mercoledì 29 febbraio 2012

FORUM INTERREGIONALE DEL SUD



Cari amici,
desidero pubblicizzare i programmi di formazione intrapresi dall'AICAT attraverso i FORUM affinchè la nostra azione di Servitori Insegnanti nel mondo dei Club sia sempre più efficace e abbia un supporto nell'aggiornamento continuo e uniforme in campo nazionale dell'Approccio Ecologico Sociale ai Problemi Alcolcorrelati secondo la metodologia di Hudolin.
L'adesione all'azione del FORUM è essenziale per la maturazione di ognuno di noi e per far progredire la nostra ASSOCIAZIONE.
Mi auguro che molti si sentano invogliati a spostarsi da casa e possano partecipare...
Ciao Nino

P.S.: nella sezione slide del blog potete prendere visione delle diapositive presentate durante il Forum di Napoli dal Presidente A. Baselice.

Forum Interregionale del Sud
Santuario Madonna delle Grazie
Torre di Ruggiero (CZ)

30/31 Marzo 2012

Lavoreremo partendo sia dalle Conclusioni del Forum Nazionale tenutosi a Napoli dal 13 al 15 Gennaio u.s. e dal Documento “Dal Forum Nazionale ai Forum Territoriali: quali obiettivi e modalità di funzionamento?”, che dalle conclusioni dei precedenti Forum del Sud svoltisi a Napoli ed a Scanzano Ionico.

I lavori si apriranno il Venerdì alle ore 14.00 e si concluderanno alle 13.00 del Sabato.

Seguirà a breve ulteriore comunicazione con programma dettagliato.

Indicazioni stradali: In auto: Uscita Pizzo Calabro (A3 Salerno- Reggio Calabria)
Seguire l’indicazione S. Nicola da Crissa – Serra San Bruno (30 km).
Giunti a Montecucco seguire l’indicazione Soverato – Torre di Ruggiero

In treno: Raggiungere la stazione di Lamezia Terme.
Sarà possibile organizzarsi preventivamente con Bruno Barbieri e Leonardo Iapello per il trasporto dalla Stazione alla sede. (si precisa che l’organizzazione telefonica di questa possibilità va anticipata e non è possibile nell’immediato, all’arrivo in stazione!)

Bruno Barbieri : 340.8426301 - Leonardo Iapello: 320.5738113

Ospitalità: E’ possibile pernottare presso il Santuario, la disponibilità è di 19 camere da organizzare come singole, doppie etc… ed eventualmente presso altra Struttura, secondo il numero di prenotazioni.

Costo per la pensione completa: 35 euro a persona.

Organizzazione: Bruno Barbieri: 340.8426301 - M. Grazia Parisi: 338.6551764


DAL FORUM NAZIONALE AI FORUM TERRITORIALI :



QUALI OBIETTIVI E MODALITA’ DI FUNZIONAMENTO ?


Il ruolo del FORUM

• E’ uno strumento proposto dall’AICAT per la facilitazione delle relazioni tra le reti associative ( ACAT, ARCAT) e le reti dell’Educazione Ecologica Continua nell’Approccio Ecologico Sociale nella definizione e nell’esercizio di ruoli e compiti distinti ma coessenziali perché complementari .

• Svolge un ruolo di garanzia nella definizione e nella concretizzazione in maniera omogenea delle scelte dell’Approccio Ecologico Sociale (AES) sul piano dei contenuti , degli obiettivi, delle strategie e dei programmi di attuazione, nel quadro di di una cornice di coesione e certezza sul piano metodologico .

• Sostiene il processo di cambiamento antropo-spirituale, favorendo sperimentazioni concordate e controllate,nella fedeltà alle idee portanti e fondanti del metodo Hudolin .

Tali finalità saranno espletate nella misura in cui sapranno promuovere lo sviluppo del senso di appartenenza fondato su valori quali l’amicizia,l’interdipendenza e la solidarietà,la promozione della pace e della giustizia sociale;territorializzare sempre più i momenti di educazione continua;favorire sul piano economico e temporale e temporale l’ accessibilità e la prossimità del percorso di EEC.

Perché l’Educazione Eco/alcologica Continua sia un ‘esperienza radicata nella comunità.

Il significato e il ruolo del FORUM TERRITORIALE

Il lavoro promosso dal Forum nazionale intende stimolare l’implementazione a livello locale delle strategie e dei programmi di EEC condivisi a livello generale , affinchè essi siano espressione di un FARE INSIEME che significhi inclusione e coinvolgimento effettivi, nel lavoro dei programmi algologici territoriali, delle risorse espresse dai network locali dei formatori e dalle reti associative .

In tale ottica, il Forum Territoriale dovrebbe essere in concreto la cabina di regia funzionale dei programmi di educazione ecologica continua locale costituita dagli attori della formazione e dalle reti associative (ACAT,ARCAT) che si ponga alcuni obiettivi molto precisi che sono oggi cruciale per il presente e il futuro della vita dei programmi locali :

• essere occasione di studio,analisi e progettazione di una formazione territorializzata, attenta ai bisogni emergenti ed interattiva con le risorse locali e nazionali .

• promuovere l’organizzazione, lo svolgimento e l’ottimizzazione dei corsi di sensibilizzazione e dei corsi di aggiornamento dei membri di Club (famiglie e S.I. ).

• Incentivare la partecipazione attiva ed assidua dei S.I .del territorio a tutti i momenti di aggiornamento proposti dai programmi locali.

Il Forum territoriale non è un’ulteriore struttura né intende sovrapporsi ai compiti ed alle attività delle associazioni, ; infatti esso è solo uno strumento di lavoro nel campo educativo a supporto delle associazioni , promosso ed organizzato da queste ultime.

Il Forum si propone di sviluppare una metodologia di lavoro di rete nel campo dell’EEC sia tra ambiti diversi del sistema ecologico-sociale sia i Club egli altri altri attori della comunità locale (servzi, municipalità , scuola,mondo dell’associazionismo ,ecc.) .

Criteri essenziali per l’ organizzazione dei FORUM TERRITORIALI

Al fine di rispondere ad un decente livello di efficacia operativa, il Forum dovrebbe avere un fisionomia ispirata a criteri essenziali come ad es.

• il numero dei Club : in base ad esso il forum potrebbe essere di varia dimensione (locale, regionale,interregionale )

• la contiguità territoriale o le partnerships operative collaudate : pensiamo ai casi di ACAT confinanti tra regioni limitrofe o di ARCAT contigue.

ARTICOLAZIONE OPERATIVA DEI FORUM TERRITORIALI

L-articolazione territoriale dei Forum potrebbe essere declinata sui seguenti livelli :

• Locale: sorgerebbe nei programmi con un numero di Club non superiore a 100.

La sua frunzione sarebbe inserita nelle attività svolte dal Coordinamento / Centro Alcologico Territoriale Funzionale*. Esso dovrebbe essere lo strumento operativo per la realizzazione dei programmi di EEC in un bacino di Club inferiore alle 100 Comunità multifamigliari .

• Regionale: nei programmi con un numero di Club pari o superiori a 100 avrebbe una funzione di coordinamento delle attività dei Forum locali nei programmi regionali con un numero di Club pari o superiore alle 100 comunità multifamiliari. E’ costituito dalle rappresentanze dei Forum locali.

• Interregionale: ha una funzione di coordinamento e collegamento tra Forum locali presenti in macroaree interregionali con un numero complessivo di Club pari o superiore alle 100 unità.

* Nota :La duplice denominazione tiene conto di alcune variabili :

1. Situazioni in cui il CATF risponde ai criteri ed alle modalità di lavoro indicate da Hudolin

2. Situazioni in cui il CATF non risponde ai suddetti requisiti

3. Situazioni in cui per varie ragioni il CATF non esiste.

La creazione di un coordinamento potrebbe risolvere le criticità legate ai punti 2 e 3 .

Il contributo dei Forum Territoriali nei programmi di lavoro :

- I Forum Locali potrebbero avere un ruolo nella pianificazione, nel coordinamento e nella valutazione dei programmi di EEC quali:

• Corsi di Sensibilizzazione

• Aggiornamento dei S/I e delle famiglie :

• Sabati di aggiornamento

• Corsi monotematici a livello locale su :

 L’ approccio familiare

 I casi complessi

 Club, associazioni e lavoro di rete.

- I Forum Regionali /interregionali potrebbero invece avere un ruolo nella pianificazione, nel coordinamento e nella valutazione di Corsi monotematici su:

• Il servizio associativo e la promozione della cittadinanza solidale

• La comunicazione ecologica nel superamento dei conflitti

• Etica del lavoro e spiritualità antropologica

• La ricerca nell’AES.

Ogni Forum Regionale /Interregionale promuove la Banca Dati sull’Educazione Eco/algologica Continua attraverso un registro che documenti su una scheda personale di chi svolge attività formative nel percorso di EEC . Tale registro sarà depositato presso ogni ARCAT e accessibile alla consultazione . I dati aggiornati saranno trasmessi annualmente all’AICAT e al Coordinamento dei Direttori (1).

RAPPRESENTATIVITA’ DEL FORUM

Il Forum Territoriale dovrebbe essere espressione di un coordinamento territoriale capace di rappresentare la totalità dei programmi locali e che veda il coinvolgimento dell’ARCAT,delle ACAT e di coordinamenti provinciali di esse,nonché dei rappresentanti dei Centri Alcologici Territoriali esistenti e funzionanti o di altre forme di coordinamento nel campo della formazione .

Il Forum Territoriale come tappa dell’evoluzione del Forum nazionale

Il decollo dei Forum Territoriali rappresenta un passo in avanti sulla strada che porta alla trasformazione del Forum nazionale da appuntamento monotematico convocato due / tre volte all’anno a formula di promozione e di organizzazione concertata del processo di Educazione Continua nell’Approccio Ecologico Sociale.

Tale evoluzione necessita di modalità organizzative adeguate che permettano al Forum nazionale di rispondere agli obiettivi e ai compiti per cui è nato .

Al fine di svolgere la funzione di coesione metodologica e di coordinamento operativo ad un programma nazionale di EEC svolto a livello locale dei Forum Territoriali ,nelle sue diverse articolazioni, è necessario prevedere all’interno del Forum un Coordinamento Orizzontale e Funzionale dell’Educazione Ecologica Continua .

I compiti che esso dovrebbe svolgere sono :

 verificare lo sviluppo omogeneo delle attività del programma nazionale ;

 raccogliere informazioni , esigenze e proposte provenienti dai Forum Territoriali;

 coordinare ,raccogliere e trasmettere tutte le azioni relative ai programmi dell’ Educazione al Saper Fare Insieme ;

 trasmettere al Forum nazionale e all’AICAT tutti gli elementi utili ad individuare criticità e ad elaborare proposte e programmi all’interno degli incontri del Forum NAZIONALE (2).

COMPOSIZIONE E MODALITA’ DI LAVORO

Il Coordinamento dovrebbe essere luogo di rappresentanza di realtà quali :

• ogni Forum Regionale ed Interregionale rappresentato da almeno un referente dell’ Educazione Ecologica Continua e un rappresentante delle ARCAT designati dai CATF .

• almeno un rappresentante di area territoriale(Nord,Centro, Sud) designati dal Coordinamento dei Direttori.

• rappresentanti di ogni gruppo di lavoro tematico (GDL) del Forum già attivo (es. : C.d.S.; Aggiornamento di SI e Famiglie; Educazione al Saper Fare Insieme) o di prossima istituzione .


I lavori del coordinamento avverranno sulla base di un Ordine del giorno e di un calendario di appuntamenti stabilito dai suoi membri.

Ogni incontro è facilitato da un coordinatore designato a rotazione all’inizio di ogni incontro ed assistito dalla segreteria del Forum .

La segreteria del Forum provvederà alla sua verbalizzazione nonché alla convocazione dei futuri appuntamenti.

QUESTIONI DA APPROFONDIRE SUL COORDINAMENTO NAZIONALE E .E. C.

• Obiettivi specifici

• Criteri e modalità di lavoro

• Numero dei membri e loro rappresentanza in relazione alle realtà territoriali

• Criteri di individuazione dei membri ( es. docenti, rappresentanti dei Club, rappresentanti Associazioni)

• Durata in carica dei membri

• Organizzazione della rete nazionale di Banche Dati dei Forum Territoriali .

+++++++++++++++++++++

(1) I Servitori Insegnanti che partecipano agli eventi previsti dal programma di Educazione Continua saranno accompagnati nel loro iter educativo da una scheda personale , che avrà le seguenti finalità

 Registrazione della partecipazione agli eventi teorici ed esperienziali previsti dal programma ;

 Trascrizione delle relazioni relative alla partecipazione negli eventi formativi in cui ciò è previsto.

 Tale scheda rappresenta lo strumento trasparente di certificazione del curriculum formativo di ogni S.I., che figurerà nei suoi vari aggiornamenti in una Banca Dati dell’Educazione Continua.

 La scheda curriculare sarà rilasciata al SI dalla segreteria organizzativa di ogni Forum territoriale all’atto della sua iscrizione al primo dei corsi monotematici .

 Sarà cura del S.I. corsista registrare sulla scheda i corsi frequentati, opportunamente certificati dai responsabili dei corsi stessi, costruendo così via via il suo curricuulum individuale.

(2) Esso rappresenta la sede condivisa di analisi e di elaborazione di iniziative e programmi che dovranno essere approvati dall’AICAT.

sabato 25 febbraio 2012



Non a caso questa rassegna è particolarmente ricca di note.

Buona lettura.



SALUTE.GOV.IT

Relazione annuale al Parlamento su alcol e problemi alcol correlati

Testo completo: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1686_allegato.pdf

Diminuisce la mortalità legata alla patologie connesse all'uso di alcol, ma tra i giovani il consumo resta ancora alto. Ciò che preoccupa è la pratica che si diffonde sempre di più tra i giovani di consumare bevande alcoliche in grande quantità in breve tempo fuori pasto. E la percentuale di ragazze tra 14 e 17 anni consumatrici di alcol, che è raddoppiata negli ultimi 15 anni. E' l'analisi del Ministero della Salute che ha pubblicato nell'ottava Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in attuazione della legge-quadro 125/2001 in materia di alcol e problemi correlati al consumo di alcol. Il documento, trasmesso dal Ministro, prof. Renato Balduzzi, ai Presidenti di Camera e Senato, presenta un quadro aggiornato sui consumi alcolici e sui comportamenti a rischio, gli interventi di contrasto attivati dal Ministero, i dati del monitoraggio dei servizi territoriali e delle iniziative delle Regioni su accesso ai trattamenti, prevenzione, informazione, aggiornamento professionale, promozione della ricerca e del volontariato.

I dati confermano il passaggio dal tradizionale modello di consumo mediterraneo, con consumi quotidiani e moderati, incentrati prevalentemente sul vino, a un modello più articolato, che risente sempre più dell'influsso culturale nordeuropeo. (*) Cresce ancora il fenomeno del binge drinking, cioè la pratica di consumare diverse bevande alcoliche in quantità in un breve arco di tempo: nel 2010 ha riguardato il 13,4% degli uomini e il 3,5% delle donne. Nella fascia tra i 18 e i 24 anni la percentuale di donne che pratica il binge drinking sale al 9,7 %.

I consumatori fuori pasto sono notevolmente aumentati nel corso dell'ultimo decennio: dal 33,7 % al 41,9% i consumatori tra i 18 e 24 anni; dal 14,5 al 16,9 quelli tra 14 e 17 anni. E' tra le ragazze di 14-17 anni che la quota delle consumatrici fuori pasto raddoppia negli ultimi 15 anni, passando dal 6 % del 1995 al 14,6% del 2010.

Se si analizzano solo gli ultimi due anni si trovano dati relativamente stabili. Anzi tra il 2009 e il 2010 si registra una lieve diminuzione tra i giovani fino a 25 anni (dal 34,3% al 34,1%) e tra le donne (dal 15,7% al 14,6%).

Diminuisce il dato della mortalità correlata all'uso di alcol (-12% dal 2007 al 2008) ed è in lieve calo la percentuale degli utenti in trattamento (-1,8% dal 2008 al 2009) e in particolare scende il numero dei nuovi utenti al di sotto dei 20 anni.

Nella presentazione della Relazione, il Ministro Balduzzi sottolinea che "le politiche di contrasto nazionali e regionali stanno ottenendo qualche riscontro: è necessario continuare a consolidare i dati positivi e contenere i problemi più rilevanti, rafforzando in particolare gli interventi di prevenzione e un attento monitoraggio che guidi verso l'adozione delle politiche più adeguate". Questo vale, continua il Ministro, soprattutto nei confronti dei più giovani: "Dobbiamo aiutare i giovani a fronteggiare le pressioni sociali al bere in contesti significativi come la scuola, i luoghi del divertimento, della socializzazione e dello sport, e realizzare interventi di intercettazione precoce del consumo giovanile a rischio, accompagnandoli con appropriati interventi di sostegno e motivazione al cambiamento, secondo la strategia già sperimentata a livello internazionale ed europeo e sarà recepita nel nuovo Piano Sanitario Nazionale".

Il Ministro Balduzzi spiega che "preoccupano i dati della diffusione soprattutto a livello giovanile, che richiedono attenzione e impegno maggiore circa l'educazione al bere sano e moderato da parte di tutti" (**): "Per questo motivo - dichiara il Ministro Balduzzi - ho intenzione, insieme al Ministro dell'Istruzione Francesco Profumo e al Ministro Andrea Riccardi, che ha la delega per le politiche giovanile, di approfondire il ruolo delle agenzie educative e della scuola nel contrasto del consumo smodato di alcol".

(*) Nota: è molto interessante notare come a questo “passaggio dal tradizionale modello di consumo mediterraneo, con consumi quotidiani e moderati, incentrati prevalentemente sul vino, a un modello più articolato, che risente sempre più dell'influsso culturale nordeuropeo” corrisponda nel nostro paese una significativa diminuzione della mortalità alcolcorrelata.

A dimostrazione del fatto che questi “consumi quotidiani e moderati di vino”, che molti rimpiangono come una buona cultura, provocassero complessivamente più danni e più morti rispetto a quanti ce ne siano oggi:

come già denunciato in sede OMS, il maggior numero di problemi alcolcorrelati insorge in conseguenza di un bere comunemente considerato moderato.

Per diminuire i problemi alcol correlati la strada maestra resta quella della riduzione dei consumi pro capite, a partire dal vino, non certo l’educare “al bere sano e moderato da parte di tutti” di cui parla il ministro Balduzzi.

L’abbandono della nostra cultura del vino è una eccellente notizia, a mio parere non sufficientemente evidenziata da questa relazione del Ministro della Salute.

(**) Nota: l’educazione al bere sano è educazione al bere acqua.

Omicidio stradale: consegnate 500.000 firme



OMICIDIO STRADALE

ASAPS

Roma - Incontro dell'associazione Lorenzo Guarnieri con l'onorevole Mario Valducci presidente della Commissione Trasporti della Camera. Consegnate le 50.000 firme

Lunedì 20 febbraio alle ore 15 presso gli uffici della Camera abbiamo consegnato le 50.000 firme a favore della proposta di legge sull'omicidio stradale all'Onorevole Mario Valducci, presidente della Commissione Trasporti della Camera. Le firme sono state raccolte in tutt'Italia, grazie al supporto di piu' di 60 associazioni e di tanti cittadini. Con questo gesto abbiamo voluto fornire il nostro appoggio alla proposta di legge 4662 presentata dall'On. Valducci, che ha raccolto le indicazioni della proposta di legge di iniziativa popolare portata avanti dalla nostra Associazione insieme ad Asaps, Associazione Gabriele Borgogni e Comune di Firenze.

Per la prima volta una proposta di questo tipo è calendarizzata in discussione in una commissione e questo ci da' la forza per continuare a lottare per questa battaglia di civiltà.

Ovviamente c'è ancora tanta strada da fare per trasformarla da proposta in legge. l'incontro con Valducci è stato anche utile per stabilire quali sono i prossimi passi e per coordinare le iniziative a supporto di un percorso che diventa comune.

Giovedì prossimo il Ministro Passera andrà in audizione presso la Commissione Trasporti e questo sarà un momento importante per capire la volontà del nuovo governo su un tema così urgente (in ballo c'è la vita).

Nel frattempo, considerando che qualche obiezione da un punto di vista strettamente giuridico alla legge era stata fatta, abbiamo raccolto il parere di un giurista di primo livello come Carlo Federico Grosso (famoso docente di Diritto Penale a Torino e ex vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura). Il Professor Grosso ha ribadito non solo la fattibilità ma anche la necessità di istituire un reato autonomo di Omicidio stradale che identifichi chiaramente il reato, inasprisca le pene e indichi sanzioni accessorie importanti (ergastolo della patente).

Rispetto ad un anno fa quando la proposta fu lanciata, tanti passi in avanti . Noi non molliamo ma abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti per far sentire questo un problema prioritario. 4500 morti, spesso giovani, e chissà quanti feriti gravi non possono essere considerati un tributo inevitabile da pagare! Dobbiamo passare da proposta a legge per contribuire a fermare il massacro. Chi guida in modo irresponsabile e uccide deve essere giustamente punito e fermato.

Stefano Guarnieri

vice-presidente associazione Lorenzo Guarnieri

ASAPS

Giustizia per le vittime della strada

I familiari delle tante persone morte sulla strada chiedono con un manifesto sul Corriere della Sera maggiore attenzione giuste pene

Lunedì, 20 Febbraio 2012

(ASAPS) E’ un altro grido forte, lacerante, quello pubblicato sul Corriere della Sera di domenica 19 febbraio, delle tante persone che hanno visto la loro serena quotidianità incrinata e violentata dalla morte di un caro per incidente stradale.

I genitori e i parenti che sono stati svegliati da una telefonata rimasta impressa a caratteri indelebili nella mente, come magari l’immagine del volto triste di un poliziotto in divisa che suona alla porta ed inizia a parlare con voce incerta e sgomenta, hanno lanciato all’opinione pubblica una richiesta, semplice, doverosa: GIUSTIZIA.

Pure loro vittime della strada, perché chi sopravvive cessa di vivere e comincia a “sopravvivere” alla persona che li ha lasciati, oltre a lanciare l’allarme per una maggiore attenzione nei confronti di un problema ancora irrisolto o parzialmente considerato (più di 4.000 vittime all’anno, 300.000 feriti e 20.000 disabili gravi), chiedono, allo Stato la certezza di una pena giusta per chi ha lasciato la vita sull’asfalto per l’irresponsabilità di chi vive la strada con la leggerezza di chi pensa solo a se stesso e al proprio benessere, senza considerare minimamente la possibilità di interagire con altre persone in maniera devastante.

Le morti dei fine settimana dove scorrono fiumi di alcool, le scorribande senza regole dettate dalla fretta del vivere, la guida forsennata come a voler conquistare un podio, spiegano la rabbia di queste persone che non si rassegnano, se rassegnazione può esserci alla morte di un figlio o un congiunto, e chiedono che almeno sia fatta giustizia.

E non è vendetta, non è la rancorosa ricerca di uno sfogo al dolore, è semplicemente, ancora una volta, solo “giustizia” per chi non c’è più e per chi è rimasto a limare il tempo nel ricordo e nel dolore.

E giustizia dovrebbe essere rappresentata, secondo chi lancia l’appello che anche noi dell’ASAPS appoggiamo con forza, dall’introduzione del reato di omicidio stradale che, oltre a coinvolgere penalmente chi si rende responsabile di questi devastanti atti di violenza, rappresenterebbe anche un sicuro deterrente per chi affronta con leggerezza la propria vita sulla strada.

“I nostri congiunti sono stati ammazzati mentre stavano semplicemente vivendo” recita il comunicato dei familiari che hanno promosso l’iniziativa e a cornice delle giuste richieste per una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, 50 fotografie di ragazze e ragazzi, coppie e signori con i capelli bianchi, tutti sorridenti.

Le persone a cui l’imperizia e l’imprudenza di qualcuno ha tolto il futuro, sorridevano alla vita perché dall’altra parte dell’obiettivo c’era un amico, un fratello, una moglie, un marito, un fidanzato o una fidanzata che ora non riescono a darsi pace e chiedono che almeno il ricordo di questi volti sia legato alla considerazione che qualcosa è stato fatto perché non accada ad altri.

Speriamo, anzi vogliamo, che l’appello dei parenti delle vittime di incidenti stradali non rimanga inascoltato, chiediamo anche noi un interesse maggiore da parte delle istituzioni preposte affinché ci sia giustizia per queste assurde morti che ogni giorno vanno ad aggiungere la foto di un bel volto sorridente ad un album che vorremmo dover mai più sfogliare. Se avete dubbi guardatele quelle fotografie! (ASAPS)



http://www.acatversilia.org/2012/02/13/rassegna-del-13-02-2012/


sabato 18 febbraio 2012

Esposto al Procuratore della Repubblica di Alba

Un esposto utile e necessario per far conoscere e per combattere gli abusi di amministratori che violano la legge e il buon senso.

Alcol: il nemico delle donne.


La pubblicità ci invita continuamente a bere alcolici  in modo accattivante e in contesti di festa, ma non ci mostra mai cosa succede dopo il primo bicchiere ... e se vi interessa l'argomento potete verificare i disastri causati dalle persone in stato di ebbrezza o ubriache attraverso la "Rassegna stampa sull'alcol" curata da Roberto Argenta, Alessandro Sbarbada e Guido Dallagiacoma cliccando sul link alla vostra sinistra!


CONTROCAMPUS.IT


Alcol: il nemico delle donne

16 febbraio 2012

Le donne sono biologicamente più vulnerabili degli uomini ai danni provocati dall’alcol.

E’ quanto compare nello studio “Women, alcohol and the environment: an update and perspectives in neuroscience”, realizzato da Rosanna Mancinelli dell’Istituto Superiore della Sanità e presentato sulla rivista Functional Neurobiology.

Nella pubblicazione, viene messo in luce che:

“..nelle donne l’abuso di alcol ha un effetto più pesante sulla salute,.. ..l’intossicazione acuta si raggiunge con quantità più basse di alcol,.. le patologie hanno un decorso più rapido verso forme più gravi, e .. il tasso di mortalità per problemi alcol-correlati risulta significativamente più alto nella donna che nell’uomo”

Quello che rimane da capire, e sui quali la ricerca ha trovato essere, sono gli elementi che caratterizzano la debolezza fisiologica femminile, nei confronti delle bevande alcoliche. Ecco cosa emerge nel paper.

Gli effetti nocivi della molecola, sono direttamente correlati alla sua concentrazione ematica, definita BAC (blood alchohol concetration) . I livelli di BAC dipendono, sia dalla quantità di alcol ingerita, sia dai conseguenti meccanismi di assorbimento, distribuzione, metabolismo ed eliminazione.

L’assorbimento avviene in piccola parte già nello stomaco e poi in larga misura nell’intestino. In seguito, la molecola si distribuisce in tutta l’acqua corporea. Il metabolismo ha luogo inizialmente a livello gastrico, ad opera dell’enzima, deputato all’ossidazione dell’etanolo, alcol deidrogenasi (ADH). E’ nel fegato, però, che avviene la maggior parte della conversione della molecola nei suoi metaboliti, alcuni dei quali fortemente epatotossici.

L’evidenza sperimentale mostra che assumendo la stessa quantità di alcol in eguali condizioni, la donna raggiunge un BAC più elevato, rispetto al genere maschile.

Oltre alla struttura fisica, il differente assetto ormonale e il peculiare corredo enzimatico, rendono meno efficace il metabolismo dell’etanolo, favorendo l’aumento della sostanza, nei livelli ematici femminili. In che modo? Analizziamo nel dettaglio i tre aspetti.

La presenza di un minor quantitativo di acqua e una maggiore massa adiposa, fanno si, che a parità di bevande alcoliche consumate, il corpo della donna sia meno efficiente nello smaltimento della sostanza e presenti quindi un tasso alcolemico più elevato. Questo effetto è dovuto alla presenza di un volume minore di distribuzione dell’etanolo.

L’ attività enzimatica gastrica dell’ ADH femminile è più bassa, e ciò contribuisce ulteriormente ad un aumento dei livelli di alcolemia. La dotazione dell’ enzima alcol deidrogenasi, oltre ad essere quasi la metà rispetto all’uomo, nel “gentil sesso” diminuisce con l’avanzare dell’età. Questa carenza promuove, inoltre, il transito diretto della sostanza al fegato, aumentando le probabilità di danni epatici.

La blood alchohol concetration è influenzata anche dai cambiamenti ormonali che la donna attraversa durante le varie fasi del ciclo mestruale. Si ipotizza che le fluttuazioni dei livelli di estrogeni e progesterone possano influenzare l’attività dell’ADH, rendendo la donna più suscettibile agli effetti dell’alcol in differenti momenti del ciclo.

Ma quali sono, le conseguenze dannose nella donna, dovute al consumo di alcol? Si è visto che, oltre ad essere caratteristiche del genere, esse sono differenti, in relazione alla fascia di età.

Durante l’adolescenza sono state osservate modificazioni morfologiche cerebrali e alterazioni del ciclo mestruale. I danni sono soprattutto a carico del comportamento, dell’apprendimento e della memoria.

Nel periodo che va dai 25 e i 44 anni, la sostanza può indurre disfunzioni nella sfera ormonale e riproduttiva femminile. Oltre a ciò l’uso di contraccettivi, il cui consumo è consueto per le donne di questa età, stimolando i meccanismi infiammatori, è in grado di rallentare ulteriormente il metabolismo dell’alcol e causare un peggioramento del danno epatico.

Durante la menopausa, i cambiamenti fisici cui la donna è soggetta, aumentano la già presente difficoltà nel metabolizzare le bevande alcoliche. In questo delicato periodo diminuisce infatti la quantità di acqua corporea e aumentano le possibilità di interazione tra farmaci alcol. Ciò è dovuto ad una maggiore probabilità di essere sottoposte a terapie atte proprio a migliorare i disturbi causati dal climaterio stesso.

La differenza di genere, in conclusione, risulta essere un fattore di rischio importante per la donna che assume bevande alcoliche. Raggiungendo concentrazioni ematiche più elevate, anche le sue prestazioni possono diminuire sensibilmente, a causa dell’insorgenza di deficit cognitivi e motori indotti dai livelli di BAC.

Il problema dell’abuso di alcol riguarda sempre più da vicino il mondo giovanile e in particolare le ragazzine. Appare necessario, quindi, promuovere iniziative di informazione, prevenzione e promozione della salute da rivolgere al sesso femminile che risulta essere fisiologicamente più predisposto agli effetti nocivi prodotti dal consumo di bevande alcoliche.

Mariacristina Ciocci

martedì 7 febbraio 2012

Propaganda e comunicazione del bere responsabile e dei rischi alcol-correlati: il ruolo dei mass media




Aumentiamo il nostro spirito critico esaminando i meccanismi della pubblicità!
Nino

ALCOLNEWS

Propaganda e comunicazione del bere responsabile e dei rischi alcol-correlati: il ruolo dei mass media

Fonte: Blog.assistentisociali.org 3 febbraio 2012

Propaganda e comunicazione del bere responsabile e dei rischi alcol-correlati

Quanti condizionamenti subiscono i giovani dai mass media circa il consumo di alcolici?

Fino a qualche anno fa, infatti, si poteva ancora operare una chiara distinzione fra un bere di tipo "bagnato", diffuso presso le tradizioni neolatine e caratterizzato dalla presenza di vino durante i pasti, piuttosto che un modello da "asciutto" di matrice anglosassone, fondato sulla birra e sui liquori. Entrambi i modelli, oggi subiscono gli effetti perversi del processo di globalizzazione mediatica, tramite la contrazione degli investimenti nella propaganda commerciale che ne accentuano i condizionamenti. Innanzitutto l'aumento della frequenza di accesso ai mass media, specialmente internet, tramite la diffusione della tecnologia wireless, netbook, iPad, etc., con tanto di "banner" e di "pop up" invadenti. Ma una nuova serie di minacce insidiano l'ingenuo bevitore che si trova quasi defraudato della propria capacità di giudizio, e non si tratta del solito "lavaggio del cervello", quanto piuttosto di un mutamento delle strategie delle aziende distillatrici.

In primis la pubblicità non è più limitata al singolo spot ma è inquadrata in una campagna di ampio respiro con variazioni rispondenti alle mode stagionali es. lo spot "Aperol Spritz" dove appaiono un gruppo di ragazze con tanto di decappottabile mentre si dirigono verso un rave party sia abbinate ad eventi speciali es. l'Heineken Jamming Festival o al Campari Snow Board Tournament.

Un secondo elemento di discontinuità col passato è rappresentato dalla figura emergente del "drink designer" ovvero un ruolo professionale esclusivamente specializzato nella promozione di bevande alcoliche; le modalità espressive, infatti, si dipanano dalla combinazione creativa di colori, alle immagini e ai falsi messaggi degli spot i quali contenuti variano dall'apparente situazione cinematografica all'ingannevole inoffensività del prodotto (es. alcopops).

Un terzo elemento di novità è costituito dall'intenzione dei produttori di associare il consumo etilico a stili di vita socialmente accettabili, es. la "Nastro azzurro" dove si vuole confondere il consumo di birra con l'assertività e la positività della vita; il che non significa per forza aderire a valori tradizionali, anzi, si tende spesso ad indurre il pubblico ad assumere modelli trasgressivi e discriminatori, si pensi all'ostentazione di piercing e tattoo nello spot "Jagermeister" oppure al corto censurato della "Guinnes" dove il corpo della donna è reificato in maniera inaccettabile.

La violenza rappresentata provoca nello spettatore ingenuo l'assimilazione di modalità aggressive risolutive, socialmente accettabili che diventano un "automatismo comportamentale" (Canavicci M., Piccolo dizionario di criminologia, Roma, Edup, 1999, p. 133).

Oltre a ciò bisogna considerare che la normativa italiana in termini di propaganda è abbastanza permissiva se si considera che ad es. sono previsti solo sporadiche limitazioni di tempo nella programmazione televisiva e localizzati divieti per le affissioni presso gli autogrill sulle autostrade. Cosa può fare il servizio sociale in proposito? Alcune iniziative sono già in corso di realizzazione come ad es. a Livorno il progetto "Non beviamoci la vita" che coinvolge anche gli assistenti sociali del centro di alcologia al fine di organizzare giornate d'informazione per entrare nelle scuole, nelle università e nei centri sociali, di concerto con i club di utenti affinché la propria testimonianza possa servire ai giovani, così come gli adulti, per porli di fronte alla realtà tralasciando, quindi, pericolose finzioni virtuali.

Bibliografia

BARNAO C., (2008) No alcol? No party! Etnografia dei giovani bevitori, in "Etnografia e ricerca qualitativa", 2, pp. 249-275.

BECCARIA F., COSTAMAGNA F., (2008) Pubblicità regresso. L'impatto della pubblicità di bevande alcoliche sui giovani, "Educazione sanitaria e promozione della salute", 2, pp. 90-106.

FERRONI F. (2010) Non beviamoci la vita! Campagna di prevenzione e indagine sul consumo di alcol tra gli adolescenti, Forum italiano per la sicurezza urbana, Livorno.

(http://www.comune.livorno.it/_livo/uploads/PROGETTO%20NON%20BEVIAMOCI%20LA%20VITA%20%20e%20DCD.pdf)

GORDON R. (2011) Alcohol Marketing and Youth Drinking: a rejoinder to the alcohol industry, "Alcohol and Alcoholism", 4, pp. 369-370.

Il Trentino. Corriere delle Alpi", Alcol e giovani: si, alle regole ma non siamo assistenti sociali, 02 luglio 2008.

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

Alcol e adolescenti: come scongiurare una pericolosa dipendenza



Tutti i genitori hanno bisogno della giusta informazione per non farsi abbindolare dai figli!!!
Nino
 
Alcol e adolescenti: come scongiurare una pericolosa dipendenza
Fonte: Alessandragraziottin.it

Alcol e adolescenti: come scongiurare una pericolosa dipendenzaProf.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


"Gentile Professoressa, ho una figlia di 16 anni che è stata sinora la classica "brava ragazza": studiosa, sportiva, senza grilli per la testa. Ultimamente, però, ha iniziato a uscire di sera con gli amici, e in un paio di circostanze è tornata a casa in condizioni poco lucide: io e mia moglie le abbiamo chiesto che cosa fosse capitato, lei ha minimizzato, ma secondo noi aveva bevuto, e non poco. Sul momento ci siamo limitati a qualche raccomandazione generica, ma ora siamo preoccupati che le possa succedere qualcosa di grave. Nello stesso tempo non abbiamo le idee molto chiare sui rischi reali dell'alcol per una ragazzina così giovane e quindi sul messaggio da passare, senza cedimenti ma anche senza inutili allarmismi... Lei ci potrebbe dare qualche consiglio?".
Stefano R.


Gentile signor Stefano, torno volentieri su questo tema perché il consumo di alcol fra i giovani sta diventando una vera e propria emergenza sociale. E' importante che i genitori sappiano intervenire con tempestività quando scorgono i primi segnali di abuso, ed evitare che un comportamento ancora saltuario origini poco per volta una dipendenza difficile da sradicare. Un intervento che, per essere davvero efficace, richiede una conoscenza corretta degli effetti dell'alcol e la capacità di impostare un dialogo affettuoso, ma anche fermo e autorevole.
Sempre partendo dal presupposto che certi episodi devono restare un evento del tutto eccezionale, e non il primo passo verso le bevute compulsive delle feste o del sabato sera, note anche come "binge drinking" e purtroppo sempre più diffuse. Senza contare che, in quanto donna, vostra figlia è ancora più vulnerabile all'alcol dei suoi amici maschi.

Quali sono gli effetti principali dell'alcol sulla salute?In primo luogo, l'alcol è pericoloso per il cervello, sul quale ha una tossicità elevatissima, perché danneggia le cellule nervose e la loro capacità di creare connessioni, con conseguenze sulle funzioni cognitive, emotive e affettive particolarmente evidenti proprio nell'adolescenza. Inoltre è tossico per il fegato, che lo metabolizza, nonché per le ossa e il metabolismo generale. Nell'uso cronico aumenta
anche il rischio di tumori, specialmente della mammella.

Per quale motivo è dannoso per il cervello?Per quattro cause fondamentali. Innanzitutto perché il cervello dell'adolescente ha una specifica vulnerabilità ai fattori tossici esogeni, ossia ambientali, di qualsiasi tipo. Poi perché la crescita della corteccia cerebrale e il rimodellamento delle connessioni neuronali sono particolarmente intensi proprio in questa età: se, per effetto del bere, il numero di cellule nervose viene ridotto, e si impoveriscono le loro connessioni, peggiora la qualità di tutte le funzioni cerebrali che sono indispensabili per esprimere al meglio i propri talenti intellettuali ed emotivi. Nello specifico, per l'adolescente un buon indicatore di benessere del cervello - in senso biologico e psichico - è
l'andare bene a scuola (l'alcol lede soprattutto la memoria e la capacità di apprendimento). Inoltre, gli specifici circuiti neuronali che si creano durante l'adolescenza tendono a stabilizzarsi e mantenersi negli anni successivi: bere molto (o drogarsi) a questa età è quindi un fattore biologico predittivo di elevato rischio di sviluppare dipendenze da alcol e/o droghe anche da adulti. Infine, l'abuso di alcolici può frenare la maturazione del lobo frontale, che modula i nostri comportamenti mettendo a freno l'impulsività: il risultato a lungo termine può essere un adulto incapace di mediare i propri impulsi, la propria aggressività e distruttività.

Per le ragazze quali sono i pericoli specifici?Oltre al maggior rischio di tumori, cui abbiamo già accennato, va ricordato che le donne sono più vulnerabili all'effetto dell'alcol perché:
- a parità di dose, le donne raggiungono tassi plasmatici di alcol più elevati perché hanno un minore volume di distribuzione nel plasma e nei tessuti, e maggiore quantità di grasso corporeo;
- l'enzima che degrada l'alcol è meno attivo nelle donne, per cui l'alcol resta in circolo per più tempo;
- gli ormoni tipicamente femminili - estrogeni e progesterone - amplificano l'azione dell'alcol.
E se nostra figlia obiettasse che beve poco, e comunque mai superalcolici?
La risposta è che non esiste una dose minima sicura; e che vino e aperitivi non sono meno pericolosi dei superalcolici, perché ciò che conta è la quantità di alcol globale ingerita, non quello che si beve. Inoltre, l'abitudine all'alcol crea non solo dipendenza, ma anche
assuefazione a quantità sempre maggiori: illudersi di "reggerlo bene" fa quindi ulteriormente sottostimare le potenziali conseguenze a breve e lungo termine.

Lei prima ha accennato al "binge drinking": che cos'è esattamente?Questa espressione indica una bevuta superiore a cinque bicchieri di vino, che può arrivare a dieci o più, e/o a bottiglie di vino o birra
intere, bevute a canna, in un comportamento compulsivo e autodistruttivo. Questo modo di bere, tipico del sabato sera, si associa poi ad altri comportamenti pericolosi: correre in moto o in auto a velocità eccessiva e con ridotta lucidità; far uso di droga e fumo; avere rapporti sessuali compulsivi e non protetti (il che espone al rischio di concepimenti indesiderati e malattie sessualmente trasmesse); andar male a scuola e abbandonarla, restando progressivamente emarginati. Attenzione: l'anticamera del binge drinking sono spesso le "happy hour", quegli aperitivi interminabili che portano molti adolescenti (e molti adulti!) a essere ubriachi già prima di andare a cena o in discoteca.

Come possiamo capire, in futuro, se nostra figlia torna di nuovo a casa in condizioni alterate? Adesso che siamo sull'avviso, farà di tutto per non farsi scoprire...Il modo più semplice e immediato, come ho più volte sottolineato sulle pagine di questo sito, è controllarne le condizioni mentali e fisiche al momento del rientro. I segni di uno stato mentale alterato dall'alcol, anche senza arrivare alla vera e propria ubriachezza, sono numerosi: la voce e il parlare impastati; la scarsa coordinazione motoria; la sonnolenza torpida o, al contrario, un'allegria sopra le righe; il tremore diffuso; la nausea e il vomito.
A lungo termine, invece, gli adolescenti cronicamente esposti all'alcol manifestano depressione, alterazioni improvvise dell'umore,
impulsività alternata a letargia, aumento di peso, svogliatezza, scarsa attenzione e un profitto scolastico in netto peggioramento: come abbiamo visto, infatti, l'alcol disturba la concentrazione e danneggia la memoria. Purtroppo, anche l'aumentata vulnerabilità agli incidenti stradali o domestici è un segnale da prendere in seria considerazione.
Nel dubbio, e senz'altro in caso di episodi che si ripetono, un etilometro per uso domestico dà immediatamente una misura obiettiva e indiscutibile. Se la ragazza obietta a questo tipo di verifica, la risposta è semplice: "Tesoro, se hai la febbre, uso il termometro per misurartela, giusto? Qui è lo stesso: uso l'etilometro per misurarti l'alcol. Entrambi, febbre alta ed elevati tassi di alcol, possono essere pericolosissimi per la sua salute. Misurarti la febbre, o l'alcol, è quindi un segno della nostra attenzione e del nostro amore per te".

E in positivo, su quali fattori potremmo fare leva per interessarla ad altro?Visto che vostra figlia è sempre stata sportiva, incoraggiatela a proseguire su questa strada, magari iniziando a praticare una nuova disciplina che, appassionandola, la possa sottrarre alla routine della discoteca: il movimento fisico, infatti, permette di scaricare in modo ottimale le emozioni negative e di orientare correttamente le energie così esuberanti di quell'età. Un'altra possibilità, visto che va bene a scuola, potrebbe essere quella di iniziare a studiare una nuova lingua straniera, o - se è portata per la musica - uno strumento musicale. Un cervello stimolato e allenato è infatti la miglior difesa contro gli atteggiamenti passivi o autodistruttivi. Molti affettuosi auguri a lei e a voi!

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)