mercoledì 24 novembre 2010

Non vogliamo la chiusura della “Consulta Nazionale sull’alcol e i problemi alcol correlati”

Cari amici mobilitiamoci per inviare al Presidente della Repubblica ed ai Presidenti di Camera e Senato una protesta perche non venga cancellata la “Consulta Nazionale sull’alcol e i problemi alcol correlati”, copiando la e-mail sotto.
Mobilitiamoci per far sentire la nostra voce insieme con l'AICAT,la SIA e tutti gli organismi che si interessano di problemi alcolcorrelati.
Ciao Nino

Presidente Repubblica:

https://servizi.quirinale.it/webmail



Presidente della Camera:

http://presidente.camera.it/760



Presidente del Senato:

renato.schifani@senato.it





Illustrissimo presidente

Con la presente Le chiedo di intervenire per impedire la soppressione della “Consulta Nazionale sull’alcol e i problemi alcol correlati”, attualmente... non inserita tra gli organismi collegiali prorogati ai sensi della direttiva del presidente del consiglio dei Ministri (4/8/2010).La consulta, prevista dalla legge 125/2001 (Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcol correlati) è stato uno strumento fondamentale in quanto è l’organismo in cui la società civile, la comunità scientifica, i rappresentanti dell'industria e dei produttori, i decisori politico amministrativi (regioni e governo), hanno potuto confrontarsi, lavorare insieme e produrre linee guida importanti che hanno ispirato alcuni provvedimenti governativi in tema di protezione e promozione della salute in campo alcologico.La sua soppressione non è assolutamente motivata da risparmi o eliminazione di sprechi visto che non vi sono gettoni ma il solo rimborso del viaggio per i pochi membri che vengono da fuori Roma (che in molti casi provvedono anche autonomamente a pagarsi il viaggio).L’alcol è per il mondo occidentale la droga più pericolosa e il terzo fattore di rischio per la salute della popolazione generale (con una spesa socio-sanitaria in Italia pari a oltre 45 miliardi di Euro).Chiediamo pertanto il Suo intervento, certi della Sua sensibilità, visto che i problemi e le patologie alcol correlate rappresentano una reale piaga per le famiglie e un costo per la collettività. Sarebbe un segnale di arretramento culturale verificare che, oltre alla mancata sensibilità dei ministri competenti che avrebbero potuto e dovuto evitare questa incresciosa situazione, si giungesse a penalizzare la società privandola di un rilevante strumento di concertazione utile alla costruzione di buone pratiche di governo, di riflessione e di impegno di tutti i cittadini mirati a ridurre l’impatto negativo dell’alcol sulla persona e sulla collettività. La soppressione della consulta nazionale alcol non può passare sotto silenzio né è accettabile che per presunti e immotivate ragioni di tagli della spesa pubblica si contribuisca ad infliggere un forte colpo ad una storia di valori e di azioni che hanno creato un modello esportato nel mondo come esempio da seguire.
Distinti saluti

martedì 16 novembre 2010

La politica di Penolope

Cari amici,
vi riporto la lettera del Presidente Aniello Baselice con cui si rende noto dell’abolizione della Consulta Nazionale sull’alcol e i problemi alcol correlati da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Mi pare ancora una volta che “i nostri legislatori tessono di giorno, alla luce del sole, secondo i dettami dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, provvedimenti di educazione e di contenimento del consumo alcolico con relativi scarsi finanziamenti. Ma li disfano di notte – nei corridoi del palazzo e nella penombra delle commissioni e sottocommissioni parlamentari – con censure e messaggi fuorvianti e cospicui finanziamenti economici a favore dei produttori di vino”, come scrivono Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada nel loro libro “Vino e bufale”.
Forse pensano che con tutte le leggi restrittive che hanno varato sulla sicurezza, hanno già risolto i problemi alcol correlati, come quando hanno introdotto la patente a punti ed hanno tagliato gli investimenti sulla sicurezza stradale. Sarà proprio un vizio dei nostri legislatori che pensano di risolvere i problemi con le punizioni, mentre l’educazione sociale ha i tempi lunghi della maturazione alla legalità ed ha bisogno di essere ogni giorno sostenuta e finanziata.
Intanto hanno trovato l’emendamento “grappino” per sostenere gli sfigati che sono incappati nelle maglie dei controlli, il contentino ai gestori delle località balneari … e allora moltissimi studiano come ridurre i propri danni optando per la pena alternativa con affidamento ai servizi sociali invece della pena detentiva e della onerosa pena pecuniaria se beccati con un’alcolemia da 0,81 a 1,5 g/l e i magistrati non hanno la possibilità di affidarli ad enti preposti come CRI o Misericordie perché sono troppe le domande e pochi gli enti a cui affidarli. Un’altra cosa che mi ha fatto ridere è la valutazione di 250 euro per un giorno di lavoro di pubblica utilità …: su quale media alta si sono basati per fare questa valutazione in una Italia di precari che a stento arriva a 400/500 euro al mese?
Non c’è tanto da fidarsi delle Pubbliche Istituzioni ed allora penso che ha ragione Franco Marcomini quando afferma: “Forse la sospensione della consulta è un segnale utile che ci aiuta a percorrere con coraggio la via della deistituzionalizzazione”.
Buon lavoro a tutti nelle nostre comunità e rivolgiamoci ai cittadini che certamente rispondono meglio.
Ciao Nino

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Cari amici ,
ieri come presidenza AICAT ho ricevuto comunicazione dalla Direzione generale per il Volontariato l'Associazionismo e le Formazioni sociali presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che informa che il processo di ricostituzione della Consulta nazionale sull'Alcol e sui problemi alcolcorrelati , organo previsto dalla L.125/01 e in via di rinnovo dopo la scadenza del suo regolare mandato, è stata sospeso in quanto " la Consulta nazionale sull'alcol e i problemi alcolcorrelati non risulta ricompresa nell'elenco degli organismi collegaili prorogati ai sensi della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2010 "Indirizzi interpretativi in materia di riordino degli organismi collegiali e di riduzione dei costi degli apparati amministrativi " .
Insomma, l'unico organismo previsto da una Legge dello Stato in cui la società civile ,la comunità scientifica, i rappresentanti dell'industria e dei produttori e i decisori politico amministrativi di Regioni e Governo hanno potuto confrontarsi ,lavorare insieme e produrre linee guida importanti che hanno ispirato in questi anni di attività alcuni provvedimenti governativi in tema di protezione e promozione della salute in campo alcologico ; la cabina di regia della prima e finora unica Conferenza nazionale dedicata esclusivamente ai problemi sociali e sanitari causati dall'alcol, che oggi il mondo occidentale indica come la droga più pericolosa e il terzo fattore di rischio per la salute della popolazione generale( con una spesa socio-sanitaria pari a circa 45 miliardi di Euro) viene soppresso per i suoi costi .
Ma di quali costi parliamo ? Del rimborso spese dei partecipanti per un numero massimo di quattro incontri annuali della Consulta ( con molti membri peraltro residenti a Roma!)o delle spese di fax per la convocazione degli incontri e del materiale di cancelleria consumato ?
Un governo che non si preoccupa di contrastare l'impatto significativo sul PIL (3% circa) dei costi sociosanitari prodotti dall'alcol e che sembra anzi al contrario preoccupato delle ripercussione negative sui consumi di vino, ritenuto prodotto strategico dell'economia nazionale da tutelare, scopre che uno dei principali fattori di sofferenza per la nostra economia non è la proliferazione ormai fuori controllo per esempio delle auto blu, la non soppressione di enti inutili come Comunità Montane o Province; o il continuo adeguamento al costo della vita di vitalizi e stipendi per deputati senatori e consiglieri regionali ; o la vergognosa distribuzione di ricompense clientelari sancite addirittura in sede di legge finanziaria ( cfr. le inchieste di Milena Gabanelli su Report) ma qualche spicciolo speso per le attività della Consulta sull'Alcol!!!!!.

Come AICAT chiederemo in tutte le sedi e con un'azione concertata con tutte le istituzioni, le realtà della cittadinanza attiva e della società civile impegnate in campo alcologcio nonchè con la comunità scientifica più responsabile ed attenta alle politiche di protezione della salute che tale provvedimento venga ritirato .
Perchè questo avvenga invitiamo tutti alla mobilitazione generale perchè l'unico spazio di confronto e dialogo in tema di interventi sui problemi alcolcorrelati sancita da una legge dello Stato non venga soppresso.
Aniello Baselice
Presidente AICAT
(Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento)
Tel.3474143999

martedì 9 novembre 2010

Cose Nostre: non far finta di niente! (powered by DUDE for Cosenostre.tv )

Un video bellissimo: un pugno nello stomaco!
Continueremo a far finta di niente?


Club Alcologico Territoriale (Metodo Hudolin)

L'ACAT Federiciana ha partecipato al Congresso di Paestum nel quale si è deciso a maggioranza il cambiamento del nome e lasciando inalterato l'acronimo.
La nostra ACAT non si era espressa favorevolmente al cambiamento del nome durante le consultazione, ma credo che non abbiamo nessuna difficoltà ad accettare questo cambiamento che si basa sia sul nome, ma molto di più su una nuova strategia di approccio ai problemi alcocorrelati che non ghettizzi alcune persone e alcune famiglie come "alcolisti" e togliendo anche il termine "trattamento" che non ci è proprio in quanto non somministriamo nessun tipo di farmaco. Daltronde come possiamo appioppare lo stigma "alcolista" ad un ragazzo di appena 18 - 20 anni che si avvicina e partecipa ai nostri club e prospettargli un cambiamento di stile di vita che lo farà rinascere come persona? L'età dei partecipanti ai nostri club si abbassa sempre di più e non arrivano a noi dopo una lunghissima "carriera" da consumatore cronico, ma si presentano dopo un ritiro di patente, dopo che qualcuno gli ha fatto notare i guai che combina quando beve,una denuncia per rissa, incidenti stradali,la ragazza/ragazzo o moglie/marito che li abbandona, l'isolamento che si crea per il loro stile di vita, ecc...
Promuovere una informazione seria e scientifica secondo le line guida approvate dall'OMS è il nostro compito, per riuscire ad intaccare quel "bere moderato" che condanna coloro che non sanno quali sono i loro "limiti" e che invece provoca miliardi di danni sia fisici,sia famigliari, sia sociali.
Riporto le conclusioni del Congresso riportate nella "rassegna stampa" per coloro che non si collegano e che invito a consultare per mantenersi informati.
Nino


08/11/2010 - supplemento a rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 8 novembre 2010 ( di redazione )

Il supplemento di questo lunedì è un documento estremamente importante, di valenza storica. Si tratta delle conclusioni del XIX Congresso Nazionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento, che si è svolto a Paestum da 5 al 7 novembre 2010, Congresso che ha sancito il cambiamento del nome dei Club degli alcolisti in trattamento in "Club Alcologico Territoriale (Metodo Hudolin)". L'eliminazione dalla terminologia dell'approccio ecologico-sociale di parole come "alcolisti", "alcolismo" e "trattamento" a mio parere è una grande conquista culturale. Finalmente una famiglia che vive una sofferenza legata al bere può avvicinarsi al Club sentendosi nel posto giusto anche se non si vive e riconosce come "alcolista". Alessandro Sbarbada


Vivere il cambiamento nella famiglia, nel club e nella comunità” XIX Congresso Nazionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento
Paestum (SA) 5-7 novembre 2010


Dal 5 al 7 novembre si è svolto a Paestum (SA) presso l’Hotel Savoy Beach il XIX Congresso Nazionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento, promosso dall’AICAT e organizzato dall’Associazione Regionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento della Campania, sotto il patrocinio dei seguenti enti: Ministero della Salute; Presidenza del Consiglio dei Ministri- Dipartimento per le Politiche Antidroga; Regione Campania (Presidenza e Assessorato Assistenza Sociale Demanio e Patrimonio); Provincia di Salerno; Comuni di Salerno, Napoli, Capaccio, Roccadaspide, Oliveto Citra; Comunità Montana “Bussento, Lambro e Mingardo”; Università degli Studi di Salerno; Istituto Superiore di Sanità; Arcidiocesi Salerno-Campagna-Acerno; Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana; CSV Sodalis Salerno; CONI provinciale Salerno; BCC Aquara; COOP Unicoop Tirreno.
Il Congresso è stato organizzato grazie al lavoro ed alla collaborazione delle famiglie e dei servitori- insegnanti dei Club della Campania e di altre regioni.
Esso rappresenta il punto di arrivo di un lungo lavoro di riflessione, confronto ed elaborazione collettiva, grazie al quale è stato ribadito che la linea fondamentale di sviluppo del sistema ecologico sociale è il cambiamento. Ai lavori hanno partecipato oltre mille membri dei Club provenienti da tutta l’Italia oltre che da numerosi paesi esteri. All’apertura dei lavori, dopo la lettura dell’indirizzo di saluto del Presidente della Repubblica e di Alcolisti Anonimi, sono intervenuti nell’ordine Anna Ferrazzano, vicepresidente della Provincia di Salerno, Ermanno Guerra, Assessore alle Politiche sociali del Comune di Salerno, Gennaro Pastore, responsabile del Servizio Dipendenze della Regione Campania, Emanuele Scafato, responsabile del Centro Nazionale Alcol e del Centro di Riferimento dell’OMS presso l’Istituto Superiore di Sanità nonché Presidente della SIA, Gianfranco Valiante, presidente della commissione anticamorra della regione Campania. Sono poi seguite le relazioni introduttive del Presidente dell’ARCAT Campania e del Presidente AICAT.
Tutti i vari momenti del Congresso, sia le sessione plenarie, sia i lavori di gruppo sia l’Assemblea si sono svolti in un clima caldo e costruttivo, teso all’integrità e al processo di sviluppo del sistema.
L’Assemblea delle famiglie e dei servitori insegnanti ha fatto proprie le conclusioni della Consultazione Nazionale “Chiamiamo il cambiamento col proprio nome”, che è avvenuta negli ultimi undici mesi e che ha messo in evidenza la necessità di:
1) stimolare il processo di cambiamento continuo;
2) accogliere il cambiamento del nome del Club passando da Club degli Alcolisti in Trattamento a Club Alcologico Territoriale (Metodo HUDOLIN).
A conferma di ciò l’Assemblea recepisce e decide di accettare conseguentemente la proposta di cambiamento.
Le famiglie e i servitori insegnanti, riuniti in Assemblea straordinaria, hanno inoltre approvato il nuovo statuto associativo, che recepisce contestualmente la nuova denominazione.
I verbali di entrambe le assemblee saranno trasmesse alle ARCAT e saranno pubblicate sul sito AICAT.
Il Congresso ha recepito le indicazioni espresse dal confronto dei gruppi di lavoro tematici, i quali hanno dibattuto i seguenti temi:
1. i Club e la multiculturalità
2. le Associazioni e il cambiamento
3. la formazione e il cambiamento
4. le parole del cambiamento.
Il Congresso nel suo complesso, l’assemblea e i gruppi hanno lavorato in un clima caldo e costruttivo, teso all’integrità e al processo di sviluppo del sistema. In particolare i gruppi hanno presentato le seguenti proposte

I CLUB E LA MULTICULTURALITÀ
Il gruppo di lavoro ha discusso in un clima “familiare”, di positivo confronto. I principali contributi che sono emersi dalla partecipata discussione possono essere così riassunti:
1. Il club con i suoi principi ispiratori – tra i quali la sobrietà, la solidarietà, la pace – è uno strumento di avvicinamento e confronto tra diverse culture. Nel club ci si può vicendevolmente ascoltare e comprendere la profonda umanità che ci unisce al di là delle differenze religiose, linguistiche e culturali. Questo atteggiamento di accettazione e valorizzazione delle diversità dovrebbe valere prima di tutto di fronte alle diversità presenti nei nostri programmi.
2. L’esempio di S. Francesco, portato dall’amico Padre Salezze, ci ricorda come la ricerca di modificare positivamente la cultura sociale è un’azione spesso molto problematica, soprattutto nei momenti di disagio sociale come quello che stiamo vivendo. Alcuni dei problemi spirituali presenti nelle nostre società possono contaminare la vita dei club e delle loro associazioni. La non accettazione delle diversità culturali e la lotta per l’omologazione è uno specchio di tali difficoltà spirituali.
Proponiamo di introdurre nei nostri programmi il concetto di “Transculturalità” come caratteristica normale della spiritualità antropologica, superando i termini di “Multiculturalità” e “Interculturalità”.
- La multiculturalità disegna un insieme di culture che coesistono una a fianco dell’altra, anche se tendenzialmente separate.
- L’interculturalità ci fa positivamente intravedere che i gruppi umani non sono separati ma che, in realtà, essi condividono alcuni contenuti culturali.
- La transculturalità è, invece, una condizione di accettazione del fatto che gran parte dei bisogni, delle aspirazioni, dei desideri, sono comuni a tutti i gruppi umani, al di là delle loro specifiche differenze culturali. Inoltre, questo concetto ci dice che ognuno di noi è inserito all’interno di una dinamica culturale che, in condizioni favorevoli, può portarci a migliori livelli di spiritualità antropologica.
- Il cambiamento della spiritualità antropologica, - ossia la dinamica transculturale – come sappiamo avviene spesso non in modo lineare e con rilevanti sofferenze. Come abbiamo osservato nei club, è necessario che impariamo a lasciare il tempo per conoscerci, per dialogare, per ascoltare e imparare l’uno/a dall’altro/a. Naturalmente, ancora una volta, ciò vale anche riguardo alle differenze che inevitabilmente emergono all’interno dei nostri programmi.
- In molte regioni italiane sono presenti famiglie di origine straniera. Se i nostri programmi sono inseriti nelle comunità locali dovremmo aspettarci nei prossimi anni di avere almeno il 10% di famiglie straniere con problemi alcolcorrelati nei club. In alcune realtà (ad es. il Veneto) ciò ha stimolato la produzione di materiali informativi e di iniziative orientate a facilitare l’inserimento di queste famiglie nei nostri programmi. Si propone di costituire un gruppo che si occupi della raccolta di questo materiale e che favorisca uno scambio sulle esperienze fin qui fatte
- L’intervento nel gruppo di lavoro di alcuni amici componenti di club attivi in altri Paesi, ci ha fatto comprendere la grande forza del lavoro che stiamo continuando a fare, così come ci è stato richiesto da Hudolin nelle ultime fasi della sua vita. Queste esperienze non solo sono una speranza per coloro che soffrono, ma sono una preziosa occasione per rivedere anche il nostro lavoro. Ad esempio, il confronto sui diversi modi di intendere il concetto di “famiglia”, ci potrebbe aiutare a vedere le nostre famiglie secondo diverse angolature, ampliando la nostra capacità di analisi e intervento.
LE ASSOCIAZIONI E IL CAMBIAMENTO
“Il Club non si chiude in se stesso come un’oasi felice, ma si apre alla comunità e si associa ad altri club del territorio. La funzione dell’Associazione dei CAT è di consentire un coordinamento e una collaborazione ottimale a vari livelli: dalla città al comune, alla regione, allo stato. L’associazione rende possibile un armonico svolgimento del lavoro secondo metodi e principi uguali per tutti i Club“ (Visnja Hudolin, 1998). Oggi questa collaborazione si estende a 28 paesi e si auspica all’intero pianeta. Il servizio associativo si fonda su due concetti fondamentali:
• “I Club fanno l’Associazione”
• “L’Associazione deve essere al servizio dei Club”
Criticità
1. L’Associazione può diventare strumento di potere
2. L’Associazione può essere manipolata
Proposte
1. Favorire la formazione attraverso l’organizzazione di gruppi di lavoro
2. Centralità del Club espressa anche dal concetto di “esecutivo” piuttosto che di “direttivo”
3. Sviluppo di formazione specifica per l’impegno associativo
4. Partecipazione e coinvolgimento come garanzia del sistema associativo
5. Indispensabilità dell’associazionismo
►per un migliore sviluppo dei programmi
►per costruire il “mosaico” (vedi relazione Baselice)
6. Esigenza di una struttura formale per un riconoscimento istituzionale (vedi statuto)

LA FORMAZIONE E IL CAMBIAMENTO
FORUM
• Il contesto per riflettere e pianificare i cambiamenti nella formazione è il forum della formazione
• Il gruppo di “ Formazione e cambiamento” invita il forum a dibattere sul problema della resistenza dei servitori-insegnanti all’educazione continua
FORMAZIONE GENERALE
• Nel club siamo capaci di condividere le conoscenze
• Il sistema dei club è innovativo perché contamina creando reti importanti di relazione sociale
• Formazione e cambiamento sono interdipendenti perché la formazione influenza il cambiamento e viceversa, per questo la formazione è un processo infinito, il cambiamento nella formazione deve comunque basarsi sui concetti fondamentali espressi da Hudolin
• Caratteristica della nostra formazione è educare ad una relazione paritaria, circolare, emozionale
• Centro della formazione è il Club, dove vi è una armoniosa sintesi tra formazione cognitiva e formazione esperienziale, il cambiamento può essere indotto dalla riflessione emersa sull’esperienza che si vive nel club
• E’ opportuno riflettere sui contenuti della formazione in rapporto ai cambiamenti sociali della comunità di appartenenza
• Sia la formazione generale che i professionisti formati all’approccio ecologico-sociale devono formare anche all’esterno secondo i principi dell’approccio ecologico-sociale (etica della formazione )
• La formazione promuove la cultura generale della comunità, contaminandola
• Sarebbe opportuno che il mondo dei club e l’Aicat che li rappresenta entrassero nei progetti nazionali e internazionali per la promozione della salute e promuovessero i propri progetti in ambito nazionale e internazionale
• La formazione nel nostro sistema fonde il sapere esperienziale con il sapere professionale ed è opportuno tradurre il nostro sapere esperienziale in scienza

CORSI DI SENSIBILIZZAZIONE
• E’ importante la valutazione dei corsi di sensibilizzazione sperimentali già svolti
• E’ importante valutare i corsi di sensibilizzazione in rapporto alla crescita o decrescita dei club.
• I contenuti dei corsi di sensibilizzazione devono diffondere dati emersi dalle ricerche scientifiche ed epidemiologiche aggiornate
• I corsi di sensibilizzazione vanno programmati con tempi e modalità opportune per avere corsisti in “modo adeguato”
• E’ auspicabile che le Associazioni territoriali stimolino gli enti socio-sanitari ad utilizzare i corsi di sensibilizzazione per il personale

EDUCAZIONE CONTINUA
• Modalità importante per continuare a vivere e far vivere l’approccio ecologico-sociale
• L’educazione continua stimola il nostro spirito civico che potremmo tradurre in promozione della salute
• L’educazione continua deve essere territorializzata e adeguata ai bisogni formativi del territorio
• L’educazione continua è necessaria per essere in rete con altri sistemi ed essere pronta ad accogliere le esperienze delle altre reti
• Si propone di valutare la partecipazione dei servitori-Insegnanti al processo di educazione continua valutando la loro attività
LE PAROLE DEL CAMBIAMENTO
Il gruppo ha raggiunto le seguenti conclusioni:
• La vita evolve dalla nascita alla morte. In tutto questo percorso noi non siamo mai gli stessi
• Forse una fonte di sofferenza ESISTENZIALE è combattere per rimanere a tutti i costi quello che si era in passato, senza accettare il naturale cambiamento delle cose
Il gruppo ha colto anche i seguenti cambiamenti della terminologia:
• da alcolista a persona con problemi alcol correlati
• da Trattamento a Condivisione – comprensione (percorso di cambiamento)
• da potere a democrazia (corresponsabilità – scelta condivisa a servizio di…)
• da interclub a festa delle famiglie della comunità
• da obbligo a scelta
• per l’acronimo CAT da Club degli Alcolisti in Trattamento a Club Alcologico Territoriale (metodo Hudolin)
• da “regole” a Etica
• da astinenza a Sobrietà
• da verbale a diario
• da gruppo a comunità multifamiliare
• da ricaduta a difficoltà
Recependo le conclusioni della sessione internazionale di domenica mattina, si propone la costituzione di un gruppo di lavoro specifico.
Il Congresso assume l’impegno di portare in ogni club i risultati dei nostri lavori, proseguendo l’approfondimento dei temi sia nel Forum che in altri momenti formativi, facendosi fermento di un cambiamento ecologico e sociale che coinvolga tutte le comunità e i territori in cui i club sono presenti.
Tutto questo grande lavoro è stato possibile perché è avvenuto in un clima di accoglienza per il quale si ringraziano gli organizzatori del Congresso, la direzione e il personale tutto del Savoy Beach Hotel di Paestum.
Si coglie l’occasione per ringraziare i partecipanti alla terza edizione della marcia “sulle strade della sobrietà” da Prato a Paestum.
Paestum, 7 novembre 2010

lunedì 8 novembre 2010

Ubriaco in bicicletta!



Una musica allegra accompagna la tragedia di un giovane che è così ubriaco da non poter spingere neanche a piedi la sua bicicletta, rischiando di essere messo sotto da una macchina ... se fosse stato su una strada italiana con traffico intenso certamente avrebbe causato un incidente, coinvolgendo non solo se stesso ma anche qualcuno che avrebbe tentato di evitarlo o di aiutarlo.
Dopo la prima risatata che può suscitare, riflettiamo sugli effetti devastanti dell'alcol!!!!