domenica 31 gennaio 2010

Niente fumo alla guida - Steadycam - Centro di documentazione & ricerca audiovisiva

Niente fumo alla guida - Steadycam - Centro di documentazione & ricerca audiovisiva

In genere i leghisti e molti parlamentari si arrabbiano per le campagne anti alcol alla guida,ma guardate che bella proposta di legge!

In un emendamento al Codice della Strada presentato dalla Lega, viene richiesto di vietare il fumo alla guida con 5 punti tolti dalla patente per i trasgressori. I fumatori ovviamente si ribellano alla proposta che prevederebbe anche una multa di 250 euro: tante sono le distrazioni al volante (mangiare, accendere lo stereo...) e non si capisce perchè si vogliano punire solo le sigarette.

Giovani che dormono poco - Steadycam - Centro di documentazione & ricerca audiovisiva

Giovani che dormono poco - Steadycam - Centro di documentazione & ricerca audiovisiva

Ma quanto dormono i nostri ragazzi?
Giovani che dormono sempre meno, in media un'ora e mezza in meno dei loro genitori. La colpa sarebbe di internet e della tv. 6 massimo 7 ore di sonno a notte, tranne qualche raro caso. Le ripercussioni sulla salute, però, possono arrivare. Lo spiega il professor Gioacchino Mennoni, Medicina del Sonno all'Università Cattolica di Roma, che parla di affaticamento, difficoltà a memorizzare e concentrarsi, disturbi dell'attenzione, che possono poi causare un rendimento scolastico più basso o addirittura problemi alla guida.

Etilometro nei ristoranti - Steadycam - Centro di documentazione & ricerca audiovisiva

Etilometro nei ristoranti - Steadycam - Centro di documentazione & ricerca audiovisiva

Qualcosa si muove: l'etilometro nei ristoranti sarà lo strumento per gareggiare a chi lo fa salire di più ed è quindi più sbronzo?
Speriamo che sia usato per distogliere dalla guida chi ha bevuto!!!

Nuovo codice della strada verso l'approvazione: tra le norme l'obbligo di piccoli etilometri nei ristoranti. cambierà nome e si chiamerà "precursore", ma in realtà è molto simile alle macchinette presenti nelle discoteche. I ristoratori temono di trasformarsi in controllori e vogliono comunque che il piacere del bere non venga tolto ai loro clienti. Luigi Janiri, docente di psichiatria all'Università Cattolica S. Cuore di Roma, consiglia di non superare mai il bicchiere di vino o il boccale di birra perchè il limite massimo può essere raggiunto anche solo con due bicchieri.

lunedì 25 gennaio 2010

L'ACAT Federiciana a "La vita in diretta"

L’A.C.A.T. Federiciana Nord Barese a “La vita in diretta”

Non ci è sembrato vero che a distanza di più di un anno la nostra associazione fosse richiamata alla trasmissione televisiva “LA VITA IN DIRETTA”, condotta da Lamberto Sposini, che andrà in onda mercoledì 27 Gennaio c. a. alle ore 16,15.
In studio è stato invitato il Presidente Gianfranco Dalla Fiore con la moglie per l’intervista.
Sarà presentato un servizio realizzato dalla RAI che documenta la realtà dell'ACAT Federiciana Nord Barese con riprese filmate e interviste ad alcolisti in trattamento, al Vice Presidente Nino Milazzo, presso la sede legale di Ruvo in Via Indullo 54 e presso la sede operativa di Andria, Parrocchia San Giuseppe Artigiano, dov'è attivo il NUMERO VERDE “SOS ALCOL” 800 59 75 45 ventiquattro ore su ventiquattro con segreteria telefonica e lunedì – mercoledì – venerdì dalle ore 18,00 alle ore 20,00 con operatore volontario, finanziato dal Comune di Andria – Assessorato alle Politiche Sociali e che risponde alle chiamate provenienti da tutto il territorio nazionale.
Il servizio, curato dalla giornalista RAI Carmen Di Stazio, vuole mantenere alta l’attenzione sul consumo di alcol, che è bevuto con il vino, la birra e gli alcolici in genere, specie nella fascia adolescenziale e giovanile, e delle conseguenze che ogni giorno si registrano nell’ambito ristretto della famiglia con maltrattamenti, violenze, ecc…, nell’ambito delle comunità locali con schiamazzi notturni, risse, vandalismo, ecc… fino ai tanti incidenti stradali, alle “Stragi del Sabato Sera”, all’alcolismo giovanile e degli adulti.
A distanza di più di un anno dall’ordinanza anti alcol del Sindaco Zaccaro cosa è cambiato ad Andria? Ce lo siamo chiesti in un incontro aperto alla cittadinanza nel mese di Dicembre: ma non abbiamo avuto risposte da parte degli principali estensori del “Protocollo d’intesa” che si impegnavano in iniziative di sensibilizzazione ai problemi alcol-correlati, cioè gli esercenti dei bar. Le forze dell’ordine fanno sentire, lodevolmente, la mano pesante delle sanzioni e dei ritiri di patente per la guida in stato di ebbrezza, ma manca la parte educativa ed informativa. Sono carenti, per usare un eufemismo, i controlli ai supermercati, dove non si possono vendere alcolici ai minori di 18 anni, nelle pizzerie e ristoranti, ma una nota di merito va data a chi ha osteggiato l’ordinanza, cioè ad Unimpresa con Savino Montaruli, che ha permesso all’ACAT di presentare le problematiche alcol-correlate a parecchi gruppi di personale che lavora nel settore alimentare durante i corsi sulla salute, intervento che ci è stato negato per i corsi organizzati dalla Confcommercio firmataria del protocollo.
La convinzione di molti benpensanti o interessati commercialmente è quella propagandare la “cultura del bere moderato e responsabile” specialmente indirizzata ai giovani.
Il nostro parere, suffragato dall’esperienza con gli alcolisti in trattamento e dai dati scientifici dell’Istituto Superiore della Sanità, è che “non esiste alcun metodo per bere bene”. Il passaggio o meno al bere problematico, come scrive A. Di Salvatore, non dipende da una capacità, ma da situazioni psicologiche scarsamente modificabili razionalmente. A una persona a cui l’alcol produca un effetto ansiolitico, disinibente, o qualsiasi altro effetto vissuto come gratificante, le conoscenze e la cultura non modificheranno il suo rapporto con gli alcolici. Gli daranno semplicemente la falsa sicurezza di potersi controllare. Se una persona fuma poco non è certo per qualcuno che gli ha insegnato la moderazione, ma semplicemente perché quello è il suo modo di fumare. Con il vino è la stessa cosa, con la differenza che nessuno gli dice che non bere può essere meglio.
L’ACAT Federiciana rimane sempre a disposizione della comunità per interventi informativi e di sensibilizzazione ai problemi alcol-correlati.
Per contatti: NUMERO VERDE 800597545
http://acatfedericiananordbarese.blogspot.com/

venerdì 22 gennaio 2010

I ragazzi del sabato sera - Rassegna web - Steadycam - Centro di documentazione & ricerca audiovisiva

Il nostro compito è capire, informarci, usare gli strumenti che ci vengono messi a disposizione: questo video e l'articolo di Aldo Grasso credo che facciano al caso nostro.

(da www.corriere.it)
NOVE PUNTATE SU CORRIERE.IT

Il sabato e lo sballo,
docu-film sui giovani di notte

Il pendolo della vita giovanile, una rincorsa continua a a un vivere apparentemente senza scopo

di ALDO GRASSO

Un bar di Roma, in una periferia senza identità; una discoteca sul lago di Garda, una delle tante; un centro commerciale, il non-luogo per eccellenza, o la piadineria del bowling; una via alla moda di Brescia. Luoghi, location, spazi dove ci si muove da soli o in branco per segnare il territorio, per darsi quell'individualità che ci rende paradossalmente così simili al resto del gruppo, insomma per esistere. I protagonisti sono molto distanti e molto diversi fra di loro: «Siamo andati a trovare il mondo della notte - dicono gli autori - e abbiamo cercato di raccontarlo al contrario. Siamo entrati nella bolla d'aria in cui spazio e tempo sono dilatati. Di solito si raccontano le discoteche per parlare di alcol, droghe, risse, sballo e stragi del sabato sera. Noi abbiamo scelto di ribaltare il punto di vista e guardare quel mondo da un'altra prospettiva. L'angolo da cui abbiamo sbirciato si chiama vuoto, solitudine, sfogo, divertimento».

I protagonisti, invece, si chiamano Tata, di professione barista: « Castana, capelli lisci e lunghi, corporatura massiccia, mani grosse e rovinate, occhi piccoli e stanchi, fessura tra i denti»; Giuppy, di professione possidente, rentier: «Alto, tonico, biondo scuro, occhi verdi, corpo tatuato. Giuppy ha 36 anni. Giuppy sulla carta è un avvocato. Ma non esercita»; Ciacio, Zillo e gli altri, di professione “tipi giusti”: «Un tipo giusto è uno ok, uno che va bene. Uno più o meno così: 20 anni circa, jeans a bassa vita, mutande a fantasia con l’elastico ben in vista, cinta con la fibbia Lord, scarpe da ginnastica di qualche marca costosa, piercing vicino alle labbra, capelli dritti leggermente a cresta»; Beatrice, di professione studentessa, futura proprietaria di alcune gioiellerie: «Beatrice ha la erre moscia che finisce di darle quell’immaginabile tocco di malizia e di apparente superficialità. Beatrice a suo modo è intelligente. Non è che una che nasce bella, ricca e viziata deve essere necessariamente stupida».

Per seguire la vita di questi giovani il genere migliore è parso la docu-fiction. Il genere è nato in Italia, nella Raitre di Angelo Guglielmi. Allora, era l’inizio degli anni Ottanta, non si chiamava così ma più semplicemente «filmato» e non era costume esibire titoli di testa e di coda. Le caratteristiche erano le stesse (racconto fittizio basato rigorosamente sui fatti, serrati i tempi di realizzazione, produzione a basso costo, recitazione quasi nulla), gli esiti identici. Dietro questi programmi abitava una novità, una piccola astuzia ermeneutica. Era quella una tv che compiva tre gesti fondamentali: mostrare «la verità» delle vicende, far vedere se stessa nel suo farsi e offrire, infine, un proprio apparato teorico.

Oggi il genere è stato perfezionato, spesso, come in questo caso, ci troviamo di fronte a un nuovo tipo di giornalismo, a un’inchiesta che tratta il materiale di attualità con metodi letterari, mescolando i linguaggi del reportage con quelli della finzione: fatti veri esposti attraverso una cornice finzionale.

Negli anni Settanta, andava in onda un telefilm che si chiamava “I ragazzi della notte” (titolo originale “Welcome Back, Kotter”) e raccontava le avventure di un gruppo di giovani di Brooklyn (gioventù bruciata in salsa televisiva) capeggiati da Vinnie Barbarino, interpretato da John Travolta. Ecco, se si misura la distanza tra quella fiction e questa docu-fiction riusciamo non solo a capire l’evolversi della rappresentazione dei giovani in televisione ma riusciamo anche a raffigurarci un bagaglio interessante di dettagli che registrano, da sempre, il movimento tra normalità ed eccesso, tra perbenismo e trasgressione, tra la normalità del lavoro e la singolarità dello “sballo”. È il pendolo della vita giovanile, una rincorsa continua a non si sa bene cosa, a un vivere apparentemente senza scopo, se non la vertigine dell’immediato.

guarda la prima puntata

I ragazzi del sabato sera - Rassegna web - Steadycam - Centro di documentazione & ricerca audiovisiva

lunedì 4 gennaio 2010

Non bisogna essere per forza ubriachi per morire o fare danni!

Propongo all'attenzione di tutti gli amici, il video spot australiano sulla prevensione degli incidenti causati dall'alcol.
In Italia nessuno si sogna di parlare degli effetti dell'alcol bevuto con il vino, la birra e gli altri alcolici, ma tutti sono pronti alla strenua difesa del loro "bere moderato" in nome delle tradizioni e della cultura.
Basta lo stato di ebbrezza (1-2 bicchieri) ad aumentare il rischio di incidenti automobilistici, domestici, sul lavoro ... non bisogna essere per forza ubriachi per morire o fare danni!