giovedì 7 ottobre 2010

Mettiamo al bando la pubblicità degli alcolici nella TV, su INTERNET, nei media: preserviamo i minori!



Mentre negli Stati Uniti d’America 65.000 pediatri si mobilitano e chiedono di bandire la pubblicità di alcol e tabacco dai media e dei corsi di educazione ai media; mentre in Francia il governo si mobilità per estendere le limitazioni della pubblicità dell’alcol anche su internet … in Italia si è troppo occupati in altre faccende importanti e nel marzo del corrente anno è stato varato solamente un “Codice di autoregolamentazione” con le indicazioni per lo svolgimento dei programmi radiotelevisivi che trattano il tema dell’uso di droghe e dell’abuso di alcol, con particolare riferimento alla tutela delle persone minori.
Possiamo ritenerci soddisfatti, perché tanto il codice è condivisibile, ma è stato anche contestato da comunità terapeutiche, da associazioni che si interessano di dipendenze per alcune impostazioni e non ho percepito alcun interesse da parte dei destinatari del codice stesso, cioè dalle reti televisive.
Intanto il governo ha pensato bene che per arginare le “stragi del sabato sera” bisognasse varare una legge sulla sicurezza che alzato le pene per coloro che guidano in stato di ebbrezza: per i giovani è passata la tolleranza zero, ma per gli adulti ultra sessantacinquenni che hanno fisiologicamente i riflessi appannati per l’età possono ber come prima. Intanto quando aumentano i controlli ci si rende conto che la maggior parte degli italiani di tutte le età bevono e si mettono alla guida, perché “tanto lo reggono”!
Allora bisogna cambiare la legge?
Bisogna educare i cittadini?
Bisogna aumentare i controlli?
Forse bisognerà aspettare qualche evento eclatante, un’emergenza planetaria …. Perché si costruisca una politica unitaria che coinvolga tutti i settori della nostra società nella lotta contro tutte le droghe, compreso l’alcol.
Dimenticavo … forse non bastano 30.000 morti all’anno attribuite direttamente e indirettamente all’alcol … forse non basta il 2-3% del PIL per sprecare i nostri soldi in cure, assistenza sanitaria e sociale per i danni causati dall’alcol … forse non bastano miliardi di lacrime versate da padri, madri, mogli, mariti, fratelli, sorelle, amici, amiche … di coloro che piangono le conseguenze dell’alcol!!!
Certamente non c’è più sordo che non vuol sentire e non c’è più cieco di chi non vuol vedere!
Il mondo dei club apre una speranza a coloro che hanno problemi alcol correlati ed i risultati ci incoraggiano ogni giorno ad andare avanti.
Nino Milazzo


05-10-2010
USA: 65.000 pediatri chiedono di bandire tabacco e alcol dai media
Redattore: Staff Dronet
Incoraggiare i genitori a guardare la tv insieme ai figli, prevedere corsi di educazione ai media tra le materie scolastiche ma, prima di tutto, bandire l’alcol e il tabacco dalla pubblicità. È questo l’accorato appello lanciato dall’Accademia Americana dei Pediatri agli organi politici, commerciali e culturali statunitensi per frenare i devastanti effetti del consumo di sostanze indotto dagli schermi televisivi.
Il documento redatto dagli oltre 65mila specialisti aderenti si pone come un vera e propria dichiarazione di strategia per contrastare l’influenza esercitata dai media sui più giovani in fatto di consumo di sostanze quali tabacco, alcol e stupefacenti.
Ogni anno, si apprende dal documento, i pubblicitari investono oltre 25mld $ in campagne pubblicitarie che promuovono marchi di sigarette, di bevande alcoliche e medicinali per i quali è richiesta la prescrizione medica. E ogni anno 400mila americani muoiono per cause direttamente collegate al fumo di sigaretta e altre 100mila muoiono per un consumo eccessivo di alcol, tra cui oltre 5000 vittime con meno di 21 anni. Secondo uno studio del NIDA, un preadolescente che prova a fumare il tabacco o a bere, è 65 volte più soggetto a provare la marijuana di chi si astiene e più si è giovani all’età del primo tiro, più alte sono le probabilità che quell’individuo faccia poi uso di marijuana con conseguenti danni per la salute.
I pediatri dell’American Academy si dicono preoccupati anche a fronte di uno studio, “Monitoring the Future 2009”, realizzato dal NIDA su un campione di circa 45mila studenti statunitensi, dal quale è emerso che circa la metà dei teenagers intervistati aveva provato a fumare. Inoltre, uno studio sulla tv americana mostra che tutti i 15 programmi più noti per la loro fascia d’età contenevano pubblicità di alcolici, re indiscussi dello schermo televisivo con investimenti annuali pari a 6 miliardi di dollari. La bottiglia infatti passa sullo schermo tv una volta ogni 22 minuti, il doppio delle sigarette(che compare una volta ogni 57 minuti) e cinque volte in più rispetto agli stupefacenti (ogni 112 minuti).
L’appello quindi sembra essere il primo passo verso il riconoscimento della responsabilità dei media sul consumo di sostanze da parte degli adolescenti.

Redazione RETECEDRO.NET Lunedì, 23 Marzo 2009 - 15:02

Francia: vietata vendita di tabacco e alcol ai minori di 18 anni. Limiti agli spot.
Anche in Italia pronto un ddl che vieta il fumo per i minori.

L'età a partire dalla quale si potrà comprare tabacco e alcool in Francia salirà da 16 a 18 anni, grazie a un emendamento votato dai deputati nell'ambito dell'esame di un progetto di legge sulla salute pubblica.
Il testo, passato al filtro dell'Assemblea Nazionale, proibisce anche la distribuzione gratuita di alcol ai minori in qualsiasi locale pubblico; e colma inoltre una lacuna della legislazione francese, regolando la pubblicità del tabacco e dell'alcol su internet, pubblicità che sarà oggetto di rigide limitazioni, come già accade per la stampa e la televisione: la pubblicità sarà infatti vietata sui siti web «principalmente destinati ai giovani», così come nelle «associazioni, società e federazioni sportive o leghe professionali».

Non si potrà pubblicizzare il tabacco e l'alcol nemmeno in forma «intrusiva», per esempio con messaggi non richiesti (gli spam) o con le pagine che interferiscono nella navigazione (come i pop up). Per entrare in vigore, il testo dovrà essere votato anche al Senato.
Pronto anche in Italia un DDL, un provvedimento simile a quello francese. Un disegno di legge che verrà discusso a breve.
Fumo vietato agli «under 18», divieto di vendita delle sigarette a chi non ha ancora raggiunto la maggiore età, con l'obbligo per i tabaccai di chiedere un documento d'identità, e no «tassativo» al fumo nelle scuole di ogni ordine e grado sono i punti cardine del provvedimento.
L'articolo 2 del ddl è perentorio: «È vietato ai minori di anni 18 acquistare o consumare in luogo pubblico o aperto al pubblico i prodotti del tabacco». Pena una sanzione amministrativa da 50 a 150 euro.
Tabaccai e rivenditori di sigarette che ignorano il divieto, saranno puniti con una multa da 250 a 1.000 euro e con la sospensione, per sei mesi, della licenza all'esercizio dell'attività.
Per essere certi che il giovane cliente non abbia meno di 18 anni, i tabaccai hanno l'obbligo di chiedere un documento di identità. Stesso destino per i distributori automatici, che devono essere dotati di un sistema per rilevare l'età degli acquirenti attraverso la lettura di carte a banda magnetica. Altrimenti, vengono disabilitati o, dopo 6 mesi, confiscati.
E infine il ddl prevede «il divieto tassativo di fumare nelle scuole di ogni ordine e grado».

Prevenzione delle tossicodipendenze: Giovanardi, proposto codice di autoregolamentazione per trasmissioni TV sulla droga
DIPARTIMENTO DELLE POLITICHE ANTIDROGA
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Un Codice di autoregolamentazione sulle trasmissioni televisive che trattano il tema dell'uso di droghe, con particolare riferimento alle persone minori. E' il documento sul quale si sono confrontati, nella giornata di oggi, i membri della Consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze, insieme al Sottosegretario alle Politiche Antidroga, Sen. Carlo Giovanardi e al Capo del Dipartimento Politiche Antidroga, Dott. Giovanni Serpelloni.
"Abbiamo ritenuto necessario cominciare a tracciare un codice di autoregolamentazione per la realizzazione di programmi televisivi e spot sul problema delle droghe e delle tossicodipendenze, molti di questi rivolti ai giovani e ai minori, in quanto riteniamo che: troppe volte l'informazione non è esaustiva sui pericoli e sulle conseguenze derivanti dal consumo di sostanze, troppo spesso fuorviante e strutturata in modo superficiale se non addirittura incentivante l'uso di droghe". E' quanto afferma il Senatore Giovanardi, al termine della seduta della Consulta.
Questi alcuni dei punti salienti oggetto della seduta odierna: la comunicazione televisiva deve essere sempre supportata dall'evidenza scientifica con lo scopo di descrivere oggettivamente il fenomeno. Il messaggio deve tenere in alta considerazione il ruolo educativo e di sostegno ricoperto dagli adulti; sottolineare l'estraneità della maggior parte dei nostri giovani all'uso di stupefacenti, per far comprendere che la "normalità" appartiene a coloro che sono fuori dal mondo della droga, che la tossicodipendenza è una malattia ma trattabile e guaribile. Infine nella comunicazione dedicata al problema bisogna evitare la commercializzazione dell'outing da parte di personaggi famosi o addirittura l'esaltazione dell'uso di droghe. Il documento definitivo che scaturirà anche dal contributo degli esperti facenti parte la Consulta e che verrà terminato entro dieci giorni da oggi, sarà proposto tra gli altri, a: Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega per l'Informazione e l'Editoria, Capo del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria PCM,
Presidente della RAI, Dott. Presidente della Commissione Parlamentare per l'indirizzo generale per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Presidente dell'AGCOM - Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Presidente di Mediaset,; Presidente del Gruppo Telecom Italia Media (La7- MTV), Presidente, e Amministratore Delegato di SKY Italia, Presidente dell'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), Agenzie e Reti delle TV private locali.

venerdì 1 ottobre 2010

VIOLENZA CONTRO I BAMBINI ... ANCHE SE SONO I PROPRI FIGLI



USA, LEGANO BIMBO AL MURO CON LO SCOTCH -FOTO CHOC


di Domenico Zurlo
Immagini strazianti, che hanno scandalizzato persino i poliziotti che le hanno scoperte, stanno facendo discutere l'opinione pubblica statunitense, per via di due genitori a dir poco crudeli. Jayla Hamm e Corde Honea, 18 e 19 anni, lei madre, lui patrigno, di un bambino di appena 22 mesi, per motivi ancora sconosciuti hanno letteralmente attaccato al muro il bimbo, usando del nastro adesivo. E' successo a Lincoln, nel Nebraska (Stati Uniti). Non contenti, sempre col nastro adesivo gli hanno legato le mani, hanno attaccato al muro il suo bicchiere preferito, ed hanno anche ripreso il tutto con la loro fotocamera digitale.
Jayla avrebbe poi mostrato ad una sua amica le foto, per lei "divertenti": l'amica, spaventata, avrebbe subito chiamato la polizia, che è intervenuta arrestando entrambi. Nelle immagini non si vede il volto del bimbo, oscurato, ma la polizia assicura che l'espressione del suo viso è scioccata e spaventata in tutti gli scatti. Jayla è stata condannata a 10 giorni di carcere e a due anni di libertà vigilata, mentre il suo ragazzo si è beccato dai 36 ai 60 mesi di prigione.
"Ciò che colpisce in particolare - ha detto il giudice Paul Korslund, che ha deciso le condanne - è che un genitore dovrebbe proteggere suo figlio dalle umiliazioni e dagli abusi. In questo caso non è successo nulla di tutto questo, il bambino era terrorizzato. E' evidente dalla sua espressione in quelle foto". I due, secondo la polizia, al momento degli abusi sul bambino sarebbero stati ubriachi dopo una notte passata a fare festa, e avrebbero quindi maltrattato il bimbo solo per divertirsi, e non per punirlo per qualcosa. Il bambino resterà, per ora, con la madre, nell'attesa che le autorità prendano una decisione al riguardo.


QUESTA NOTIZIA MI HA COMPLETAMENTE STRAVOLTO: TANTI EX ALCOLISTI MI HANNO DETTO CHE MAI HANNO OSATO ALZARE LE MANI CONTRO I BAMBINI ... MA L'ALCOL PUO' CANCELLARE OGNI TRACCIA DI UMANITA'!