontato anche da Vecchioni: “Non è riuscita in pieno ad attivare investimenti, a fare da volano all’innovazione, a valorizzare le produzioni e incentivare i consumi. Si va verso l’eliminazione dei sostegni alla distillazione ed ai mosti. Una riflessione su come canalizzare le risorse è necessaria. Senz’altro è importante la valorizzazione del prodotto sul mercato estero, ma anche su quello interno con una promozione intelligente che tenda ad esaltare la cultura del vino e non l’abuso di alcol. Chiediamo - conclude il presidente di Confagricoltura - massima attenzione per un settore così importante che, in Italia, impiega 1,2 milioni di persone, di cui 200.000 stagionali”.
Fonte news: Winenews
Pubblicato il 08 febbraio 2011 in Marketing
domenica 6 febbraio 2011
MANIFESTO SULL’APPROCCIO ECOLOGICO SOCIALE AI PROBLEMI ALCOLCORRELATI E COMPLESSI
AiCat: Associazione Italiana dei Club Alcologici Territoriali
(metodo Hudolin)
MANIFESTO SULL’APPROCCIO ECOLOGICO SOCIALE AI PROBLEMI ALCOLCORRELATI E COMPLESSI
Perchè un Manifesto sull’Approccio Ecologico Sociale
Nel parlare e discutere dell’Approccio Ecologico Sociale ai problemi alcolcorrelati e
complessi si dà spesso per scontato cosa quest’ultimo sia veramente nella sua identità e nei suoi fini.
Anche la letteratura ormai ricchissima sul metodo Hudolin non si è mai preoccupata di
dare una definizione esplicativa dell’AES, che permetta di specificare in modo essenziale e pregnante cosa esso poi sia.
Questa costatazione ha generato negli ultimi tempi l’esigenza di tentare di formulare una definizione dell’AES, anche alla luce del dibattito continuo sull’essere e sul divenire del Metodo Hudolin. Le molteplici sollecitazioni in tal senso sono state esplicitate e recepite nel Consiglio Direttivo dell’AICAT tenutosi a Roma il 16 ottobre 2010, in cui alcuni amici, che avevano posto la questione, sono stati invitati a lavorare alla redazione di una bozza di un documento da sottoporre poi ad una rilettura critica nel corso del Forum Permanente della Formazione di San Benedetto del Tronto e ad una successiva approvazione del Direttivo medesimo.
Il testo che oggi viene diffuso è frutto di tale percorso, non ha alcuna velleità di essere esaustivo (si rimanda ad altri doverosi approfondimenti); può essere proposto alla stregua di una traccia di presentazione in ogni contesto di informazione, sensibilizzazione e confronto nella comunità, nell’assoluta consapevolezza della necessità di un suo perenne aggiornamento da effettuare con cadenza periodica, aperto al contributo di tutti e capace di essere in reale sintonia con l’evoluzione dell’AES medesimo.
Salerno, gennaio 2011 Nello Baselice
L’Approccio Ecologico Sociale ai Problemi Alcolcorrelati e Complessi
Premessa
L’Approccio Ecologico Sociale è stato ideato ed applicato daI Prof. Vladimir Hudolin,
sperimentandolo efficacemente nell’affrontare i problemi alcol correlati, in una prospettiva di promozione della salute sulla base di un percorso originale che muove dai principi teorico-pratici della psichiatria sociale e dalla medicina di comunità del secondo Novecento e che può essere applicato con le specifiche modifiche a tutti i problemi comportamentali. L’Approccio è in sintonia con l’insieme complesso di documenti, risoluzioni, piani di azione che l’OMS ha prodotto fin dal 1978 con la Dichiarazione di Alma Ata che sancisce la centralità:
a. deII’assistenza primaria,
b. del lavoro territoriale,
c. dei programmi di comunità locale,
d. del protagonismo dei cittadini nei programmi di tutela e promozione della salute, in un rapporto di collaborazione con il sistema professionale (partnership in action) nello specifico ambito delle prassi e dei principi stabiliti dall’Approccio Ecologico Sociale.
L’Approccio, riferendosi alle indicazioni contenute nella ricerca scientifica indipendente che supporta le decisioni ed i piani di azione deIl’OMS, intende sviluppare programmi che siano in grado di:
• dare risposte ai bisogni, della persona, inseriti nel contesto delle relazioni significative sia di tipo familiare che comunitario, delle famiglie e delle comunità locali;
• porre al centro il protagonismo della persona ed il suo senso di responsabilità
(empowerment).
• sensibilizzare chi opera in campo professionale ad attuare scelte personali coerenti, adeguando gli stessi processi formativi professionali e le pratiche professionali a quanto definito dall’Approccio Ecologico Sociale.
Esso trova la sua collocazione teorica nella teoria generale dei sistemi e nel lavoro sociale di rete con i relativi modelli concettuali.
Si avvale dell’esperienza pratica dei programmi alcologici territoriali centrati sulla lunga e consolidata esperienza dei Club degli Alcolisti in Trattamento, oggi Club Alcologici Territoriali, che hanno superato il concetto di "alcolismo malattia", definendo l’alcolismo uno stile di vita, cioè un comportamento socialmente accettato, con il progressivo ridimensionamento del significato del termine "alcolismo" del tutto inadeguato e parziale a descrivere la complessità dei "problemi alcolcorrelati", ed ora, nel sistema dei Club, eliminato nella terminologia e nelle pratiche Lo stesso termine "trattamento" dovrebbe essere abbandonato perchè fortemente connotato da aspetti riabilitativi e di cura che
possono confondere lo stesso superamento del concetto di alcolismo.
E’ per questo che l’Approccio Ecologico Sociale si inserisce a pieno titolo nella
complessa realtà che ha cercato di costruire politiche pubbliche per la salute in grado di:
a. garantire l’accessibilità ai servizi primari,
b. superare qualsiasi forma di stigmatizzazione dei comportamenti socialmente devianti,
c. favorire la partecipazione dei cittadini ai processi di autotutela ed autopromozione della salute,
d. fare in modo che il rapporto tra cittadini e mondo professionale sia contrassegnato dal principio della collaborazione e della democrazia nell’assumere decisioni,
e. costruire e consolidare i processi di partecipazione comunitaria e di sviluppo delle comunità in base alle loro risorse interne.
Tali obiettivi sono contenuti nella documentazione generale dell’OMS:
1. Dichiarazione di Alma Ata
2. Carta di Ottawa
3. dichiarazione di Adelaide
4. dichiarazione di Jakarta
5. Salute per tutti nel 2000
6. Salute nel 21° secolo Health 21
7. Progetto Urban Health che le diverse risoluzioni
8. I due Piani di Azione Europei sull’Alcol
9. La Carta Europea sull’Alcol con la sua etica e le dieci strategie - Conferenza di Parigi - Dicembre 1995
10. La Strategia Globale sull’Alcol
Le basi scientifiche ed umanistiche
Il pensiero e l’opera del prof. Vladimir Hudolin esprimono una sintesi, di particolare intensità ed efficacia, delle grandi scoperte del '900 e delle anticipazioni che andavano emergendo fin dall'800 e che oggi trovano una evoluzione ed una continuità che per molti versi Hudolin stesso aveva ampiamente anticipato.
La sua azione scientifica ed umanistica parte dal campo della psichiatria che affronta il tema della sofferenza umana cercando di coglierne i meccanismi interiori e relazionali che sono sottesi, abbandonando il compito custodialista che ha segnato l’epoca del manicomio.
I pilastri di questo pensiero che costituiscono l’asse portante dell’Approccio ecologico sociale sono:
1. Le scoperte della psicoanalisi e in particolare la sua applicazione ai gruppi umani piccoli e grandi fino alla messa a punto del modello della comunità terapeutica
2. La psichiatria sociale: l’Approccio Ecologico Sociale si fonda sui principi della
psichiatria sociale che cerca di superare lo stigma dei comportamenti devianti e i limiti "etichettanti" della diagnostica classica, dando vita all’esperienza della comunità terapeutica, strumento efficace per superare la logica del manicomio. Hudolin elabora ulteriormente il concetto di comunità terapeutica e lo trasferisce nel meccanismo di funzionamento delle comunità locali di fronte ai problemi alcol correlati.
3. La teoria generale dei sistemi.
Hudolin introduce i principi della teoria generale dei sistemi evidenziandone la potenzialità nel rendere conto e nel superare il disagio psichico e spirituale (o della cultura sociale) che viene ricondotto alle dinamiche familiari e comunitarie. La genialità dell’azione di Hudolin consiste nel superare ogni "meccanicismo" strategico-relazionale per sottolineare invece la dimensione emozionale e spirituale (o della cultura sociale). I sistemi indicati da Hudolin sono vitali, si nutrono della componente emozionale che si genera proprio nel processo relazionale, non trascurano mai la persona, ma ne colgono la mutevole espressività nella variazione dei contesti relazionali.
4. La cibernetica e l’ecologia della mente: è un’evoluzione del punto precedente che
Hudolin ha saputo concretizzare. Egli ha sottolineato l’importanza della costruzione
dell’empatia che stabilisce in modo inequivocabile che ogni essere umano è in sé
autonomo ed allo stesso tempo appartiene ad un contesto relazionale. Il contesto
relazionale lo condiziona attraverso reciproci processi di interferenza che richiedono una costante mediazione la quale dura tutta la vita in una prospettiva di crescita e maturazione. Tale interferenza reciproca ha un suo livello di apprendimento attraverso la trascendenza, per sentire l’altro autenticamente, in sè stessi, nella sua irriducibile diversità ed originalità.
5. Il lavoro sociale di rete e i suoi modelli. L’Approccio Ecologico Sociale riconosce nel concetto di rete e nel suo studio la modalità più "ecologica" per la conoscenza delle comunità umane e dei loro equilibri; alla base dei problemi delle comunità, a partire da quelli alcolcorrelati vi è sempre uno squilibrio delle loro reti.
6. L’approccio familiare. L’Approccio Ecologico Sociale ritiene fondamentale il
coinvolgimento del nucleo familiare e delle reti familiari allargate. Il coinvolgimento della famiglia non implica alcuna de-responsabilizzazione di ogni singolo membro della famiglia stessa, né intende aderire a visioni ideologiche che trasformano la famiglia in una sorta di icona salvifica, La famiglia è luogo di contraddizione e di risorse.
7. La scienza della complessità. L’Approccio Ecologico Sociale è uno strumento
efficace di lettura dei fenomeni che evita qualsiasi forma di parcellizzazione, ma
soprattutto indica programmi che si muovono nel campo della partecipazione, della
cultura, della transdisciplinarietà e della transculturalità. Nell’ambito della complessità si deve focalizzare la presenza di molteplici culture nelle comunità locali, sia come conseguenza del processo di globalizzazione, sia come forme di sottoculture generazionali.
8. I processi di partecipazione. Hudolin radica la sua azione nelle comunità locali alle quali i Club stessi appartengono, anche quando si costituiscono in forme associative.
9. L’antropospiritualità (o la cultura sociale).
La ricerca scientifica, soprattutto quella che si riferisce alle neuroscienze o alle scienze della cognizione, ha cercato di approfondire l’aspetto più enigmatico ed essenziale della dimensione umana, quella della spiritualità, intesa come l’insieme delle variabili culturali che incidono significativamente nel nostro modo di essere e di vivere.
10. L’etica.
Il riferimento è al comportamento individuale e collettivo, sia che si tratti di scelte generate dalla necessità della quotidianità, sia che si tratti di scelte professionali.
In entrambi i casi la dimensione etica impone di definire quali siano le regole che
vengono ritenute accettabili e quali no, senza alcun giudizio, ma con l’indicazione che si definisca quali siano i propri punti di riferimento. Inoltre l’idea di un codice etico, che contiene e supera il codice genetico, ripone l’impegno a fondare la convivenza umana sul pianeta sulla base di nuovi valori socialmente condivisi, in particolare quelli della pace e del rifiuto della guerra.
11. La trascendenza.
E’ la capacità di andare oltre noi stessi, oltre il nostro egocentrismo, di cogliere la nostra necessaria appartenenza ad un ordine superiore, sia esso naturale, interumano o divino. Il riconoscimento della trascendenza ci impone il concetto di appartenenza piuttosto che quello di proprietà.
12. La meditazione.
E’ la disponibilità all’ascolto e a fare risuonare dentro di noi il discorso dell’altro, senza giudizio, riconoscendo le sue ragioni e facendo in modo che
anche le nostre siano accolte. E’ un atteggiamento di pacificazione e di mediazione
che non modifica l’essenza e le condizioni di ciascuno, ma le rende disponibili al
dialogo. Promuove la crescita individuale e le relazioni umane tramite la disponibilità al dialogo
13. Gli strumenti.
Posta la centralità del Club Alcologico Territoriale, la metodologia si
avvale di strumenti idonei alla realizzazione di un programma di alcologia territoriale - approccio ecologico sociale – Metodo Hudolin, predisponendo i necessari momenti formativi e di sensibilizzazione e un modello organizzativo costituito dal Centro Alcologico Territoriale Funzionale.
L’Approccio Ecologico Sociale (AES)
Il significato
Approccio significa modo di porsi, di leggere, interpretare un fenomeno e,
conseguentemente, di promuovere il cambiamento. Per quanto riguarda lo specifico
campo alcologico l’approccio indicato da Hudolin deve essere collocato nelle strategie di popolazione che sono caratterizzate dall’evidenza scientifica che per ridurre l’incidenza e la prevalenza delle problematiche alcol correlate è necessario modificare, riducendolo, il consumo medio della popolazione. Questo ha come suo presupposto una disponibilità di avviare programmi che modifichino la cultura generale, sanitaria e sociale nei confronti delle bevande alcoliche, caratterizzata oggi:
a. da una tendenza a promuovere i consumi definiti "responsabili" o moderati,
b. dal distinguere in modo netto i bevitori dagli alcolisti o alcol dipendenti, applicando un modello fortemente medicalizzato che si concentra su aspetti particolari delle problematiche alcol correlate;
c. dal perseguire il modello dell’apprendimento sociale come via maestra per abituare la popolazione a familiarizzare, fin dalla giovane età, con le bevande alcoliche evitando quelli che vengono definiti eccessi e che si sostanziano in problemi di sicurezza e di ordine pubblico;
d. dall’enfatizzare il modello mediterraneo del bere ritenuto protettivo rispetto alla possibile insorgenza dei più gravi problemi alcolcorrelati.
L’Approccio Ecologico Sociale riconosce in accordo con l’OMS:
1. la pericolosità dell’alcol in sé,
2. il suo essere una droga particolarmente dannosa, per l’individuo, la famiglia e la
società,
3. che non esistono livelli di consumo che possano essere considerati privi di rischio,
4. che si deve garantire alle persone la possibilità reale e concreta di poter scegliere tra il bere bevande alcoliche o astenersi, quale diritto che ogni cittadino ha di comportarsi, in maniera autonoma, secondo le sue convinzioni dopo una corretta informazione.
L’Approccio Ecologico Sociale stabilisce che ognuno deve riflettere sul proprio bere,
indipendentemente dalla quantità consumata, dagli stili di consumo e dal grado di
problematicità espressa, evitando in tal modo che l’invito alla riflessione sul bere sia rivolto solo a chi è ritenuto più problematico, forma evidente di categorizzazione discriminante e di stigma. Il consumo di bevande alcoliche deve essere considerato un fattore di rischio che, sul piano individuale, ciascuno ha la possibilità e la libertà di assumere. Si reputa comunque necessario che la comunità si doti di misure e regole finalizzate al bene comune nei confronti dei danni prodotti dal consumo di bevande alcoliche (bere passivo). Per quest'ultima ragione promuove e sostiene tutte le iniziative di politiche pubbliche per la salute finalizzate a:
a. a ridurre la disponibilità degli alcolici, con ragionevoli e motivate argomentazioni, in particolare per i giovani e per le categorie più a rischio
b. a promuovere stili di vita più protettivi del benessere collettivo.
Con il termine Ecologico si riconoscono i legami che esistono tra le persone e tra le
diverse componenti che costituiscono una comunita familiare o locale. Si riconosce
altresì che esiste una relazione tra il consumo di bevande alcoliche e la problematicità espressa come tra consumi impropriamente definiti normali e patologici, accettando in tal modo che non vi può essere discontinuità categoriale, ma un processo continuo che caratterizza il comportamento del bere.
L’ecologia indicata da Hudolin non ha nulla a che vedere con l’ambientalismo, ma si
occupa del funzionamento degli esseri umani sia nel loro modo di porsi sul piano delle relazioni sia sul loro modo di vedere e pensare il mondo.
La rigorosità dell’Approccio Ecologico Sociale ha in sé la necessità del costante
superamento delle posizioni acquisite, ben rappresentato sul piano della concretezza
dalla moltiplicazione costante del Club e delle sue forme associative, cosi come dal
costante adeguamento alle trasformazioni culturali e sociali che avvengono.
Con il termine Sociale viene sottolineata l’evidenza che tutti i problemi comportamentali, compresi quelli alcolcorrelati, ma anche quelli culturali, economici e politici, hanno la loro origine e la loro soluzione nei rapporti sociali esistenti. Esso sottolinea anche il valore del contratto sociale che fonda la convivenza umana e che si costituisce a partire dalla costruzione di un codice etico condiviso.
Spesso è percepita e citata la Bellezza (Estetica) del club, che rappresenta il prodotto della continua attenzione nei confronti dell’etica, senza la quale non è possibile alcun processo di socializzazione con le caratteristiche dell’Amore, dell’Amicizia, della Solidarietà, del rispetto della Diversità e della Transculturalità.
Questi ultimi sono i principi fondativi dell'Approccio Ecologico Sociale e della scelta di una crescita e maturazione continua in una dimensione armoniosa capace anche di cambiare la cultura della comunità di appartenenza.
L’etica rappresenta il processo evolutivo ontogenetico, filogenetico e storico-culturale che si è strutturato nella nostra coscienza e ci fa scegliere tra ciò che riteniamo pensabile e giusto agire e ciò che riteniamo né pensabile, né giusto.
L’abito di ciascuno, il suo ethos, il suo stile di vita, l’insieme delle sue tensioni ideali, rappresenta la libertà e la responsabilità di ciascuno. L’etica, ciò che agli altri dobbiamo, deve essere condizione e vincolo per la libera scelta dell’ethos e deve rappresentare la consapevolezza del proprio dovere nei confronti degli altri.
La sottolineatura del sociale contenuta nell’Approccio Ecologico Sociale, non è una
contrapposizione disciplinare nei confronti del sanitario, ma il recupero della dimensione comunitaria delle persone che costituiscono la "societas", la forma evoluta di convivenza nella quale la conflittualità non viene coartata o negata, ma viene accolta all’interno delle dinamiche relazionali. In tal senso il sanitario e i suoi sistemi sono parte integrante dello sviluppo di una determinata società.
Il sociale è anche la radice dell’appartenenza del Club alla comunità, dell’obiettivo di costruire, a partire dai Club Alcologici Territoriali, i programmi alcologici territoriali, finalizzati a cambiare la cultura esistente e dominante ed a offrire uno spazio di riflessione, di pensiero e quindi di crescita e maturazione a quanti, nel corso della loro vita, si trovano, direttamente o indirettamente a riflettere sul rapporto con le bevande alcoliche.
In sintesi l’Approccio Ecologico Sociale è dunque la cornice entro la quale si applica il metodo Hudolin che stabilisce la centralità del suo agire nella dimensione antropospirituale (o socio-culturale), intesa come lettura multidimensionale dell’essere umano, nella sua complessità e nella sua rete inesauribile di relazioni. E' una cornice mobile, dinamica, ricca di sfumature, non assimilabile alle forme classiche della professionalizzazione,della medicalizzazione o della psichiatrizzazione, ma capace di comunicare ed interagire con queste per un miglior fronteggiamento dei problemi alcolcorrelati.
Testi a cura di: N. Baselice, G. Corlito, R. Cuni, F. Marcomini, M.T. Salerno
(metodo Hudolin)
MANIFESTO SULL’APPROCCIO ECOLOGICO SOCIALE AI PROBLEMI ALCOLCORRELATI E COMPLESSI
Perchè un Manifesto sull’Approccio Ecologico Sociale
Nel parlare e discutere dell’Approccio Ecologico Sociale ai problemi alcolcorrelati e
complessi si dà spesso per scontato cosa quest’ultimo sia veramente nella sua identità e nei suoi fini.
Anche la letteratura ormai ricchissima sul metodo Hudolin non si è mai preoccupata di
dare una definizione esplicativa dell’AES, che permetta di specificare in modo essenziale e pregnante cosa esso poi sia.
Questa costatazione ha generato negli ultimi tempi l’esigenza di tentare di formulare una definizione dell’AES, anche alla luce del dibattito continuo sull’essere e sul divenire del Metodo Hudolin. Le molteplici sollecitazioni in tal senso sono state esplicitate e recepite nel Consiglio Direttivo dell’AICAT tenutosi a Roma il 16 ottobre 2010, in cui alcuni amici, che avevano posto la questione, sono stati invitati a lavorare alla redazione di una bozza di un documento da sottoporre poi ad una rilettura critica nel corso del Forum Permanente della Formazione di San Benedetto del Tronto e ad una successiva approvazione del Direttivo medesimo.
Il testo che oggi viene diffuso è frutto di tale percorso, non ha alcuna velleità di essere esaustivo (si rimanda ad altri doverosi approfondimenti); può essere proposto alla stregua di una traccia di presentazione in ogni contesto di informazione, sensibilizzazione e confronto nella comunità, nell’assoluta consapevolezza della necessità di un suo perenne aggiornamento da effettuare con cadenza periodica, aperto al contributo di tutti e capace di essere in reale sintonia con l’evoluzione dell’AES medesimo.
Salerno, gennaio 2011 Nello Baselice
L’Approccio Ecologico Sociale ai Problemi Alcolcorrelati e Complessi
Premessa
L’Approccio Ecologico Sociale è stato ideato ed applicato daI Prof. Vladimir Hudolin,
sperimentandolo efficacemente nell’affrontare i problemi alcol correlati, in una prospettiva di promozione della salute sulla base di un percorso originale che muove dai principi teorico-pratici della psichiatria sociale e dalla medicina di comunità del secondo Novecento e che può essere applicato con le specifiche modifiche a tutti i problemi comportamentali. L’Approccio è in sintonia con l’insieme complesso di documenti, risoluzioni, piani di azione che l’OMS ha prodotto fin dal 1978 con la Dichiarazione di Alma Ata che sancisce la centralità:
a. deII’assistenza primaria,
b. del lavoro territoriale,
c. dei programmi di comunità locale,
d. del protagonismo dei cittadini nei programmi di tutela e promozione della salute, in un rapporto di collaborazione con il sistema professionale (partnership in action) nello specifico ambito delle prassi e dei principi stabiliti dall’Approccio Ecologico Sociale.
L’Approccio, riferendosi alle indicazioni contenute nella ricerca scientifica indipendente che supporta le decisioni ed i piani di azione deIl’OMS, intende sviluppare programmi che siano in grado di:
• dare risposte ai bisogni, della persona, inseriti nel contesto delle relazioni significative sia di tipo familiare che comunitario, delle famiglie e delle comunità locali;
• porre al centro il protagonismo della persona ed il suo senso di responsabilità
(empowerment).
• sensibilizzare chi opera in campo professionale ad attuare scelte personali coerenti, adeguando gli stessi processi formativi professionali e le pratiche professionali a quanto definito dall’Approccio Ecologico Sociale.
Esso trova la sua collocazione teorica nella teoria generale dei sistemi e nel lavoro sociale di rete con i relativi modelli concettuali.
Si avvale dell’esperienza pratica dei programmi alcologici territoriali centrati sulla lunga e consolidata esperienza dei Club degli Alcolisti in Trattamento, oggi Club Alcologici Territoriali, che hanno superato il concetto di "alcolismo malattia", definendo l’alcolismo uno stile di vita, cioè un comportamento socialmente accettato, con il progressivo ridimensionamento del significato del termine "alcolismo" del tutto inadeguato e parziale a descrivere la complessità dei "problemi alcolcorrelati", ed ora, nel sistema dei Club, eliminato nella terminologia e nelle pratiche Lo stesso termine "trattamento" dovrebbe essere abbandonato perchè fortemente connotato da aspetti riabilitativi e di cura che
possono confondere lo stesso superamento del concetto di alcolismo.
E’ per questo che l’Approccio Ecologico Sociale si inserisce a pieno titolo nella
complessa realtà che ha cercato di costruire politiche pubbliche per la salute in grado di:
a. garantire l’accessibilità ai servizi primari,
b. superare qualsiasi forma di stigmatizzazione dei comportamenti socialmente devianti,
c. favorire la partecipazione dei cittadini ai processi di autotutela ed autopromozione della salute,
d. fare in modo che il rapporto tra cittadini e mondo professionale sia contrassegnato dal principio della collaborazione e della democrazia nell’assumere decisioni,
e. costruire e consolidare i processi di partecipazione comunitaria e di sviluppo delle comunità in base alle loro risorse interne.
Tali obiettivi sono contenuti nella documentazione generale dell’OMS:
1. Dichiarazione di Alma Ata
2. Carta di Ottawa
3. dichiarazione di Adelaide
4. dichiarazione di Jakarta
5. Salute per tutti nel 2000
6. Salute nel 21° secolo Health 21
7. Progetto Urban Health che le diverse risoluzioni
8. I due Piani di Azione Europei sull’Alcol
9. La Carta Europea sull’Alcol con la sua etica e le dieci strategie - Conferenza di Parigi - Dicembre 1995
10. La Strategia Globale sull’Alcol
Le basi scientifiche ed umanistiche
Il pensiero e l’opera del prof. Vladimir Hudolin esprimono una sintesi, di particolare intensità ed efficacia, delle grandi scoperte del '900 e delle anticipazioni che andavano emergendo fin dall'800 e che oggi trovano una evoluzione ed una continuità che per molti versi Hudolin stesso aveva ampiamente anticipato.
La sua azione scientifica ed umanistica parte dal campo della psichiatria che affronta il tema della sofferenza umana cercando di coglierne i meccanismi interiori e relazionali che sono sottesi, abbandonando il compito custodialista che ha segnato l’epoca del manicomio.
I pilastri di questo pensiero che costituiscono l’asse portante dell’Approccio ecologico sociale sono:
1. Le scoperte della psicoanalisi e in particolare la sua applicazione ai gruppi umani piccoli e grandi fino alla messa a punto del modello della comunità terapeutica
2. La psichiatria sociale: l’Approccio Ecologico Sociale si fonda sui principi della
psichiatria sociale che cerca di superare lo stigma dei comportamenti devianti e i limiti "etichettanti" della diagnostica classica, dando vita all’esperienza della comunità terapeutica, strumento efficace per superare la logica del manicomio. Hudolin elabora ulteriormente il concetto di comunità terapeutica e lo trasferisce nel meccanismo di funzionamento delle comunità locali di fronte ai problemi alcol correlati.
3. La teoria generale dei sistemi.
Hudolin introduce i principi della teoria generale dei sistemi evidenziandone la potenzialità nel rendere conto e nel superare il disagio psichico e spirituale (o della cultura sociale) che viene ricondotto alle dinamiche familiari e comunitarie. La genialità dell’azione di Hudolin consiste nel superare ogni "meccanicismo" strategico-relazionale per sottolineare invece la dimensione emozionale e spirituale (o della cultura sociale). I sistemi indicati da Hudolin sono vitali, si nutrono della componente emozionale che si genera proprio nel processo relazionale, non trascurano mai la persona, ma ne colgono la mutevole espressività nella variazione dei contesti relazionali.
4. La cibernetica e l’ecologia della mente: è un’evoluzione del punto precedente che
Hudolin ha saputo concretizzare. Egli ha sottolineato l’importanza della costruzione
dell’empatia che stabilisce in modo inequivocabile che ogni essere umano è in sé
autonomo ed allo stesso tempo appartiene ad un contesto relazionale. Il contesto
relazionale lo condiziona attraverso reciproci processi di interferenza che richiedono una costante mediazione la quale dura tutta la vita in una prospettiva di crescita e maturazione. Tale interferenza reciproca ha un suo livello di apprendimento attraverso la trascendenza, per sentire l’altro autenticamente, in sè stessi, nella sua irriducibile diversità ed originalità.
5. Il lavoro sociale di rete e i suoi modelli. L’Approccio Ecologico Sociale riconosce nel concetto di rete e nel suo studio la modalità più "ecologica" per la conoscenza delle comunità umane e dei loro equilibri; alla base dei problemi delle comunità, a partire da quelli alcolcorrelati vi è sempre uno squilibrio delle loro reti.
6. L’approccio familiare. L’Approccio Ecologico Sociale ritiene fondamentale il
coinvolgimento del nucleo familiare e delle reti familiari allargate. Il coinvolgimento della famiglia non implica alcuna de-responsabilizzazione di ogni singolo membro della famiglia stessa, né intende aderire a visioni ideologiche che trasformano la famiglia in una sorta di icona salvifica, La famiglia è luogo di contraddizione e di risorse.
7. La scienza della complessità. L’Approccio Ecologico Sociale è uno strumento
efficace di lettura dei fenomeni che evita qualsiasi forma di parcellizzazione, ma
soprattutto indica programmi che si muovono nel campo della partecipazione, della
cultura, della transdisciplinarietà e della transculturalità. Nell’ambito della complessità si deve focalizzare la presenza di molteplici culture nelle comunità locali, sia come conseguenza del processo di globalizzazione, sia come forme di sottoculture generazionali.
8. I processi di partecipazione. Hudolin radica la sua azione nelle comunità locali alle quali i Club stessi appartengono, anche quando si costituiscono in forme associative.
9. L’antropospiritualità (o la cultura sociale).
La ricerca scientifica, soprattutto quella che si riferisce alle neuroscienze o alle scienze della cognizione, ha cercato di approfondire l’aspetto più enigmatico ed essenziale della dimensione umana, quella della spiritualità, intesa come l’insieme delle variabili culturali che incidono significativamente nel nostro modo di essere e di vivere.
10. L’etica.
Il riferimento è al comportamento individuale e collettivo, sia che si tratti di scelte generate dalla necessità della quotidianità, sia che si tratti di scelte professionali.
In entrambi i casi la dimensione etica impone di definire quali siano le regole che
vengono ritenute accettabili e quali no, senza alcun giudizio, ma con l’indicazione che si definisca quali siano i propri punti di riferimento. Inoltre l’idea di un codice etico, che contiene e supera il codice genetico, ripone l’impegno a fondare la convivenza umana sul pianeta sulla base di nuovi valori socialmente condivisi, in particolare quelli della pace e del rifiuto della guerra.
11. La trascendenza.
E’ la capacità di andare oltre noi stessi, oltre il nostro egocentrismo, di cogliere la nostra necessaria appartenenza ad un ordine superiore, sia esso naturale, interumano o divino. Il riconoscimento della trascendenza ci impone il concetto di appartenenza piuttosto che quello di proprietà.
12. La meditazione.
E’ la disponibilità all’ascolto e a fare risuonare dentro di noi il discorso dell’altro, senza giudizio, riconoscendo le sue ragioni e facendo in modo che
anche le nostre siano accolte. E’ un atteggiamento di pacificazione e di mediazione
che non modifica l’essenza e le condizioni di ciascuno, ma le rende disponibili al
dialogo. Promuove la crescita individuale e le relazioni umane tramite la disponibilità al dialogo
13. Gli strumenti.
Posta la centralità del Club Alcologico Territoriale, la metodologia si
avvale di strumenti idonei alla realizzazione di un programma di alcologia territoriale - approccio ecologico sociale – Metodo Hudolin, predisponendo i necessari momenti formativi e di sensibilizzazione e un modello organizzativo costituito dal Centro Alcologico Territoriale Funzionale.
L’Approccio Ecologico Sociale (AES)
Il significato
Approccio significa modo di porsi, di leggere, interpretare un fenomeno e,
conseguentemente, di promuovere il cambiamento. Per quanto riguarda lo specifico
campo alcologico l’approccio indicato da Hudolin deve essere collocato nelle strategie di popolazione che sono caratterizzate dall’evidenza scientifica che per ridurre l’incidenza e la prevalenza delle problematiche alcol correlate è necessario modificare, riducendolo, il consumo medio della popolazione. Questo ha come suo presupposto una disponibilità di avviare programmi che modifichino la cultura generale, sanitaria e sociale nei confronti delle bevande alcoliche, caratterizzata oggi:
a. da una tendenza a promuovere i consumi definiti "responsabili" o moderati,
b. dal distinguere in modo netto i bevitori dagli alcolisti o alcol dipendenti, applicando un modello fortemente medicalizzato che si concentra su aspetti particolari delle problematiche alcol correlate;
c. dal perseguire il modello dell’apprendimento sociale come via maestra per abituare la popolazione a familiarizzare, fin dalla giovane età, con le bevande alcoliche evitando quelli che vengono definiti eccessi e che si sostanziano in problemi di sicurezza e di ordine pubblico;
d. dall’enfatizzare il modello mediterraneo del bere ritenuto protettivo rispetto alla possibile insorgenza dei più gravi problemi alcolcorrelati.
L’Approccio Ecologico Sociale riconosce in accordo con l’OMS:
1. la pericolosità dell’alcol in sé,
2. il suo essere una droga particolarmente dannosa, per l’individuo, la famiglia e la
società,
3. che non esistono livelli di consumo che possano essere considerati privi di rischio,
4. che si deve garantire alle persone la possibilità reale e concreta di poter scegliere tra il bere bevande alcoliche o astenersi, quale diritto che ogni cittadino ha di comportarsi, in maniera autonoma, secondo le sue convinzioni dopo una corretta informazione.
L’Approccio Ecologico Sociale stabilisce che ognuno deve riflettere sul proprio bere,
indipendentemente dalla quantità consumata, dagli stili di consumo e dal grado di
problematicità espressa, evitando in tal modo che l’invito alla riflessione sul bere sia rivolto solo a chi è ritenuto più problematico, forma evidente di categorizzazione discriminante e di stigma. Il consumo di bevande alcoliche deve essere considerato un fattore di rischio che, sul piano individuale, ciascuno ha la possibilità e la libertà di assumere. Si reputa comunque necessario che la comunità si doti di misure e regole finalizzate al bene comune nei confronti dei danni prodotti dal consumo di bevande alcoliche (bere passivo). Per quest'ultima ragione promuove e sostiene tutte le iniziative di politiche pubbliche per la salute finalizzate a:
a. a ridurre la disponibilità degli alcolici, con ragionevoli e motivate argomentazioni, in particolare per i giovani e per le categorie più a rischio
b. a promuovere stili di vita più protettivi del benessere collettivo.
Con il termine Ecologico si riconoscono i legami che esistono tra le persone e tra le
diverse componenti che costituiscono una comunita familiare o locale. Si riconosce
altresì che esiste una relazione tra il consumo di bevande alcoliche e la problematicità espressa come tra consumi impropriamente definiti normali e patologici, accettando in tal modo che non vi può essere discontinuità categoriale, ma un processo continuo che caratterizza il comportamento del bere.
L’ecologia indicata da Hudolin non ha nulla a che vedere con l’ambientalismo, ma si
occupa del funzionamento degli esseri umani sia nel loro modo di porsi sul piano delle relazioni sia sul loro modo di vedere e pensare il mondo.
La rigorosità dell’Approccio Ecologico Sociale ha in sé la necessità del costante
superamento delle posizioni acquisite, ben rappresentato sul piano della concretezza
dalla moltiplicazione costante del Club e delle sue forme associative, cosi come dal
costante adeguamento alle trasformazioni culturali e sociali che avvengono.
Con il termine Sociale viene sottolineata l’evidenza che tutti i problemi comportamentali, compresi quelli alcolcorrelati, ma anche quelli culturali, economici e politici, hanno la loro origine e la loro soluzione nei rapporti sociali esistenti. Esso sottolinea anche il valore del contratto sociale che fonda la convivenza umana e che si costituisce a partire dalla costruzione di un codice etico condiviso.
Spesso è percepita e citata la Bellezza (Estetica) del club, che rappresenta il prodotto della continua attenzione nei confronti dell’etica, senza la quale non è possibile alcun processo di socializzazione con le caratteristiche dell’Amore, dell’Amicizia, della Solidarietà, del rispetto della Diversità e della Transculturalità.
Questi ultimi sono i principi fondativi dell'Approccio Ecologico Sociale e della scelta di una crescita e maturazione continua in una dimensione armoniosa capace anche di cambiare la cultura della comunità di appartenenza.
L’etica rappresenta il processo evolutivo ontogenetico, filogenetico e storico-culturale che si è strutturato nella nostra coscienza e ci fa scegliere tra ciò che riteniamo pensabile e giusto agire e ciò che riteniamo né pensabile, né giusto.
L’abito di ciascuno, il suo ethos, il suo stile di vita, l’insieme delle sue tensioni ideali, rappresenta la libertà e la responsabilità di ciascuno. L’etica, ciò che agli altri dobbiamo, deve essere condizione e vincolo per la libera scelta dell’ethos e deve rappresentare la consapevolezza del proprio dovere nei confronti degli altri.
La sottolineatura del sociale contenuta nell’Approccio Ecologico Sociale, non è una
contrapposizione disciplinare nei confronti del sanitario, ma il recupero della dimensione comunitaria delle persone che costituiscono la "societas", la forma evoluta di convivenza nella quale la conflittualità non viene coartata o negata, ma viene accolta all’interno delle dinamiche relazionali. In tal senso il sanitario e i suoi sistemi sono parte integrante dello sviluppo di una determinata società.
Il sociale è anche la radice dell’appartenenza del Club alla comunità, dell’obiettivo di costruire, a partire dai Club Alcologici Territoriali, i programmi alcologici territoriali, finalizzati a cambiare la cultura esistente e dominante ed a offrire uno spazio di riflessione, di pensiero e quindi di crescita e maturazione a quanti, nel corso della loro vita, si trovano, direttamente o indirettamente a riflettere sul rapporto con le bevande alcoliche.
In sintesi l’Approccio Ecologico Sociale è dunque la cornice entro la quale si applica il metodo Hudolin che stabilisce la centralità del suo agire nella dimensione antropospirituale (o socio-culturale), intesa come lettura multidimensionale dell’essere umano, nella sua complessità e nella sua rete inesauribile di relazioni. E' una cornice mobile, dinamica, ricca di sfumature, non assimilabile alle forme classiche della professionalizzazione,della medicalizzazione o della psichiatrizzazione, ma capace di comunicare ed interagire con queste per un miglior fronteggiamento dei problemi alcolcorrelati.
Testi a cura di: N. Baselice, G. Corlito, R. Cuni, F. Marcomini, M.T. Salerno
sabato 5 febbraio 2011
Oggi si celebra la Giornata Mondiale contro i tumori, voluta dall’OMS
Cambiare la cultura alcolica della nostra società è veramente difficile, ma vale pena insistere sempre di più affinchè l'informazione seria venga divulgata.
http://www.chedonna.it/
Giornata Mondiale contro i tumori 2011.
Quest’anno l’attenzione è puntata sull’importanza dell‘attività fisica nella prevenzione dei tumori oltre che di tutte le altre malattie non trasmissibili.
In particolare le ricerche scientifiche hanno lungamente dimostrato come la sedentarietà sia responsabile del 21/25% dei casi di tumore al seno e cancro al colon, oltre che, come sappiamo del 27 % dei casi di diabete e del 30 % delle malattie cardiache ischemiche.
Parola d’ordine è la prevenzione: eliminare fumo e alcol dal proprio stile di vita aiutano a combattere in parte quello che è uno dei mali più forti delle ultime generazioni.
Ma i medici raccomandano anche tanta, tantissima attività fisica. Le nuove raccomandazioni consigliano almeno 150 minuti alla settimana di attività aerobica di moderata intensità per le persone con più di 18 anni.
È la quantità minima per avere un impatto sulla riduzione del rischio di tumori, diabete, malattie cardiovascolari. Per i più giovani bastano 60 minuti alla settimana.
http://www.chedonna.it/
Giornata Mondiale contro i tumori 2011.
Quest’anno l’attenzione è puntata sull’importanza dell‘attività fisica nella prevenzione dei tumori oltre che di tutte le altre malattie non trasmissibili.
In particolare le ricerche scientifiche hanno lungamente dimostrato come la sedentarietà sia responsabile del 21/25% dei casi di tumore al seno e cancro al colon, oltre che, come sappiamo del 27 % dei casi di diabete e del 30 % delle malattie cardiache ischemiche.
Parola d’ordine è la prevenzione: eliminare fumo e alcol dal proprio stile di vita aiutano a combattere in parte quello che è uno dei mali più forti delle ultime generazioni.
Ma i medici raccomandano anche tanta, tantissima attività fisica. Le nuove raccomandazioni consigliano almeno 150 minuti alla settimana di attività aerobica di moderata intensità per le persone con più di 18 anni.
È la quantità minima per avere un impatto sulla riduzione del rischio di tumori, diabete, malattie cardiovascolari. Per i più giovani bastano 60 minuti alla settimana.
giovedì 3 febbraio 2011
Outox: bibita anti-sbornia?
Vi riporto due articoli sul prodotto "Outox" che viene propagandato e venduto anche su internet e nelle discoteche spingendo i giovani a bere sempre di più ... con l'illusione che si possano annullare gli effetti dell'alcol con questa bibita. La pubblicità cattiva e fuorviante colpisce sempre e si ripropone periodicamente rendendo ancora più euforiche le persone che ne fanno uso, peggiorando le loro condizioni fisiche e psichiche e mettendo a rischio la loro incolumità e quella degli altri.
Riflettiamo gente e propagandiamo con la parola e con l'esempio uno stile di vita sobrio, che da senso alla vita e non la butta via!!!
Outox: bibita anti-sbornia? Il parere dell’esperto
Medicina live - di Cinzia Iannaccio
Da alcuni giorni in Francia è stata autorizzata la vendita di una bevanda definita anti-sbornia, sia nei bar che nei ristoranti. Si chiama Outox, ed è a base di fruttosio ed acido ascorbico. I produttori giurano che possieda capacità eccezionali: sarebbe in grado di ridurre in modo decisivo, il tasso alcolemico nel sangue, eliminando non solo il rischio di sospensione della patente, ma anche i disturbi correlati quali nausea e cefalea.
In Francia è ovviamente scoppiata una bagarre. Una bibita del genere se funzionasse sarebbe una delle più grandi scoperte scientifiche del secolo! Ma non inciterebbe a bere maggiormente? E l’organismo umano, come reagirebbe? Insomma: la cosa non mi ha convinto e cercando di approfondire l’argomento ho scoperto che non si tratta di una novità: aveva già scatenato curiosità e polemiche nel 2005 anche in Italia, dove la società produttrice era stata pesantemente multata per pubblicità ingannevole.
Per capirci meglio mi sono rivolta al maggior esperto italiano in tema di alcol: il Prof. Emanuele Scafato, Direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol-CNESPS dell’Iss, del Centro internazionale dell’OMS per la Ricerca sull’Alcol, nonché Presidente della Società italiana di Algologia.
Il professore proprio in questi giorni, si trova a Bruxelles per la Conferenza Europea sull’Alcol, dove è stato rilanciato l’allarme sui giovani già denunciato in occasione dell’Alcool Prevention Day che si è svolto a Roma lo scorso 29 aprile.
Un allarme che desta preoccupazione proprio in virtù delle numerose attività di marketing che vengono proposte per confondere i giovani su prodotti che, in un modo o nell’altro, possono nuocere alla salute e alla sicurezza: siano esse bevande alcoliche o bibite miracolose per evitare lo stato di ebbrezza.
Ma ecco cosa mi ha detto il prof. Scafato:
Questa bevanda anti-sbronza: è un miracolo?
“Non ci sono prove scientifiche a riguardo per cui è imperativa la cautela in particolare per i giovani”
Ma esistono sostanze che possono abbassare rapidamente il tasso di alcool nel sangue consentendo a chi si mette alla guida di superare il test dell’etilometro? Alcune confezioni di questa bibita sono state vendute con un mini test in omaggio! Un antidoto agli incidenti stradali?
“Sarebbe bello ma non è così e non ci sono evidenze scientifiche o pubblicazioni in cui reperire tali informazioni. Esistono molte bevande, alcune a base di piante, altre, come quella commercializzata in Francia che contengono fruttosio e acido ascorbico.
Per tutte queste e altri prodotti del genere l‘EFSA, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare effettua una valutazione di rito che ad oggi manca per la bibita di cui stiamo parlando.
Ed è per questo che il segretario di Stato al commercio francese ha chiesto la messa in mora della società che commercializza la bevanda, in modo che si conformi alle normative comunitarie e non commercializzi questo prodotto fino a quando non saranno stati fatti i necessari accertamenti.
Nel frattempo bisogna fare attenzione perché i giovani potrebbero essere indotti a ritenere di poter contrastare lo stato di ebbrezza e confidare erroneamente in una condizione psico-fisica di idoneità alla guida con esiti che potrebbero anche risultare tragici o comunque pregiudiziali per la salute e la sicurezza individuale e collettiva”.
In Francia, come in Italia l’abuso di alcol è al primo posto tra le cause di incidenti stradali mortali.
“E’ peraltro singolare-prosegue l’esperto- che una prima versione della bevanda sia stata già commercializzata come efficace in tutto il mondo, Italia inclusa, da una società belga che ha venduto la sua licenza ad una società internazionale che afferma di aver modificato la composizione del prodotto; ci si chiede a che scopo se la stessa era già propagandata come efficace”.
Ma come si fa valutatare scientificamente l’efficacia di un prodotto come quello commercializzato?
“Scientificamente si possono fare queste affermazioni solo quando si procede in maniera oggettiva ad esaminare un campione di individui secondo rigorose modalità sperimentali prestabilite: ad esempio, somministrando a 100 individui quantità ben note di alcol e consecutivamente questa bevanda, controllando in maniera standardizzata il tasso alcolemico”.
Come mai queste bevande vengono ritirate e poi rimesse in commercio ?
“Non si tratta di sostanze pericolose in se stesse. Ciò non vuol dire che abbiano le virtù o gli effetti che si sta propagandando e anzi bisogna sempre mantenere alto il livello di attenzione per il rischio di pubblicità ingannevole. Insomma, una norma di buon senso è sempre quella di consumare con moderazione e mai quando si espone se stessi o altri ad un rischio, come guidare”.
Cercando online ho trovato molte persone che volevano sapere come reperire l’Outox. Scafato ci ha aiutato a capire come non sia furbo credere a tutto quello che ci propinano.
Provatelo se volete, magari è anche buono e rinfrescante, ma non abusate di alcool, convinti che il prodotto vi possa aiutare. Quali certezze avete? La pubblicità? Riflettete e per festeggiare la maturità …. fate un bel bagno al mare di notte: sobri. Lo ricorderete meglio in futuro.
SICUREZZA ALIMENTARE.
Bevande antisbornia, Altroconsumo lancia allarme pericolosità
03/02/2011 - 14:52
Sono vendute via Internet e nelle discoteche con la promessa di far passare velocemente la sbornia. Si tratta delle bevande antisbornia: si stanno diffondendo anche tra i giovani italiani come antidoto agli eccessi del sabato sera, nonostante gli esperti dicano che sono inefficaci. Pochi giorni fa i carabinieri dei Nas ne hanno sequestrate ventimila confezioni, importate da Francia e Svizzera perché ritenute "non conformi", in base alle regole degli integratori alimentari.
Ad innalzare l'attenzione su questo nuovo fenomeno pericoloso, nato in Francia, è Altroconsumo che sottolinea che non c'è niente di vero in ciò che c'è scritto sulle confezioni di queste bibite: l'agenzia francese per gli alimenti, la salute e la sicurezza sul lavoro ha già emesso il suo parere nel luglio 2010 ritenendo questi claim scientificamente infondati e quindi inaccettabili. E gli esperti non lasciano spazio a dubbi: "non esistono bevande che possano vantare un effetto anti sbornia, perché non ci sono sostanze in grado di accelerare il fenomeno di smaltimento dell'alcol nel sangue".
Ma qual è il vero pericolo? Queste bevande, dalla composizione innocua, sono pericolose perché creano un falso senso di sicurezza e sono suscettibili di condurre a un consumo di alcol incontrollato, soprattutto prima di guidare. In genere, queste bevande sono composte da acqua, fruttosio, acidificanti (per esempio acido citrico), antiossidanti (vitamina C) e vari estratti di erbe e piante come melissa, liquirizia, carciofo.
Alcuni di questi prodotti hanno anche pagine dedicate sui social network in cui si decantano effetti miracolosi che colpiscono per la loro pericolosità:
• Rebootizer, per esempio, "stimola l'organismo, aiutandolo ad eliminare gli eccessi di alimenti e di alcolici. È anche un cocktail contro i postumi della sbornia, compagno dopo le vostre scorribande notturne, dopo le serate di festa, dopo una qualsiasi serata dove avete assunto dell'alcoo..."
• Equì dichiara sul suo sito internet di essere in grado di "eliminare gli alcoli e gli eccessi alimentari", specificando che "l'azione principale avviene per l'alcol etilico ma anche per tante altre sostanze tossiche e/o per alimenti poco digeribili".
• Outox addirittura si definisce come "un riduttore accelerato dell'alcol, agisce nel nostro organismo aiutandolo ad eliminare più rapidamente l'alcol, contribuendo a ridurre rapidamente i malesseri tipici dell'ubriachezza, il senso di nausea, il giramento di testa e poi, a qualche ora di distanza, la cefalea, il senso di stanchezza e svogliatezza".
Per sapere cosa dicono le etichette di questi prodotti, Altroconsumo ha acquistato online 2 bevande: Security Feel better e Outox. La prima si definisce come una bevanda digestiva senza alcol a base di piante, che "facilita la digestione di cibi e bevande". La promessa di questo digestivo sulla confezione è allettante: "in meno di un'ora ti sentirai meglio". Al contrario di quanto pubblicizzato sul sito, non c'è nessun riferimento in etichetta ad eventuali azioni antisbornia, ma solo apparentemente. Compare infatti accanto alla denominazione un claim in inglese che richiama proprio a questa azione: "no hangover"...forse scrivendolo in un'altra lingua si ha meno la sensazione di essere ingannevole, visto che non esistono studi scientifici validi in grado di supportare quanto dichiarato?
Il secondo, Outox, ha molte indicazioni in francese, ma il claim è chiaro: "accélère la baisse naturelle du taux d'alcool et previent les lendemains difficiles", aggiungendo però che l'effetto è variabile in funzione degli individui, del loro peso, età, sesso, stato di salute, e da un giorno all'altro. Nel 2005 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, avvalendosi dei pareri dell'Istituto Superiore di Sanità e dell'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, aveva sanzionato l'azienda produttrice giudicando ingannevoli proprio i messaggi relativi alla capacità vantata di smaltire l'alcol. Anche l'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare sta ora valutando la veridicità di queste affermazioni.
2011 - redattore: GA
Riflettiamo gente e propagandiamo con la parola e con l'esempio uno stile di vita sobrio, che da senso alla vita e non la butta via!!!
Outox: bibita anti-sbornia? Il parere dell’esperto
Medicina live - di Cinzia Iannaccio
Da alcuni giorni in Francia è stata autorizzata la vendita di una bevanda definita anti-sbornia, sia nei bar che nei ristoranti. Si chiama Outox, ed è a base di fruttosio ed acido ascorbico. I produttori giurano che possieda capacità eccezionali: sarebbe in grado di ridurre in modo decisivo, il tasso alcolemico nel sangue, eliminando non solo il rischio di sospensione della patente, ma anche i disturbi correlati quali nausea e cefalea.
In Francia è ovviamente scoppiata una bagarre. Una bibita del genere se funzionasse sarebbe una delle più grandi scoperte scientifiche del secolo! Ma non inciterebbe a bere maggiormente? E l’organismo umano, come reagirebbe? Insomma: la cosa non mi ha convinto e cercando di approfondire l’argomento ho scoperto che non si tratta di una novità: aveva già scatenato curiosità e polemiche nel 2005 anche in Italia, dove la società produttrice era stata pesantemente multata per pubblicità ingannevole.
Per capirci meglio mi sono rivolta al maggior esperto italiano in tema di alcol: il Prof. Emanuele Scafato, Direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol-CNESPS dell’Iss, del Centro internazionale dell’OMS per la Ricerca sull’Alcol, nonché Presidente della Società italiana di Algologia.
Il professore proprio in questi giorni, si trova a Bruxelles per la Conferenza Europea sull’Alcol, dove è stato rilanciato l’allarme sui giovani già denunciato in occasione dell’Alcool Prevention Day che si è svolto a Roma lo scorso 29 aprile.
Un allarme che desta preoccupazione proprio in virtù delle numerose attività di marketing che vengono proposte per confondere i giovani su prodotti che, in un modo o nell’altro, possono nuocere alla salute e alla sicurezza: siano esse bevande alcoliche o bibite miracolose per evitare lo stato di ebbrezza.
Ma ecco cosa mi ha detto il prof. Scafato:
Questa bevanda anti-sbronza: è un miracolo?
“Non ci sono prove scientifiche a riguardo per cui è imperativa la cautela in particolare per i giovani”
Ma esistono sostanze che possono abbassare rapidamente il tasso di alcool nel sangue consentendo a chi si mette alla guida di superare il test dell’etilometro? Alcune confezioni di questa bibita sono state vendute con un mini test in omaggio! Un antidoto agli incidenti stradali?
“Sarebbe bello ma non è così e non ci sono evidenze scientifiche o pubblicazioni in cui reperire tali informazioni. Esistono molte bevande, alcune a base di piante, altre, come quella commercializzata in Francia che contengono fruttosio e acido ascorbico.
Per tutte queste e altri prodotti del genere l‘EFSA, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare effettua una valutazione di rito che ad oggi manca per la bibita di cui stiamo parlando.
Ed è per questo che il segretario di Stato al commercio francese ha chiesto la messa in mora della società che commercializza la bevanda, in modo che si conformi alle normative comunitarie e non commercializzi questo prodotto fino a quando non saranno stati fatti i necessari accertamenti.
Nel frattempo bisogna fare attenzione perché i giovani potrebbero essere indotti a ritenere di poter contrastare lo stato di ebbrezza e confidare erroneamente in una condizione psico-fisica di idoneità alla guida con esiti che potrebbero anche risultare tragici o comunque pregiudiziali per la salute e la sicurezza individuale e collettiva”.
In Francia, come in Italia l’abuso di alcol è al primo posto tra le cause di incidenti stradali mortali.
“E’ peraltro singolare-prosegue l’esperto- che una prima versione della bevanda sia stata già commercializzata come efficace in tutto il mondo, Italia inclusa, da una società belga che ha venduto la sua licenza ad una società internazionale che afferma di aver modificato la composizione del prodotto; ci si chiede a che scopo se la stessa era già propagandata come efficace”.
Ma come si fa valutatare scientificamente l’efficacia di un prodotto come quello commercializzato?
“Scientificamente si possono fare queste affermazioni solo quando si procede in maniera oggettiva ad esaminare un campione di individui secondo rigorose modalità sperimentali prestabilite: ad esempio, somministrando a 100 individui quantità ben note di alcol e consecutivamente questa bevanda, controllando in maniera standardizzata il tasso alcolemico”.
Come mai queste bevande vengono ritirate e poi rimesse in commercio ?
“Non si tratta di sostanze pericolose in se stesse. Ciò non vuol dire che abbiano le virtù o gli effetti che si sta propagandando e anzi bisogna sempre mantenere alto il livello di attenzione per il rischio di pubblicità ingannevole. Insomma, una norma di buon senso è sempre quella di consumare con moderazione e mai quando si espone se stessi o altri ad un rischio, come guidare”.
Cercando online ho trovato molte persone che volevano sapere come reperire l’Outox. Scafato ci ha aiutato a capire come non sia furbo credere a tutto quello che ci propinano.
Provatelo se volete, magari è anche buono e rinfrescante, ma non abusate di alcool, convinti che il prodotto vi possa aiutare. Quali certezze avete? La pubblicità? Riflettete e per festeggiare la maturità …. fate un bel bagno al mare di notte: sobri. Lo ricorderete meglio in futuro.
SICUREZZA ALIMENTARE.
Bevande antisbornia, Altroconsumo lancia allarme pericolosità
03/02/2011 - 14:52
Sono vendute via Internet e nelle discoteche con la promessa di far passare velocemente la sbornia. Si tratta delle bevande antisbornia: si stanno diffondendo anche tra i giovani italiani come antidoto agli eccessi del sabato sera, nonostante gli esperti dicano che sono inefficaci. Pochi giorni fa i carabinieri dei Nas ne hanno sequestrate ventimila confezioni, importate da Francia e Svizzera perché ritenute "non conformi", in base alle regole degli integratori alimentari.
Ad innalzare l'attenzione su questo nuovo fenomeno pericoloso, nato in Francia, è Altroconsumo che sottolinea che non c'è niente di vero in ciò che c'è scritto sulle confezioni di queste bibite: l'agenzia francese per gli alimenti, la salute e la sicurezza sul lavoro ha già emesso il suo parere nel luglio 2010 ritenendo questi claim scientificamente infondati e quindi inaccettabili. E gli esperti non lasciano spazio a dubbi: "non esistono bevande che possano vantare un effetto anti sbornia, perché non ci sono sostanze in grado di accelerare il fenomeno di smaltimento dell'alcol nel sangue".
Ma qual è il vero pericolo? Queste bevande, dalla composizione innocua, sono pericolose perché creano un falso senso di sicurezza e sono suscettibili di condurre a un consumo di alcol incontrollato, soprattutto prima di guidare. In genere, queste bevande sono composte da acqua, fruttosio, acidificanti (per esempio acido citrico), antiossidanti (vitamina C) e vari estratti di erbe e piante come melissa, liquirizia, carciofo.
Alcuni di questi prodotti hanno anche pagine dedicate sui social network in cui si decantano effetti miracolosi che colpiscono per la loro pericolosità:
• Rebootizer, per esempio, "stimola l'organismo, aiutandolo ad eliminare gli eccessi di alimenti e di alcolici. È anche un cocktail contro i postumi della sbornia, compagno dopo le vostre scorribande notturne, dopo le serate di festa, dopo una qualsiasi serata dove avete assunto dell'alcoo..."
• Equì dichiara sul suo sito internet di essere in grado di "eliminare gli alcoli e gli eccessi alimentari", specificando che "l'azione principale avviene per l'alcol etilico ma anche per tante altre sostanze tossiche e/o per alimenti poco digeribili".
• Outox addirittura si definisce come "un riduttore accelerato dell'alcol, agisce nel nostro organismo aiutandolo ad eliminare più rapidamente l'alcol, contribuendo a ridurre rapidamente i malesseri tipici dell'ubriachezza, il senso di nausea, il giramento di testa e poi, a qualche ora di distanza, la cefalea, il senso di stanchezza e svogliatezza".
Per sapere cosa dicono le etichette di questi prodotti, Altroconsumo ha acquistato online 2 bevande: Security Feel better e Outox. La prima si definisce come una bevanda digestiva senza alcol a base di piante, che "facilita la digestione di cibi e bevande". La promessa di questo digestivo sulla confezione è allettante: "in meno di un'ora ti sentirai meglio". Al contrario di quanto pubblicizzato sul sito, non c'è nessun riferimento in etichetta ad eventuali azioni antisbornia, ma solo apparentemente. Compare infatti accanto alla denominazione un claim in inglese che richiama proprio a questa azione: "no hangover"...forse scrivendolo in un'altra lingua si ha meno la sensazione di essere ingannevole, visto che non esistono studi scientifici validi in grado di supportare quanto dichiarato?
Il secondo, Outox, ha molte indicazioni in francese, ma il claim è chiaro: "accélère la baisse naturelle du taux d'alcool et previent les lendemains difficiles", aggiungendo però che l'effetto è variabile in funzione degli individui, del loro peso, età, sesso, stato di salute, e da un giorno all'altro. Nel 2005 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, avvalendosi dei pareri dell'Istituto Superiore di Sanità e dell'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, aveva sanzionato l'azienda produttrice giudicando ingannevoli proprio i messaggi relativi alla capacità vantata di smaltire l'alcol. Anche l'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare sta ora valutando la veridicità di queste affermazioni.
2011 - redattore: GA
Iscriviti a:
Post (Atom)