sabato 30 marzo 2013

A CHE SERVE LAMENTARSI?

http://www.diocesiandria.org/documenti/giornali_diocesani/Insieme_Marzo_2013.pdf


A CHE SERVE LAMENTARSI?

Si ignora il divieto di somministrazione di alcolici ai minori e si ignora la prevenzione sui problemi alcol correlati.

E' passata sotto silenzio l'entrata in vigore, a fine novembre dello stop alla vendita di alcolici ai minori di 18 anni. La stretta sugli alcolici, prima il divieto riguardava i minori di 16, decisa da un emendamento all'articolo 7 del Decreto Sanità varato il 31 ottobre, prevede pesanti sanzioni: multe da 250 a 1.000 euro raddoppiabili in caso di recidiva, con sospensione della licenza in questo caso anche di tre mesi per il locale scoperto a vendere alcol a minorenni; che si tratti di un bar, un ristorante o un supermercato.

Secondo l’ultima indagine condotta da Eurispes, con Telefono Azzurro, “il 64% dei ragazzi intervistati, tra i 12 e i 18 anni d’età, dichiara di bere alcolici: per il 10,6% è abitudine, il 2,5% ne farebbe un uso quotidiano. L’asticella dell’età del consumo d’alcol si è abbassata notevolmente: il 21% dei ragazzini ricorda di aver avuto meno di 11 anni, praticamente bambini, al primo loro bicchiere. La causa scatenante per il consumo, secondo il 70% degli intervistati, sarebbe il fatto che facilita le relazioni sociali e rende più sicuri”.

Spostandoci sulla ricerca nazionale dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e Alcol, Michele Contel, vicepresidente dell’Osservatorio, spiega: “I dati evidenziano come il 73% dei giovani intervistati riveli di aver cominciato a bere in compagnia di adulti, in famiglia per esempio. Chi invece ha iniziato a bere spronato da amici, ha più possibilità di trasformare un’occasione in una vera e propria abitudine”.

Ad Andria permane l’indifferenza sull’argomento “alcol”, mancano i controlli da parte delle forze di polizia, mancano le denunce contro gli esercenti che non rispettano la legge e si è superficiali nell’affrontare l’argomento rifugiandosi nella fatidica “moderazione” che ha fallito sul fronte dei giovani e anche sul fronte degli adulti con la loro abitudine del bicchiere durante i pasti, poiché oltre il 60% beve al di fuori.

L’A.C.A.T. Federiciana Nord Barese (Associazione Club Alcologici Territoriali – Metodo Hudolin) che si è battuta, insieme a tante Associazioni Andriesi,  per l’Ordinanza Sindacale n° 510 del 1 Ottobre 2008 a firma dell’Avv. Vincenzo Zaccaro, vuole contribuire a fare chiarezza e a far risaltare le problematiche alcol correlate che vengono immesse al “disonore delle cronache” in occasione, per esempio, delle “performance” fastidiose di alcuni ragazzi, in stato di ebrezza o ubriachi, che si esibiscono sui tavoli di un bar di Corso Cavour durante le festività natalizie, suscitando il pubblico ludibrio e richiamando le forze dell’ordine e la pubblica amministrazione a misure coercitive o alla scoperta, a seguito di denuncia, di violenze domestiche causate da alterazione da alcol, che significa, è bene specificarlo sempre, da persone che bevono vino, birra e altri alcolici.

Intanto il decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute” ha introdotto:

1.     dopo l'articolo 14-bis della legge 30 marzo 2001, n. 125, è inserito il seguente: "Art.14-ter. (Introduzione del divieto di vendita di bevande alcoliche a minori). –

Chiunque vende bevande alcoliche ha l'obbligo di chiedere all'acquirente, all'atto dell'acquisto, l'esibizione di un documento di identità

2.     Salvo che il fatto non costituisca reato, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1000 euro a chiunque vende bevande alcoliche ai minori di anni diciotto. Se il fatto è commesso più di una volta si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 2000 euro con la sospensione dell'attività per tre mesi".

3.      All'articolo 689 del codice penale, dopo il primo comma sono inseriti i seguenti: "La stessa pena di cui al primo comma si applica a chi pone in essere una delle condotte di cui al medesimo comma, attraverso distributori automatici che non consentano la rilevazione dei dati anagrafici dell'utilizzatore mediante sistemi di lettura ottica dei documenti.

4.     Primo comma dell’art. 689 del Codice Penale che fa divieto di somministrazione ai minori di anni 16.

E’ bene precisare che è stata una grossa conquista il fatto che rende obbligatorio da parte dell’esercente l’accertamento della maggiore età attraverso l’esibizione della carta di identità. Dal punto di vista legale è vero che la somministrazione non è uguale alla vendita, ma anche il Ministero dell’Interno ha precisato in una nota del 2009 che ambedue i termini sono equiparati. Quello che ci chiediamo è perché bisogna appellarsi a dei cavilli per nascondere la verità che acquistando una bevanda alcolica è solo per berla e non tanto per metterla in esposizione, perché non incoraggiare o anche adottare una normativa etica, da padri e madri di famiglia, per salvaguardare la salute fisica e psichica dei nostri minori,  portando l’età a 18 anni sia per la vendita che per la somministrazione?

Il ragionamento fondato su basi giuridiche forse ha una sua logica e chiarisce agli esercenti come comportarsi nei confronti dei minori, ma  ci si dimentica che ad Andria vige ancora la l’Ordinanza Sindacale n° 510 del 1 Ottobre 2008 che così recita: a tutti i titolari di esercizi pubblici di qualsiasi genere, di circoli o associazioni private, esercizi commerciali, attività artigianali ed ai titolari di autorizzazioni per la somministrazione su aree pubbliche, presenti sul territorio comunale, a partire dalla data di pubblicazione della presente: divieto assoluto di somministrare, vendere per asporto o cedere in qualsiasi modo, anche a titolo gratuito, le bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione a soggetti di età inferiore ai 18 anni previo accertamento di documento di identità, qualora ne ravvedessero la necessità;

A seguito delle rimostranze di numerosi esercenti , in data 7 novembre 2008, è stato presentato  un protocollo di intesa etico, sottoscritto dagli esercizi commerciali Magazzini Get, Bar Tazza d’oro, Bar Farinelli, Nessy Bar, Bar Olimpia, Caffetteria Crispi e dalle Associazioni di Volontariato Federazione Medici Medicina Generale BAT, Camminare Insieme, Associazione Italiana contro le Leucemie, Andria per il Mondo, Associazione Consumatori Utenti, Una Famiglia in più, Gruppo Con, Consultorio Familiare ESAS, Movimento Consumatori Andria, Associazione Nazionale Familiari Vittime della Strada, WWF – Andria, A.G.E. Associazione  Genitori Andria, A.C.A.T. Federiciana Nord Barese, Pro Loco, Coordinamento comitati per Andria città sana.

In particolare, i gestori dei bar si impegnavano a non somministrare alcol ai minorenni in nessun caso (così come prescrive l'ordinanza). Inoltre, si impegnavano a non somministrare super-alcolici ai maggiorenni dopo la mezzanotte ed a rifiutare qualsiasi somministrazione a chi fosse ubriaco, precisando di “somministrare alcol ai maggiorenni in maniera responsabile ed eticamente irreprensibile e promuovere progetti di sensibilizzazione, per prevenire l’alcolismo giovanile ed abuso alcolico dei maggiorenni”.

Allora, il Sindaco Vincenzo Zaccaro, è stato un antesignano per molte città alle prese con i problemi del consumo di alcol sia dei minorenni che dei giovani e degli adulti, ma oggi, a distanza di più di quattro anni, ci sarebbe bisogno da parte dell’Amministrazione Comunale dell’Avv. Giorgino di un impegno concreto a fare osservare l’ordinanza attraverso dei controlli puntuali, ad attivare progetti di sensibilizzazione alle problematiche alcol-correlate ed  un impegno dei cittadini a vigilare denunciando coloro che pur di guadagnare non si interessano alla salute fisica e psichica dei minori.

Anche le organizzazioni degli esercenti e gli stessi gestori di bar e rivendite di alcolici  dovrebbero dare seguito all’impegno sottoscritto allora con azioni concrete. L’A.C.A.T. Federiciana,  Andria Città Sana e altre associazioni,  già sono impegnate sul fronte educativo nelle scuole e in tutti gli ambiti educativi in cui vengono chiamate a sensibilizzare le persone alle problematiche alcol-correlate in modo volontaristico e gratuito. Inoltre l’A.C.A.T. Federiciana, che ha sede presso la Parrocchia San Giuseppe Artigiano ha costituito ad Andria tre comunità multifamiliari (CLUB) con problemi alcol-correlati che si riuniscono ogni settimana e insieme si incamminano verso uno stile di vita sobrio dopo una esperienza negativa e tragica sotto tutti i punti di vista dominati dalla dipendenza dall’alcol, bevuto con il vino, la birra e gli altri alcolici.

Vogliamo far rilevare come si è riusciti a far capire ai ragazzi l’importanza di argomenti come la raccolta differenziata dei rifiuti ad Andria e altri percorsi virtuosi, perché non spalancare la porta all’informazione sulle conseguenze del consumo di vino, birra, ecc…?

Come è facile constatare ci sono quelli che si devono difendere dalla legge non perdendo profitto e coloro che si adoperano per ricuperare alla società civile coloro che cadono nella rete della dipendenza illusi dalla pubblicità e da falsi miti: quando ci metteremo insieme per creare una nuova società?

Nino Milazzo (Presidente ACAT Federiciana)
P.S.: Ringrazio la rivista diocesana "Insieme" di Andria, che pubblica puntualmente gli articoli che ivio sui problemi alcolcorrelati.

venerdì 29 marzo 2013

Buona Pasqua!

 
Con gli auguri di Buona Pasqua, vorrei far risorgere anche questo blog ...