A CHE SERVE LAMENTARSI?
Si ignora il divieto di
somministrazione di alcolici ai minori e si ignora la prevenzione sui problemi
alcol correlati.
E' passata sotto silenzio l'entrata
in vigore, a fine novembre dello stop alla vendita di alcolici ai minori di 18
anni. La stretta sugli
alcolici, prima il divieto riguardava i minori di 16, decisa da un emendamento
all'articolo 7 del Decreto Sanità varato il 31 ottobre, prevede pesanti
sanzioni: multe da 250 a 1.000 euro raddoppiabili in caso di recidiva, con sospensione
della licenza in questo caso anche di tre mesi per il locale scoperto a vendere
alcol a minorenni; che si tratti di un bar, un ristorante o un supermercato.
Secondo
l’ultima indagine condotta da Eurispes, con Telefono Azzurro, “il 64% dei ragazzi intervistati, tra i 12 e
i 18 anni d’età, dichiara di bere alcolici: per il 10,6% è abitudine, il
2,5% ne farebbe un uso quotidiano. L’asticella dell’età del consumo d’alcol si
è abbassata notevolmente: il 21% dei
ragazzini ricorda di aver avuto meno
di 11 anni, praticamente bambini, al primo loro bicchiere. La causa
scatenante per il consumo, secondo il 70% degli intervistati, sarebbe il fatto
che facilita le relazioni sociali e rende più sicuri”.
Spostandoci
sulla ricerca nazionale dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e Alcol,
Michele Contel, vicepresidente dell’Osservatorio, spiega: “I dati evidenziano
come il 73% dei giovani intervistati
riveli di aver cominciato a bere in
compagnia di adulti, in famiglia per esempio. Chi invece ha iniziato a bere
spronato da amici, ha più possibilità di trasformare un’occasione in una vera e
propria abitudine”.
Ad
Andria permane l’indifferenza sull’argomento “alcol”, mancano i controlli da
parte delle forze di polizia, mancano le denunce contro gli esercenti che non
rispettano la legge e si è superficiali nell’affrontare l’argomento
rifugiandosi nella fatidica “moderazione” che ha fallito sul fronte dei giovani
e anche sul fronte degli adulti con la loro abitudine del bicchiere durante i
pasti, poiché oltre il 60% beve al di fuori.
L’A.C.A.T. Federiciana Nord Barese (Associazione Club Alcologici Territoriali
– Metodo Hudolin) che si è battuta,
insieme a tante Associazioni Andriesi, per l’Ordinanza Sindacale
n° 510 del 1 Ottobre 2008 a firma dell’Avv. Vincenzo Zaccaro, vuole contribuire
a fare chiarezza e a far risaltare le problematiche alcol correlate che vengono
immesse al “disonore delle cronache” in occasione, per esempio, delle
“performance” fastidiose di alcuni ragazzi, in stato di ebrezza o ubriachi, che
si esibiscono sui tavoli di un bar di Corso Cavour durante le festività
natalizie, suscitando il pubblico ludibrio e richiamando le forze dell’ordine e
la pubblica amministrazione a misure coercitive o alla scoperta, a seguito di
denuncia, di violenze domestiche causate da alterazione da alcol, che
significa, è bene specificarlo sempre, da persone che bevono vino, birra e
altri alcolici.
Intanto il decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 “Disposizioni
urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di
tutela della salute” ha introdotto:
1.
dopo l'articolo
14-bis della legge 30 marzo 2001, n. 125, è inserito il seguente:
"Art.14-ter. (Introduzione del divieto di vendita di bevande alcoliche a
minori). –
Chiunque vende
bevande alcoliche ha l'obbligo di chiedere all'acquirente, all'atto dell'acquisto,
l'esibizione di un documento di identità
2.
Salvo che il
fatto non costituisca reato, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria
da 250 a 1000 euro a chiunque vende bevande alcoliche ai minori di anni diciotto. Se il fatto è commesso più di una volta si
applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 2000 euro con la
sospensione dell'attività per tre mesi".
3. All'articolo 689 del codice penale, dopo il primo
comma sono inseriti i seguenti: "La stessa pena di cui al primo comma si
applica a chi pone in essere una delle condotte di cui al medesimo comma,
attraverso distributori automatici che
non consentano la rilevazione dei dati
anagrafici dell'utilizzatore mediante sistemi di lettura ottica dei
documenti.
4.
Primo comma
dell’art. 689 del Codice Penale che fa divieto
di somministrazione ai minori di anni 16.
E’ bene precisare che è stata una grossa conquista
il fatto che rende obbligatorio da parte
dell’esercente l’accertamento della maggiore età attraverso l’esibizione della
carta di identità. Dal punto di vista legale è vero che la somministrazione
non è uguale alla vendita, ma anche il Ministero dell’Interno ha precisato in
una nota del 2009 che ambedue i termini sono equiparati. Quello che ci
chiediamo è perché bisogna appellarsi a dei cavilli per nascondere la verità
che acquistando una bevanda alcolica è solo per berla e non tanto per metterla
in esposizione, perché non incoraggiare o anche adottare una normativa etica,
da padri e madri di famiglia, per salvaguardare la salute fisica e psichica dei
nostri minori, portando l’età a 18 anni
sia per la vendita che per la somministrazione?
Il
ragionamento fondato su basi giuridiche forse ha una sua logica e chiarisce
agli esercenti come comportarsi nei confronti dei minori, ma ci si dimentica che ad Andria vige ancora la l’Ordinanza Sindacale n° 510 del 1 Ottobre 2008 che così recita: “a tutti i titolari di esercizi
pubblici di qualsiasi genere, di circoli o associazioni private, esercizi
commerciali, attività artigianali ed ai titolari di autorizzazioni per la
somministrazione su aree pubbliche, presenti sul territorio comunale, a partire
dalla data di pubblicazione della presente: divieto assoluto di somministrare, vendere per asporto o cedere in
qualsiasi modo, anche a titolo gratuito, le bevande alcoliche, di qualsiasi
gradazione a soggetti di età inferiore ai 18 anni previo accertamento di
documento di identità, qualora ne ravvedessero la necessità;
A seguito
delle rimostranze di numerosi esercenti , in data 7 novembre 2008, è stato presentato
un protocollo di intesa etico,
sottoscritto dagli esercizi commerciali Magazzini Get, Bar Tazza d’oro, Bar Farinelli,
Nessy Bar, Bar Olimpia, Caffetteria Crispi e dalle Associazioni di Volontariato
Federazione Medici Medicina Generale BAT, Camminare Insieme, Associazione Italiana
contro le Leucemie, Andria per il Mondo, Associazione Consumatori Utenti, Una
Famiglia in più, Gruppo Con, Consultorio Familiare ESAS, Movimento Consumatori
Andria, Associazione Nazionale Familiari Vittime della Strada, WWF – Andria,
A.G.E. Associazione Genitori Andria,
A.C.A.T. Federiciana Nord Barese, Pro Loco, Coordinamento comitati per Andria
città sana.
In
particolare, i gestori dei bar si impegnavano a non somministrare alcol ai
minorenni in nessun caso (così come prescrive l'ordinanza). Inoltre, si
impegnavano a non somministrare super-alcolici ai maggiorenni dopo la
mezzanotte ed a rifiutare qualsiasi somministrazione a chi fosse ubriaco,
precisando di “somministrare alcol ai maggiorenni in maniera responsabile ed
eticamente irreprensibile e promuovere progetti di sensibilizzazione, per
prevenire l’alcolismo giovanile ed abuso alcolico dei maggiorenni”.
Allora, il
Sindaco Vincenzo Zaccaro, è stato un antesignano per molte città alle prese con
i problemi del consumo di alcol sia dei minorenni che dei giovani e degli
adulti, ma oggi, a distanza di più di quattro anni, ci sarebbe bisogno da parte
dell’Amministrazione Comunale dell’Avv. Giorgino di un impegno concreto a fare osservare
l’ordinanza attraverso dei controlli puntuali, ad attivare progetti di
sensibilizzazione alle problematiche alcol-correlate ed un impegno dei cittadini a vigilare
denunciando coloro che pur di guadagnare non si interessano alla salute fisica
e psichica dei minori.
Anche le organizzazioni
degli esercenti e gli stessi gestori di bar e rivendite di alcolici dovrebbero dare seguito all’impegno
sottoscritto allora con azioni concrete. L’A.C.A.T. Federiciana, Andria Città
Sana e altre associazioni, già sono
impegnate sul fronte educativo nelle scuole e in tutti gli ambiti educativi in
cui vengono chiamate a sensibilizzare le persone alle problematiche
alcol-correlate in modo volontaristico e gratuito. Inoltre l’A.C.A.T. Federiciana, che ha sede presso
la Parrocchia San Giuseppe Artigiano ha costituito ad Andria tre comunità
multifamiliari (CLUB) con problemi alcol-correlati che si riuniscono ogni
settimana e insieme si incamminano verso uno stile di vita sobrio dopo una
esperienza negativa e tragica sotto tutti i punti di vista dominati dalla
dipendenza dall’alcol, bevuto con il vino, la birra e gli altri alcolici.
Vogliamo
far rilevare come si è riusciti a far capire ai ragazzi l’importanza di
argomenti come la raccolta differenziata dei rifiuti ad Andria e altri percorsi
virtuosi, perché non spalancare la porta all’informazione sulle conseguenze del
consumo di vino, birra, ecc…?
Come è
facile constatare ci sono quelli che si devono difendere dalla legge non
perdendo profitto e coloro che si adoperano per ricuperare alla società civile
coloro che cadono nella rete della dipendenza illusi dalla pubblicità e da
falsi miti: quando ci metteremo insieme per creare una nuova società?
Nino Milazzo
(Presidente ACAT Federiciana)
P.S.: Ringrazio la rivista diocesana "Insieme" di Andria, che pubblica puntualmente gli articoli che ivio sui problemi alcolcorrelati.
