giovedì 23 luglio 2009

24 luglio ore 21,00 cineforum all'aperto nel quartiere Europa




Abbiamo bisogno di confronto e di informazione!

Per gli andriesi abbiamo creato una occasione per stare insieme all'aperto, parlare un pò tra di noi di alcuni aspetti del consumo dell'alcol, non solo dei giovani ma anche degli adulti.

Lo slogan è: "Consumo di alcol: facciamo presto, che è tardi!"

Non vogliamo parlare delle tante occasioni perdute, ma di tutto quello che possiamo fare adesso e di tutto quello che possiamo programmare insieme per il futuro: importante è "darsi una smossa".

Il forum e la visione del film "I giorni perduti" è una occassione per prendere coscienza dei problemi.

Oggi finalmente si parla tanto del consumo di alcol tra i giovani perchè siamo arrivati a delle conseguenze estreme, ma noi abbiamo bisogno di recuperare il ruolo educativo di genitori, il ruolo di esempio per le nuove generazioni. Senz'altro i genitori devono sentirsi in parte responsabili degli eccessi dei figli, perchè i ragazzi portano a compimento gli errori dei padri, tirano freddamente le conslusioni dalle idee che circolano nell'ambiente familiare; per cui piano a dare giudizi troppo severi sui figli che si danno al consumo di alcol e droghe varie: condanniamo un sistema e ne siamo complici.

Servono o non servono i divieti, le ordinanze?

La famiglia ripiegata su se stessa, consuma le proprie problematiche al di dentro, attivando modalità educative sue, restando succube di ostacoli comunicativi, restando impotente di fronte alle pressioni dei figli, della cultura che impongono i media, della pubblicità.

L'approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati, che significa problemi derivanti dal consumo di vino, birra e alcolici in genere, insegnato da Vladimir Hudolin e messo in pratica dai Club degli Alcolisti in Trattamento, apre le famiglie al confronto con le altre famiglie per scoprire la propria identità, per darsi una mano vicendevole, per incamminarsi verso la "sobrietà".

La sobrietà non è solamente l'astinenza dagli alcolici, che è il punto di partenza obbligatorio nelle famiglie con problemi alcolcorrelati, ma sopra tutto riprendere i ruoli, rincominciare a volersi bene, interessarsi anche degli altri, della società in cui si vive.

Un grazie particolare al "Quartiere Europa" e al suo coordinatore, Savino Montaruli, che ci hanno dato l'opportunità di realizzare questa serata sicuramente piacevole.


Nino

giovedì 9 luglio 2009

Buone Vacanze

Con le vacanze troviamo un momento per riflettere…

Nel primo week-end di Luglio sono morte 38 persone sulle strade italiane, ma non ci saranno cerimonie pubbliche di cordoglio né funerali di stato come a Viareggio: rimarrà il dolore delle famiglie distrutte e l’inizio del calvario delle procedure giudiziarie che favoriscono l’imputato ma non le vittime. I feriti sono stati 860 e almeno il 20 per cento diventerà inabile totale.
Il bollettino della polizia stradale fa rilevare, in puro stile burocratico, che rispetto al primo week-end dell’anno scorso si rileva una diminuzione dei morti (da 44 a 38), degli incidenti totali (da 1193 a 992) e dei feriti (da 1073 a 860).
Possiamo essere contenti di questa tendenza al decremento?
Credo proprio di no! L’incidente non può diventare nella nostra cultura un evento ordinario, un rischio calcolato per chi, su qualsiasi strada, conduce un veicolo a motore, va in bici o è un pedone.
Noi siamo sordi e ciechi finché la tragedia non ci entra in casa!
Non fa neanche notizia il dato statistico del bilancio medio giornaliero del 2007 con 633 scontri stradali, 14 morti e 833 feriti.
Scrive Elena Voldini nel suo libro “Strage continua”: “Ho scoperto che negli ultimi dieci anni in Italia è scomparsa una città delle dimensioni di Pavia o di Asti, Grosseto, Caserta, … vale a dire una città di ottantamila persone”. E noi cosa facciamo? Lo stato cosa fa?
Stanno aumentando i controlli delle forze dell’ordine sulle strade perché l’alterazione dello stato psicofisico dato dall’alcol e dalle droghe determina almeno il 50 per cento degli incidenti.
Ho ascoltato ragazzi arrabbiati contro la polizia che per una alcolemia di 0,6 gli è stata tolta la patente e sono stati obbligati a fare un percorso di esami ematochimici e di visite mediche di controllo per riaverla.
Ho ascoltato un gruppo di giovani che in un incontro informativo sull’alcol dell’ACAT Federiciana si sono ribellati alla affermazione che con due bicchieri di vino o due lattine di birra a digiuno si può superare abbondantemente il limite legale per la guida di 0,5 e che bisogna tener conto dell’età, del peso corporeo e del sesso.
Mi sono reso conto che molti non sanno quali conseguenze provoca sul fisico il vino o la birra e che vengono ritenuti alcolici solo i superalcolici.
Ho osservato coloro che affermavano di “reggere bene” l’alcol e si potevano fermare quando volevano per non perdere il “proprio controllo” con qualche “bicchierino di troppo”.
Ho letto ai ragazzi la tabella ministeriale dell’alcolemia riferita ad un uomo di 70 kg di peso o di una donna di 60 Kg di peso a stomaco pieno:
- con 0,1-0,2 (un bicchiere) si ha una iniziale sensazione di ebbrezza, iniziale riduzione delle inibizioni e del controllo; affievolimento della vigilanza, attenzione e controllo; iniziale riduzione del coordinamento motorio; iniziale riduzione della visione laterale; nausea
- con 0,3-0,4 (2 bicchieri per l’uomo, 1 bicchiere e ½ per la donna) si ha sensazione di ebbrezza, riduzione delle inibizioni, del controllo e della percezione del rischio; riduzione della capacità di vigilanza, attenzione e controllo; riduzione del controllo motorio e dei riflessi; riduzione della visione laterale; vomito.
I ragazzi hanno incominciato a riflettere su queste leggi e sui controlli che non sono per fare cassa ma per mettere dei limiti e dare più sicurezza sulle strade.
È stato sottolineato il dato accertato che il 97 per cento degli incidenti sono causati dal comportamento scorretto del guidatore e questo sicuramente è influenzato anche dall’alcol, dagli stupefacenti e dai farmaci.
Le testimonianze di alcuni alcolisti in trattamento che frequentano i nostri club hanno fatto sgretolare il castello di certezze di molti giovani sicuri dei loro stili di vita e del controllo presunto di autoregolazione o “moderazione” sul bere.

Abbiamo bisogno di molta informazione e confronto sul tema dell’alcol e ringraziamo coloro che ce ne danno l’opportunità.
L’ACAT Federiciana rimane a disposizione dei gruppi che vogliono avere un confronto telefonando al NUMERO VERDE 800.59.75.45; a Giafranco 349.145.44.08; a Nino 333.210.49.83.
Nino