domenica 22 settembre 2013

Un breve resoconto dell'happening del volontariato ...




Sabato 21 Settembre 2013 l’ACAT Federiciana Nord Barese ha partecipato all’Happening del Volontariato organizzato dal CSV ed erano presenti con gli stand circa 35 associazioni, poca cosa rispetto alla galassia di associazioni presenti nel Nord Barese. La piazza antistante la villa comunale di Andria era animata dalle luci degli stand con i volontari che distribuivano volantini, altri che si esibivano in balli e canti, con artisti di strada ed una band che suonava coinvolgendo con la loro musica i presenti.

I nostri volontari hanno distribuito volantini ed hanno cercato di parlare con la gente sui problemi alcol correlati e dell’attività dell’associazione. Abbiamo distribuito il libretto “Alcol: sai cosa bevi? Più sai meno rischi!” e la nostre locandine con le indicazioni della nostra sede ad Andria presso la Parrocchia San Giuseppe Artigiano e delle altre sedi di Ruvo, Corato, Bisceglie, Bitonto. La maggior parte delle persone hanno accettato di essere importunate, anche se nessuno dichiarava di avere problemi con l’alcol ed anzi si dichiaravano quasi tutti astemi; ma se gli adulti si mostravano più resistenti ai tentativi anche di informazione, abbiamo trovato molto attenti i ragazzi ed abbiamo suggerito loro di sollecitare gli insegnanti a parlare dell’argomento ed a chiamarci per un apporto di testimoni che vogliono raccontare la loro esperienza con il cambiamento dello stile di vita che hanno abbracciato attraverso la partecipazione al club. Per smontare l’ostilità degli adulti abbiamo utilizzato la raccomandazione a leggere il libretto e a farsi promotori di salute verso tutti e indirizzando amici e conoscenti con problemi di alcol al club.

Una nota più o meno polemica, secondo me, comunque va fatta agli organi di informazione (TV e giornali) della città che non si sono fatti vedere. Un dato è forse quello che i volontari sono gente strana che si interessa di “BISOGNI” a cui la maggior parte delle persone cerca di sfuggire se non è direttamente coinvolta e generalmente non fanno parte del carrozzone politico. Non so quante manifestazioni si volgevano contemporaneamente ad Andria e nel Nord Barese, ma è certo che l’Happening del Volontariato è stato snobbato dai mass media locali e questo ci da la misura di come non è importante per il mondo fantastico della TV delle apparenze e dei lustrini, delle trasmissioni vuote di significato che servono a riempire il nulla di telespettatori inerti, l’attività di persone che si danno da fare gratuitamente per costruire una società migliore fondata sulla solidarietà. Forse ci è mancato un pregiudicato o un condannato che proclama la sua innocenza e vuole l’assoluzione dal popolo, o una rissa, o un incidente, o un politico che abbia bisogno di pubblicità …

Strano mondo il nostro!!!! Per questo siamo ancora più convinti che dobbiamo lavorare per costruire una società migliore.

Nino Milazzo

 



giovedì 12 settembre 2013

ALCOL E SOSTANZE STUPEFACENTI: IL RUOLO FONDAMENTALE DELL’EDUCAZIONE FAMILIARE



 
I bambini, i ragazzi guardano e assimilano i comportamenti dei genitori e dei familiari rispetto alle bevande alcoliche ... c'è bisogno di educare gli adulti non solo a dire "no" ma a motivare i divieti!
Nino
 

La fase dell’adolescenza è un momento molto delicato della vita di un ragazzo. Una delle paure che assale ogni genitore è che il proprio figlio, in questo particolare momento, venga a contatto con sostanze stupefacenti e alcol.
Per lo sviluppo di una propria identità personale, l’adolescenza è un periodo molto particolare. Si tende, infatti, ad allontanarsi dalla famiglia, ad entrare in contrasto per sviluppare una propria autonomia e sentirsi grandi. I genitori, dunque, sentono indebolito il loro ruolo sui figli.
Più di un genitore su cinque ritiene poco influenti le parole e le raccomandazioni fatte ai propri ragazzi, soprattutto riguardo l’uso di alcol, sostanze illecite e tabacco.
Il rapporto, del Substance Abuse e Mental Health Services Administration (SAMHSA), sostiene che quasi un genitore su 10 (9,1%) ha una scarsa comunicazione con i figli di età compresa tra 12 e 17 anni circa i pericoli a cui possono andare incontro con l’uso di droghe.
I risultati si basano sul SAMHSA’s National Survey on Drug Use and Health, un sondaggio annuale a livello nazionale condotto su 67.500 americani dai 12 anni in su.
Le indagini hanno rilevato che gli adolescenti che credono che i loro genitori disapprovano fortemente l’utilizzo di queste sostanze sono meno propensi a provarle, dice Peter Delany, direttore del Center for Behavioral Health Statistics and Quality presso il SAMHSA.

“I genitori hanno bisogno di avviare conversazioni appropriate all’età su questi problemi con i loro figli in tutte le fasi del loro sviluppo, al fine di contribuire a garantire che i loro ragazzi prendano le decisioni giuste”, dice Pamela Hyde amministratore SAMSHA.
Dialogare su questi temi può influenzare molto la crescita dei bambini. All’inizio, vanno date informazioni di base. Una volta diventati più gradi occorre parlare loro per spiegare l’impatto sulla salute e i pericoli. E’ anche importante parlare della storia familiare e se c’è, esternare una predisposizione genetica all’alcolismo.
Lindsey sostiene che i genitori dovrebbero ascoltare i loro figli ed essere consapevoli anche della propria comunicazione non verbale : “I bambini imparano tanto guardando quello che fai, non solo quello che dici”.

Per maggiori informazioni:
- SAMHSA mette a disposizione una guida Navigating the Teen Years: A Parent’s Handbook for Raising Healthy Teens.
- il sito web del NCADD propone consigli generali su come parlare correttamente con i bambini riguardo a questi delicati argomenti.

EFFETTI DI UN’ESPOSIZIONE PRECOCE ALL’ALCOL - Risultati di uno studio


Quello che tutte le le donne devono sapere nel periodo del concepimento e della gravidanza, al di la di quelle pubblicità che inducono le donne in gravidanza a ricercare il relax con bicchiere in mano ...


E’ ormai noto che i bambini esposti al consumo di alcol in fase prenatale possono sviluppare deformità fisiche, nonché problemi neuro comportamentali e cognitivi. Ciò può comprendere ritardi mentali e un ampio spettro di disturbi psichici e sociali. E’ stato osservato infatti che il consumo da 2 a 5 drink a settimana durante il primo trimestre di gravidanza comporta un aumento del rischio di morte fetale.

Questo studio, condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Oslo, ha analizzato quanto il binge drinking influenzi negativamente il nascituro. Lo studio longitudinale è stato effettuato grazie alla compilazione del “Strengths and Difficulties Questionnaire” (SDQ), rivolto a 1.749 donne incinte che hanno risposto al questionario durante la 17ª e 30ª settimana di gravidanza, 6 mesi dopo la nascita del bambino e a 5,5 anni dalla nascita del bambino stesso. Dall’analisi è emerso che l’esposizione al binge drinking (5 o più unità alcoliche in un’unica occasione) nel lasso di tempo immediatamente prima che la mamma venga a conoscenza di essere incinta comporta, secondo il questionario SDQ, sintomi che variano da Anormale a Borderline nella fascia di bambini di 5,5 anni. L’esposizione infrequente al binge drinking entro 4 settimane dopo il concepimento può portare, invece, ad alti livelli di iperattività/disattenzione per il nascituro, mentre l’esposizione al consumo di alcol almeno una volta a settimana può portare il bambino ad avere disturbi a livello emotivo e comportamentale.
Secondo i ricercatori dunque il fenomeno del binge drinking fino a 4 settimane dopo il concepimento può avere un effetto predittivo forte e diretto sui sintomi segnalati nel questionario SDQ in bambini all’età di 5,5 anni. Pertanto tali risultati supportano l’importanza di evitare il consumo di alcol quando si pianifica una gravidanza.

Early Fetal Binge Alcohol Exposure Predicts High Behavioral Symptom Scores in 5.5-Year-Old Children
Alvik A., Aalen O., Lindemann R.
Alcoholism: Clinical and Experimental Research, Jul 2013

mercoledì 11 settembre 2013

Ragazze e alcol, un bicchiere al giorno aumenta il rischio di cancro al seno

 
 
 
Purtroppo gli studi seri dei ricercatori indipendenti vengono sistematicamente oscurati e siamo costretti a leggere la propaganda che l'alcol previene il cancro con annunci giornalistici senza riferimenti scientifici. Molti neanche immaginano la correlazione tra alcol e tumori: a noi corre l'obbligo di accendere le nostre piccole lampadine, in attesa che coloro che dispongano di riflettori siano sensibili e li accendano.
Nino
 
 
Journal of the National Cancer Institute: abuso di alcol e fattori cancerogeni
Fonte: droganews.it 10 settembre 2013


Ragazze e alcol, un bicchiere al giorno aumenta il rischio di cancro al seno
Le donne che nel periodo compreso tra l’arrivo del primo ciclo mestruale (menarca) e la prima gravidanza hanno consumato un bicchiere di bevanda alcolica al giorno, correrebbero un rischio maggiore di sviluppare il cancro al seno rispetto a chi non ha abusato di alcol. Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis, e recentemente pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute, sarebbe il primo del suo genere a considerare pazienti di questa fascia di età, nonostante sia nota da tempo tra utilizzo di alcolici in età precoce e la maggiore predisposizione a sviluppare neoplasie alla mammella.
Il gruppo di ricercatori ha esaminato i dati raccolti su circa 91000 donne, tra i 15 e i 40 anni, senza storie di tumore pregresse, alle quali sono stati somministrati, in un arco di tempo compreso tra il 1989 e il 2009, dei questionari relativi alla frequenza e alla quantità di alcol assunto, registrando tutti i casi di comparsa di forme tumorali alla mammella, sia benigne che maligne, e i casi di decesso.
Nel campione esaminato, sono stati identificati 1609 casi di cancro e 970 di tumore benigno alla mammella.Associando questi dati numerici alle risposte dei questionari, i ricercatori sono giunti alla conclusione che l’assunzione di un drink alcolico al giorno nel periodo precedente la prima gravidanza ha un’incidenza del 13% più alta sulle possibilità di ammalarsi di cancro al seno. Allo stesso tempo, un abuso di alcolici inciderebbe sulla comparsa anche di tumori benigni alla mammella, data l’alta vulnerabilità del tessuto cellulare mammario nel periodo precedente la prima gravidanza.
Scoraggiare l’uso di bevande alcoliche nel periodo considerato dallo studio, concludono i ricercatori, avrebbe quindi un importante ruolo di prevenzione contro l’insorgenza di questa grave patologia.

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

lunedì 9 settembre 2013

Cosa ci vogliono dare a bere ... le bufale del RESVERATROLO

E' iniziata la vendemmia e quindi fra poco ci diranno che è andata bene (anche se non sapremo per chi ... dato i contadini fanno la miseria e le cantine chiedono l'aiuto statale - quindi i nostri soldi- per distruggere o distillare la quantità enorme di prodotto non venduto) perchè l'andamento climatico ha favorito la produzione e supereremo la produzione della sorella Francia ... si moltiplicano le iniziative dei produttori per avvicinare la popolazione alla natura per visitare cantine, fattorie ...  degustare prodotti tipici accompagnati  anche dal vino ... i comuni che si danno da fare, anche in questa crisi economica, a sponsorizzare sagre ed eventi per favorire la cultura enoica .. e la stampa ci ripropone ciclicamente le BUFALE come quelle del "resvetrarolo" ... e noi ribadiamo alla stessa maniera cose già dette e dimostrate, facendo rilevare le contraddizioni.
Buona lettura.
Nino

GREENSTYLE.IT

Vino rosso: un aiuto naturale contro Alzheimer e Parkinson

Claudio Schirru

Vino rosso: un aiuto naturale contro Alzheimer e Parkinson

Il vino rosso per combattere alcune gravi malattie degenerative. Secondo un gruppo di ricercatori cinesi della Zhengzhou University questa bevanda aiuterebbe a prevenire patologie gravi come l’Alzheimer, il Parkinson, l’Huntington e l’ischemia cerebrale. Un effetto neuroprotettivo garantito da alcune sostanze presenti nella buccia dell’uva e nello stesso prodotto vinicolo.

L’aiuto naturale garantito dal vino rosso arriverebbe grazie al resveratrolo, un composto polifenolico già al centro dell’attenzione per la sua possibile attività di prevenzione di alcune patologie tumorali. Efficace sembrerebbe anche contro la demenza vascolare, come riportato sulla rivista Neural Regeneration Research, un deficit cognitivo generato da una cattiva circolazione nell’area cerebrale.

Gli effetti garantiti da questo composto sono molteplici e vanno dal calo dei livelli di malondialdeide (MDA) oltre all’incremento dell’attività della superossido-dismutasi e dei livelli di glutatione nella corteccia cerebrale e nell’ippocampo. Stando a quanto riferisce il capo ricercatore Dr. Boai Zhang a questo si aggiungono migliori capacità cognitive di apprendimento e memorizzazione mostrati in topi colpiti da demenza vascolare.

Uno studio che secondo i ricercatori pone le basi per un più approfondito studio delle proprietà del resveratrolo, in grado sembra di rappresenta un aiuto importante nella protezione da malattie degenerative del cervello. Un primo passo in particolar modo per quanto riguarda il possibile trattamento della demenza vascolare.

06/09/2013

Vino rosso anticancro: servono 100 calici al giorno


Da tempo si sostiene che il fenolo del vino rosso sia in grado di prevenire molte forme di tumore e, non ultimo, il diabete di tipo 2 e l’Alzheimer. Oggi arriva la conferma scientifica di quanto sempre ipotizzato: il vino rosso è davvero un nemico del cancro. Peccato, però, che per avvalersi di simili proprietà bisognerebbe berne almeno 100 calici al giorno.

Lo studio che ha voluto saggiare le proprietà della “bevanda degli dei” proviene dall’Università del Nuovo Galles del Sud, pubblicato poi sull’autorevole rivista Science. L’analisi microbiologica dimostra che il fenolo, contenuto principalmente nella buccia dell’uva, è davvero un potente alleato per la lotta ai tumori, al diabete e alle malattie degenerative del cervello. Ma la sua concentrazione per un uso sano, tuttavia, ne impedisce di rilevarne gli effetti anche a lungo termine.

Il biologo australiano David Sinclair ha comunque spiegato l’importanza di un simile risultato, anche in vista di applicazioni mediche future, definendo il vino rosso “L’antiossidante più potente”:

«Come pensavamo, il resveratrolo può veramente attivare gli enzimi anti-invecchiamento detti sirtuine. Attiva le difese genetiche dell’organismo contro l’invecchiamento e le malattie, rafforza la resistenza allo stress e l’efficienza energetica, ha azione antiinfiammatoria e di fluidificazione del sangue. È probabilmente più efficace di qualsiasi antiossidante».

 Dalla l’impossibilità di assumere una così grande quantità di vino al giorno, una soglia ben oltre all’alcolismo spinto, i ricercatori stanno vagliando la possibilità di creare un superfarmaco, ovvero delle pasticche che contengano quantità di fenolo pari a 100 calici di vino, senza però ricorrere al consumo di alcol. E pare che i primi risultati si vedranno entro cinque anni, sperimentazione permettendo. Nel frattempo, non resta che continuare a gustare questo prezioso nettare così come si è sempre fatto, per assaporarne il gusto inconfondibile, magari durante una ricca cena. E, fenolo a parte, è bene ricordare che con gli alcolici non è mai il caso di esagerare, anche con il tanto benefico vino.

9/03/2013

 
IL FATTO ALIMENTARE

Il resveratrolo non funziona: uno studio americano boccia la famosa sostanza presente nel vino rosso


Non regge. Messo alla prova su donne sane, il resveratrolo si dimostra indistinguibile dal placebo, e quindi del tutto inefficace.

Agnese Codignola

Finora la maggior parte delle ricerche su questo antiossidante è stata condotta in vitro, su animali o su persone che avevano patologie di vario tipo, e gli effetti sono stati a volte visibili, a volte meno chiari a volte del tutto assenti.

Altri dati però sugli effetti cardiovascolari derivanti dal consumo moderato di vino rosso, hanno indotto a puntare ugualmente sul resveratrolo come potenziale agente benefico per tutta una serie di condizioni, dal diabete alle malattie cardiache, dall'invecchiamento ai tumori. Tutto ciò è avvenuto anche se sono quasi del tutto mancate ricerche specifiche condotte su persone sane che hanno assunto resveratrolo in modo preventivo.

Per questo motivo i ricercatori della University School of Medicine di Saint Louis hanno selezionato 29 donne in menopausa ,senza particolari problemi di salute, e hanno chiesto a un gruppo di prendere ogni giorno per tre mesi, 75 milligrammi di resveratrolo (quantità che si può raggiungere solo con 8 litri di vino rosso) mentre un secondo gruppo ha assunto un placebo.

Alla fine è stata misurata la sensibilità all'insulina, che definisce il rischio di sindrome metabolica e diabete, insieme alla capacità di metabolizzare lo zucchero dei muscoli.

Oltre a ciò i ricercatori, hanno prelevato piccoli campioni di tessuto muscolare e adiposo delle partecipanti per verificare l'esistenza di un possibile effetto sul metabolismo. L'esito è stato molto deludente perchè non si è trovato nulla: in tutti i test eseguiti, l'effetto del resveratrolo sì è rivelato inesistente e indistinguibile da quello del placebo.

Ma la domanda che si pongono gli stessi autori su Cell Metabolism è: se il resveratrolo da solo non agisce in alcun modo, da cosa dipendono gli effetti collegati al consumo (moderato) di vino rosso? Ci sono, secondo loro, almeno due possibilità: la prima è che il resveratrolo, per agire, abbia bisogno di qualche altra sostanza presente nel vino, che lo rende attivo.

In alternativa, l'agente efficace potrebbe non essere il resveratrolo ma qualche altra molecola, finora rimasta nascosta nel vino, che ne contiene a centinaia (e neppure tutte note).

«Il resveratrolo - spiega Samuel Klein, direttore del Washington University's Center for Human Nutrition e coordinatore dello studio - è diventato popolare a causa di effetti visti su animali o in vitro, ma in realtà non c'è alcuna prova definitiva del fatto che faccia qualcosa nell'uomo. Nonostante ciò, l'anno corso negli Stati Uniti le vendite di supplementi con questa sostanza hanno raggiunto i 30 milioni di dollari».

Dopo la storia della frode scientifica perpetrata per anni dal ricercatore Dipak Das, ex direttore del Cardiovascular Research Center dell'Università del Connecticut, che per anni ha truccato i dati per far emergere azioni che non esistevano, lo studio dei ricercatori di Saint Louis sembra porre ulteriori, concreti interrogativi sulla sostanza.

Nel frattempo, alcune aziende (anche italiane) continuano a puntare tutto sulle supposte virtù, nonostante le frequenti multe per pubblicità ingannevole comminate.

Magra consolazione, la sostanza sembra innocua, se non per il portafoglio di chi vuole credere che esso abbia virtù che - almeno per ora - non ha dimostrato di avere.






 

Il settimanale del Corriere della sera Io Donna, ha pubblicato a pagamento la sentenza decisa dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che condanna la pubblicità ingannevole dell’integratore alimentare Revidox (vedi foto) .

Ilfattoalimentare.it si è occupato del prodotto a più riprese: il messaggio era stato censurato dal Garante nel novembre 2011 (con una multa di 150 mila euro, poi ridotta del 25% dal Tar del Lazio), e anche dal Giurì dell’autodisciplina publicitaria.Nonostante ciò ma l’azienda produttrice aveva continuato a pubblicizzare l’integratore e ora è in corso un nuovo procedimento.

La sentenza dell’Autorità del 3 novembre 2011, dice che la società Paladin Pharma Spa ha diffuso messaggi pubblicitari su Revidox ingannando il consumatore con affermazioni prive di risocntri. Il testo sosteneva senza alcuna prova valida che il prodotto (contenente Resveratrolo) era:

- efficace “contro l’invecchiamento cellulare”;

- capace di determinare “maggiore resistenza del sistema immunitario”,

- in grado di ottenere “un miglioramento della circolazione cardiovascolare”,

– di avere una pelle “più luminosa, tonica e compatta; rughe appianate, capelli più forti, lucenti e corposi”-

 

Il testo dice che ogni capsula ha un effetto paragonabile a quello che si otterrebbe da “45 kg di uva rossa o 45 litri ovvero 250 bicchieri di vino rosso” e sostiene che il prodotto è stato approvato del Ministero della salute spagnolo.

E’ difficile sommare tante bugie in poco spazio eppure Revisdox è riuscita nell’impresa.

La verità sul prodotto è meno entusiasmante perché nessuno ha dimostrato le proprietà salutistiche del resveratrolo. Per questo motivo spendere 45 euro per una manciata di capsule che non fanno miracoli è assurdo.L’aspetto paradossale è che pochi mesi fa si è scoperto che l’efficacia del resveratrolo è una bufala inventata.




giovedì 5 settembre 2013

Ordinanza sindaco di Barletta: salvaguardia del decoro urbano o lotta al consumo degli alcolici?



Il sindaco di Barletta, preoccupato per il decoro delle strade e piazze, per l’igiene ambientale e il pericoloso abbandono delle bottiglie di vetro che vengono accumulate dappertutto e frantumate anche per gioco, ha emanato un’ordinanza di divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche in contenitori di vetro dalle ore 21,00 alle ore 6,00 dal mese di Settembre al 31 Dicembre del 2013.

E così siamo alle solite… si emanano ordinanze per evitare rischi e pericoli per la popolazione e subito si alzano le voci critiche che guardano ai mancati affari degli esercenti di pizzerie da asporto, di bar … e si dice subito che sono altri i provvedimenti efficaci da prendere. Intanto si sottolinea che la mancanza di controlli svuoterà subito di significato l’ordinanza, come è avvenuto ad Andria e in tanti altri comuni, mentre assisteremo inermi al malcostume di alcune persone, giovani e non, che usano le strade come pattumiere, come bivacco o come campi di battaglia per affrontarsi con i “nemici” a colpi di bottiglia anche frantumate.

La causa è la maleducazione di alcuni deficienti e vandali? Come si fa a multarli  o a rinchiuderli  tutti in carcere, se sono così tanti? Le multe e il carcere contribuirebbero  a rieducarli? Come risolvere l’ordine pubblico e l’igiene ambientale? Cosa c'entra l'alcol?

Se ci fossero i controlli delle forze dell’ordine durante le ore notturne nei luoghi della cosiddetta movida sarebbe un primo passo, ma i tagli agli organici delle forze dell’ordine non lo consentono, ma se si avverassero i controlli, qualcuno griderebbe contro uno “stato di polizia” che impedisce la libera espressione e il divertimento dei cittadini e anche i gestori si sentirebbero assediati e non potrebbero vendere alcolici ai minori o gente palesemente ubriaca che rompe le scatole e se la devono togliere di torno.

L’iniziativa di mettere più  raccoglitori per il vetro o incentivare la restituzione delle bottiglie sarebbe già un passo avanti.

Ma la mia sensazione è quella che si vuole eludere il problema reale, che è quello del consumo di alcol, da parte dei giovani e degli adulti,  nei luoghi della cosiddetta "movida", nei luoghi di divertimento, per finire in bar e ristoranti, ma anche in ambiti familiari. Non si vogliono mettere in discussione le abitudini deleterie del bere le bevande alcoliche e si vogliono trascurare le conseguenze, addossando tutte le colpe alle persone ... che non sanno valutare il loro limite: ma quale è il “limite” per una persona alterata dall’alcol?

Una buona iniziativa forse sarebbe quella di aggiungere al prezzo della bevanda alcolica, una quota che serva ad ammortizzare il costo dei trattamenti medici, dei ricoveri, degli incidenti domestici e stradali, degli interventi delle forze di polizia, delle pulizie straordinarie,  ecc… direttamente correlato al consumo delle bevande alcoliche.

Un’altra iniziativa potrebbe essere quella  di trasferire una parte della tassazione delle bevande alcoliche alla ricerca e alle iniziative di prevenzione svolte da organismi indipendenti e non legati ai produttori degli alcolici.

Che volete … mi piace sognare!!!

Nino

mercoledì 4 settembre 2013

Vietata la vendita di alcolici ai minori di anni 18: emanata la legge


Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L. 158/2012, dall'11 novembre viene introdotto il divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori di 18 anni. (*)

E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 10 novembre u.s. la Legge n. 189/2012 di conversione, con modificazioni, del D.L. n. 158/2012.

La legge di conversione introduce alcune importanti norme in tema di bevande alcoliche.
Innanzitutto, viene definitivamente introdotto il divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori di 18 anni e viene sancito l’obbligo di richiesta da parte del venditore di un documento di identità, tranne che nel caso in cui la maggiore età sia manifesta.
In caso di violazione della norma citata, è poi prevista una sanzione pecuniaria da 250 a 1.000 euro e, se il fatto è commesso più di una volta, la sanzione aumenta (da 500 a 2.000 euro) con la sospensione dell’attività per tre mesi.
Per quanto riguarda la somministrazione, invece, rimane fermo quanto stabilito dall’art. 689, comma 1, del codice penale, che prevede il divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minori di anni 16 o ad infermi di mente. (**)
Pertanto, i titolari di pubblici esercizi saranno tenuti al rispetto del limite della maggiore età solo nel caso di vendita di bevande alcoliche per asporto, con annesso obbligo di richiesta del documento, mentre per il servizio di somministrazione al bancone o al tavolo il limite rimarrà quello dei 16 anni.
L’art. 689 del codice penale viene, però, modificato con l’introduzione di due nuovi commi: il primo che estende la sanzione prevista per chi somministra bevande alcoliche ai minori di anni 16 anche a coloro che impiegano distributori automatici di alcolici, che non consentano la rilevazione automatica dei dati anagrafici dell’utilizzatore o che non siano presidiati da personale incaricato di effettuare tale controllo, ed il secondo che aggiunge alle pene già previste una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 25.000 euro e la sospensione dell’attività per tre mesi, in caso di più violazioni del divieto di somministrazione di alcolici ai minori di anni 16.
Le norme appena descritte entrano in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione della legge di conversione nella Gazzetta Ufficiale, quindi sono già entrate in vigore l’11 novembre 2012, non essendo previsto un diverso termine.
(…)

da Confcommercio

(*) Nota: non credo sia eccessivo definire questa importante legge una conquista di civiltà. Sarà un punto fermo per la prevenzione dei problemi alcol correlati. Come altri presidi di tutela della salute: divieto di fumo nei locali pubblici, uso del casco, ecc. entrerà in modo permanente nel nostro bagaglio culturale.

(**) Nota: secondo il ministero degli Interni i termini “somministrazione” e “vendita” sono equivalenti, è da questo autorevole parere che si può partire per sanare l’incongruenza che si è venuta a creare.

 

SANZIONI PER CHI VENDE E SOMMINISTRA BEVANDE ALCOLICHE AI MINORI DI 18 ANNI

Fatta chiarezza: con risoluzione 18512 del 4 febbraio 2013 del Ministero dello Sviluppo Economico si chiarisce che nella Legge n. 189/12 art. 14 ter, vendita e somministrazione equivalgano, in quanto in entrambi i casi significa “fornire” bevande alcoliche ad un minore di 18 anni senza alcuna differenza tra vendita, somministrazione o consumazione.

Sanzioni e pene

Minori di 16 anni
Tra i 16 e i 18 anni
La somministrazione/vendita ai minori di 16 anni da parte di un esercente in un luogo pubblico o aperto al pubblico costituisce reato. La sanzione è l’arresto fino ad un anno.
Se ne deriva l’ubriachezza la pena è aumentata.
La condanna comporta inoltre la sospensione dell’esercizio (art. 689 comma 1 codice penale).
Nel caso di somministrazione/vendita ai minori di 18 anni, ma maggiori di 16 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1000 euro
Nel caso il fatto sia commesso più di una volta si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 2000 euro con la sospensione dell’attività per tre mesi.

 

La durata della sospensione della licenza viene specificata solo nel caso ci sia recidiva di vendita e somministrazione a minori di 18 anni, ma non di 16 (3 mesi), è a discrezione del giudice invece la durata della sospensione dell’esercizio nel caso si tratti di minori di 16 anni. E’ comunque un procedimento penale.