venerdì 25 novembre 2011
La violenza sulle donne.
Se si approvasse una legge che determina come reato il rapporto sessuale con una donna in stato confusionale perchè sotto l'azione dell'alcol o droga quanti maschi andrebbero in galera?
La vicenda delle due ragazze di Vicenza ci indica come le tentazioni dello sballo siano sempre in agguato quando una pubblicità martellante invita alla festa attraverso la disinibizione data dall'alcol ... ma cosa può succedere dopo?
Le studentesse vittime della violenza a Padova: «Volevamo morire di vergogna»
L'INCHIESTA. Parlano le studentesse dopo l'arresto a Padova del tunisino Tahar Tabarit che ha violentato una delle due. «Bevuto alcol e sniffata cocaina, la situazione ci è sfuggita di mano. Abbiamo inviato un sms a un amico e siamo state salvate»
25/11/2011
Vicenza. «Volevamo morire per la vergogna, non sopportavamo di avere fatto una cosa così assurda, conclusa in maniera tanto drammatica». Sono angosciate mentre parlano le due studentesse liceali di terza e quarta, dal buon profitto scolastico, con solide famiglie alle spalle e nessun precedente per droga o comportamenti devianti, che decidono di complicarsi maledettamente l'esistenza. Il loro profilo è quello di adolescenti di 16 e 17 anni che una mattina di novembre decidono di dare una svolta negativa alla loro crescita. In sequenza stabiliscono di marinare la scuola che frequentano in città; di fermarsi in due bar del centro a bere alcolici per allentare le proprie inibizioni; di recarsi a Padova ai "giardini dell'Arena" per acquistare due dosi di cocaina per provare lo sballo. Lo fanno senza mettere in conto che lo spacciatore di turno, nordafricano, avrebbe capito subito che di fronte aveva due ragazzine sprovvedute. E perciò non ha esitato - tesi della procura patavina in base alla testimonianza delle presunte vittime - dapprima ad insidiarle, poi a violentarne una, dopo che la cocaina aveva fatto effetto.
L'arrestato Tahar Tabari, tunisino di 29 anni, dal carcere si difende dicendo che le studentesse erano consenzienti. Una tesi che le presunte vittime smentiscono. «Non appena lo abbiamo incontrato ai giardini e ci ha offerto la droga - raccontano - ha cercato di baciarci e ci ha palpeggiate, toccandoci sopra i vestiti in maniera morbosa». In questo frangente, con protervia, avrebbe costretto una delle due a un rapporto dopo averle accompagnate in una zona appartata del parco. «Lo straniero aveva capito che poteva spingersi oltre - spiega quella che non è stata stuprata - ed ha abusato in maniera tragica. Il tunisino anche con me ha tentato di avere un rapporto, ma ho alzato la voce e l'ho scacciato».
Quando le due ragazze si sono rese conto che la ricerca di emozioni aveva avuto un prezzo drammatico, in lacrime ed esauste, provando vergogna, come naufraghe hanno deciso di trascorrere la serata a Padova e di volersi suicidare, tagliandosi le vene. Intanto, i genitori le cercavano sui telefonini e non avendo risposta si preoccupavano, col trascorrere delle ore. «Volevamo farla finita», aggiungono. Una delle due, però, colta da resipiscenza ha inviato un "sms" a un amico, il quale leggendo la disperazione ha subito informato la famiglia, che ha allertato i carabinieri.
I militari non hanno perso tempo e tramite le cellule attivate dai telefonini delle studentesse le hanno rintracciate, quando si erano già tagliate le vene ed erano in condizioni psicologiche pietose, ma non era ancora per fortuna successo l'irreparabile. I tagli per fortuna non erano profondi, anche se qualora non fossero intervenuti i carabinieri le due adolescenti avrebbero corso seri rischi.
Adesso il sostituto procuratore Renza Cescon, titolare dell'inchiesta, ha ordinato una serie di esami tecnici prima di chiedere il rinvio a giudizio dell'immigrato, che è assistito dall'avvocato Laura Salmaso. Ha incaricato la prof. Luciana Caenazzo di eseguire gli esami sui reperti biologici per accertare che corrispondano all'indagato. Intanto, le due ragazze assistite dagli avvocati Andrea Biasia, Enrico Pucci e Daniele Accebbi si costituiranno parte civile perché vogliono la punizione di colui che indicano come il responsabile della violenza sessuale. «Quando siamo entrate nel parco - spiegano le studentesse, una residente nel Thienese e l'altra nella Riviera Berica - lo straniero si è avvicinato e ci ha chiesto che cosa volessimo. Ci faceva segno di sederci su una panchina. Gli abbiamo risposto che volevamo della droga pesante. Ormai avevamo deciso di andare fino in fondo con la trasgressione».Le due vicentine, però, non avevano messo in conto che la situazione avrebbe potuto degenerare. Com'è successo. «Il nostro molestatore rendendosi conto del terrore che si era impadronito di noi - concludono -, ha portato alle estreme conseguenze la violenza, perché non eravamo più capaci di reagire. Era pieno di immigrati in quel parco e temevamo di fare una brutta fine».
Ivano Tolettini
mercoledì 16 novembre 2011
Dati ISTAT Incidenti stradali 2010
Vi riporto l'articololo del Presidente Asaps, Giordano Biserni, chiedendomi come ogni anno sia possibile dover aspettare al 10 di Novembre per avere i dati dell'incidentalità dell'anno precedente, quando nell'era informatica dovrebbero essere pronti già nel primo trimestre dell'anno: cosa c'è che non funziona? cosa è possibile migliorare? perchè mancano i dati rilevanti degli incidenti causati da alcol e droga per il secondo anno consecutivo? è solo una questione di modulistica non adeguata o sotto c'è qualcosa di altro?
Come si fa a pensar bene ? ...
Dati ISTAT Incidenti stradali 2010
-1,9% i sinistri, -3,5% i morti, -1,5% i feriti
Si contano ancora 579 incidenti con 11 morti e 829 feriti ogni giorno.
Numeri positivi, ma meno esaltanti rispetto al 2009.
-1,9% i sinistri, -3,5% i morti, -1,5% i feriti
Si contano ancora 579 incidenti con 11 morti e 829 feriti ogni giorno.
Numeri positivi, ma meno esaltanti rispetto al 2009.
Sorprende la non
rilevazione anche nel 2010 del ruolo di alcol e droga
Foto Blaco - archivio AsapsOnestamente dai dati definitivi degli incidenti stradali del 2010, resi
noti dall’ISTAT, ci aspettavamo risultati migliori, sulla scia di quelli
esaltanti del 2009 quando il calo dei morti sulle strade segnò la doppia cifra
-10,1%.
Il totale di 211.404 incidenti fa segnare un modesto -1,9%, i morti sono stati 4.090, con una diminuzione del 3,5%, rispetto alle 4.237 vittime del 2009, i feriti, 302.735 in totale, sono calati appena dell’1,5%. Si contano ancora 579 incidenti con 11 morti e 829 feriti ogni giorno.
Nel quadro d’insieme rimangono preoccupanti i dati dei pedoni con 614 vittime, in calo del 7,9%, ma aumentano i feriti del 5,1%, per un totale di 21.367 ingressi al pronto soccorso.
Continua ad essere sempre una spina nel fianco la sinistrosità delle due ruote con 1.146 lenzuoli bianchi stesi sulle strade (943 motociclisti e 203 ciclomotoristi), a cui si aggiungono 73.966 feriti (52.026 motociclisti e 21.940 ciclomotoristi).
Il calo degli incidenti nel decennio 2001-2010 si ferma al 42,4% e non raggiunge l’auspicato obiettivo -50%, indicato dall’UE, collocandoci al 14° gradino, lontano dal podio raggiunto invece da Francia, Spagna e Lussemburgo, più le new entry delle tre repubbliche baltiche.
Rimane sempre al primo posto il numero di incidenti nelle strade urbane, anche se i sinistri calano del 2,2%, i morti del 7% e feriti del 2,1%.
Sulle statali, provinciali e comunali extraurbane il calo della sinistrosità si ferma a un modesto 0,5%, i morti -2% e i feriti crescono dello 0,2%.
Sorprende l’incremento del 7,4% della mortalità in autostrada, con 376 impatti fatali rispetto ai 350 del 2009 e dei feriti dello 0,6%, anche se gli incidenti calano dell’1%. Si dovrebbe capire se l’incremento riguarda in modo particolare i tratti non coperti da tutor.
L’analisi dei puntuali dati ISTAT-ACI soffre anche nel 2010 della mancanza di un elemento base: i dati della sinistrosità connessa all’abuso di alcol e droga alla guida.
Una situazione che si ripete per il secondo anno e che lascia molto perplessi in quanto proprio negli ultimo anni si sono attivate serie politiche di contrasto con nuove norme e l’incremento dei controlli con etilometri e narcotest. E’ quindi paradossale che non si possano verificare i risultati concreti e diretti.
Il fatto che la metodologia di raccolta dei dati non garantisce una valutazione reale del fenomeno, deve indurre ad una pronta correzione del sistema. L’ombra lunga dell’alcol e della droga esiste eccome. Lo certificano le percentuali di incidenti alcol-narco correlati rilevati negli osservatori dell’Asaps sulla pirateria stradale e sul contromano che danno positività nel 22 - 25% degli episodi.
Siamo convinti che per raggiungere con maggior profitto il secondo obiettivo UE, - 50% incidenti e vittime dal 2010 al 2020, sarà indispensabile un incremento di controlli degli agenti sulle strade, recuperando la presenza fisica delle divise.
Il potenziale dell’elettronica: autovelox, telelaser, T-red ecc., strumenti già largamente utilizzati ci sembra abbia raggiunto il limite di resa ai fini della sicurezza (per la cassa il discorso è però diverso). Ora serve anche una maggior utilizzazione del fattore umano, più puntuale nel contrasto alle violazioni che l’elettronica non sa e non può vedere: cinture, telefonini alla guida, alcol, tempi di guida, sovraccarichi.
L’altro intervento inderogabile è quello della messa in sicurezza delle strade, dai guard rail all’asfalto e del miglioramento della segnaletica orizzontale verticale.
Per raggiungere l’obiettivo è però indispensabile anche l’applicazione di sanzioni certe per chi uccide mentre guida ubriaco o drogato. Per questo dobbiamo insistere per l’approvazione della nuova figura di Omicidio stradale.
E ora buttiamoci al lavoro per salire sul podio dei migliori entro il 2020.
Il totale di 211.404 incidenti fa segnare un modesto -1,9%, i morti sono stati 4.090, con una diminuzione del 3,5%, rispetto alle 4.237 vittime del 2009, i feriti, 302.735 in totale, sono calati appena dell’1,5%. Si contano ancora 579 incidenti con 11 morti e 829 feriti ogni giorno.
Nel quadro d’insieme rimangono preoccupanti i dati dei pedoni con 614 vittime, in calo del 7,9%, ma aumentano i feriti del 5,1%, per un totale di 21.367 ingressi al pronto soccorso.
Continua ad essere sempre una spina nel fianco la sinistrosità delle due ruote con 1.146 lenzuoli bianchi stesi sulle strade (943 motociclisti e 203 ciclomotoristi), a cui si aggiungono 73.966 feriti (52.026 motociclisti e 21.940 ciclomotoristi).
Il calo degli incidenti nel decennio 2001-2010 si ferma al 42,4% e non raggiunge l’auspicato obiettivo -50%, indicato dall’UE, collocandoci al 14° gradino, lontano dal podio raggiunto invece da Francia, Spagna e Lussemburgo, più le new entry delle tre repubbliche baltiche.
Rimane sempre al primo posto il numero di incidenti nelle strade urbane, anche se i sinistri calano del 2,2%, i morti del 7% e feriti del 2,1%.
Sulle statali, provinciali e comunali extraurbane il calo della sinistrosità si ferma a un modesto 0,5%, i morti -2% e i feriti crescono dello 0,2%.
Sorprende l’incremento del 7,4% della mortalità in autostrada, con 376 impatti fatali rispetto ai 350 del 2009 e dei feriti dello 0,6%, anche se gli incidenti calano dell’1%. Si dovrebbe capire se l’incremento riguarda in modo particolare i tratti non coperti da tutor.
L’analisi dei puntuali dati ISTAT-ACI soffre anche nel 2010 della mancanza di un elemento base: i dati della sinistrosità connessa all’abuso di alcol e droga alla guida.
Una situazione che si ripete per il secondo anno e che lascia molto perplessi in quanto proprio negli ultimo anni si sono attivate serie politiche di contrasto con nuove norme e l’incremento dei controlli con etilometri e narcotest. E’ quindi paradossale che non si possano verificare i risultati concreti e diretti.
Il fatto che la metodologia di raccolta dei dati non garantisce una valutazione reale del fenomeno, deve indurre ad una pronta correzione del sistema. L’ombra lunga dell’alcol e della droga esiste eccome. Lo certificano le percentuali di incidenti alcol-narco correlati rilevati negli osservatori dell’Asaps sulla pirateria stradale e sul contromano che danno positività nel 22 - 25% degli episodi.
Siamo convinti che per raggiungere con maggior profitto il secondo obiettivo UE, - 50% incidenti e vittime dal 2010 al 2020, sarà indispensabile un incremento di controlli degli agenti sulle strade, recuperando la presenza fisica delle divise.
Il potenziale dell’elettronica: autovelox, telelaser, T-red ecc., strumenti già largamente utilizzati ci sembra abbia raggiunto il limite di resa ai fini della sicurezza (per la cassa il discorso è però diverso). Ora serve anche una maggior utilizzazione del fattore umano, più puntuale nel contrasto alle violazioni che l’elettronica non sa e non può vedere: cinture, telefonini alla guida, alcol, tempi di guida, sovraccarichi.
L’altro intervento inderogabile è quello della messa in sicurezza delle strade, dai guard rail all’asfalto e del miglioramento della segnaletica orizzontale verticale.
Per raggiungere l’obiettivo è però indispensabile anche l’applicazione di sanzioni certe per chi uccide mentre guida ubriaco o drogato. Per questo dobbiamo insistere per l’approvazione della nuova figura di Omicidio stradale.
E ora buttiamoci al lavoro per salire sul podio dei migliori entro il 2020.
Giordano Biserni
Presidente Asaps
Presidente Asaps
Giovedì, 10 Novembre 2011
giovedì 10 novembre 2011
"Io, gli altri, la città": un progetto nato dalla necessità di ascoltare i giovani
"Io, gli altri, la città": un progetto nato dalla necessità di ascoltare i giovani.
Coinvolti 11 plessi di Scuole Medie Superiori di Andria, piazze e centri di aggregazione giovanili.
1160 i questionari e 70 le interviste realizzate sul tema. L’iniziativa organizzata dal Coordinamento Associazioni di Volontariato “La Città Solidale” di Andria in collaborazione con il Mo.V.I. (Movimento Volontariato Italiano) è dedicata ai giovani e nasce dalla necessità di ascoltare la loro voce e raccogliere le loro idee e proposte in merito ai luoghi in cui sono prevalentemente presenti e ai contesti da loro frequentati.
Sono stati coinvolti 11 plessi di Scuole Medie Superiori di Andria, piazze e centri di aggregazione giovanili.
1160 i questionari e 70 le interviste realizzate sul tema: Io, gli Altri, la Città. Alcuni dati che emergono dalle risposte raccolte evidenziano uno stato di malessere e di grandi contraddizioni che affliggono i giovani andriesi.
Alla domanda “credi che Andria sia una città per i giovani?”, solo il 16% ritiene di “sì” mentre l’82% dice di “no o non saprei”. A chi ha risposto ”no” si è chiesto il perché: il 53% ritiene che manchino spazi per la “movida giovanile” e che ci sono poche iniziative destinate ai più giovani (40%).
Come vedi i giovani andriesi? Per il 63%, pensano solo a bere, a fumare, ad essere al passo con la moda”.
Ti senti un giovane andriese? Il 51% dice di “no”.
Si è chiesto anche se i giovani sono sufficientemente rappresentati a livello politico e istituzionale: l’85% ha risposto di “no”.
Altro dato interessante emerge dalla domanda ”dove immagini e desideri il tuo futuro”: il 20% sceglie Andria, il 37% fuori Andria e il 17% fuori dall’Italia.
Questi e altri dati saranno presentati sabato 12 novembre alle ore 18 presso l’Oratorio Salesiano in Corso Cavour - Andria.
Durante la serata interverranno alcuni giovani impegnati socialmente e i rappresentanti di tre “focus group” che con la collaborazione dei prof.ri Fortunato, Palumbo e Quacquarelli, hanno lavorato sui risultati dei questionari elaborando anche alcune proposte concrete per promuovere e migliorare la cittadinanza attiva e solidale dei giovani andriesi.
Seguirà la premiazione del Concorso di Fotografia e l’intervento dei rappresentanti istituzionali presenti.
Le conclusioni saranno affidate al dr. Natale Pepe, sociologo e formatore.
Ospiti speciali: I “Drem’s Project”, una band di giovani andriesi che aprirà e chiuderà la serata con esibizioni live.
Le associazioni aderenti al progetto: A.C.A.T. Federiciana Nord Barese (Ass. Club Alcologici Territoriali - Metodo Hudolin) A.I.D.O. – Donatori di Organi Camminare Insieme Caritas Diocesana Familia Gruppo C.O.N. Gruppo Famiglie Autismo La Rete Neverland Una Famiglia in Più Unitalsi
Coinvolti 11 plessi di Scuole Medie Superiori di Andria, piazze e centri di aggregazione giovanili.
1160 i questionari e 70 le interviste realizzate sul tema. L’iniziativa organizzata dal Coordinamento Associazioni di Volontariato “La Città Solidale” di Andria in collaborazione con il Mo.V.I. (Movimento Volontariato Italiano) è dedicata ai giovani e nasce dalla necessità di ascoltare la loro voce e raccogliere le loro idee e proposte in merito ai luoghi in cui sono prevalentemente presenti e ai contesti da loro frequentati.
Sono stati coinvolti 11 plessi di Scuole Medie Superiori di Andria, piazze e centri di aggregazione giovanili.
1160 i questionari e 70 le interviste realizzate sul tema: Io, gli Altri, la Città. Alcuni dati che emergono dalle risposte raccolte evidenziano uno stato di malessere e di grandi contraddizioni che affliggono i giovani andriesi.
Alla domanda “credi che Andria sia una città per i giovani?”, solo il 16% ritiene di “sì” mentre l’82% dice di “no o non saprei”. A chi ha risposto ”no” si è chiesto il perché: il 53% ritiene che manchino spazi per la “movida giovanile” e che ci sono poche iniziative destinate ai più giovani (40%).
Come vedi i giovani andriesi? Per il 63%, pensano solo a bere, a fumare, ad essere al passo con la moda”.
Ti senti un giovane andriese? Il 51% dice di “no”.
Si è chiesto anche se i giovani sono sufficientemente rappresentati a livello politico e istituzionale: l’85% ha risposto di “no”.
Altro dato interessante emerge dalla domanda ”dove immagini e desideri il tuo futuro”: il 20% sceglie Andria, il 37% fuori Andria e il 17% fuori dall’Italia.
Questi e altri dati saranno presentati sabato 12 novembre alle ore 18 presso l’Oratorio Salesiano in Corso Cavour - Andria.
Durante la serata interverranno alcuni giovani impegnati socialmente e i rappresentanti di tre “focus group” che con la collaborazione dei prof.ri Fortunato, Palumbo e Quacquarelli, hanno lavorato sui risultati dei questionari elaborando anche alcune proposte concrete per promuovere e migliorare la cittadinanza attiva e solidale dei giovani andriesi.
Seguirà la premiazione del Concorso di Fotografia e l’intervento dei rappresentanti istituzionali presenti.
Le conclusioni saranno affidate al dr. Natale Pepe, sociologo e formatore.
Ospiti speciali: I “Drem’s Project”, una band di giovani andriesi che aprirà e chiuderà la serata con esibizioni live.
Le associazioni aderenti al progetto: A.C.A.T. Federiciana Nord Barese (Ass. Club Alcologici Territoriali - Metodo Hudolin) A.I.D.O. – Donatori di Organi Camminare Insieme Caritas Diocesana Familia Gruppo C.O.N. Gruppo Famiglie Autismo La Rete Neverland Una Famiglia in Più Unitalsi
martedì 8 novembre 2011
CANCRO TABÙ FRA I GIOVANI: 7 SU 10 NON SONO INFORMATI
Centri specializzati in oncologia: l'AIOM afferma che sono ignorati i principali fattori di rischio come fumo e alcool
08.11.2011. Il cancro si previene da giovani ma nessuno spiega ai ragazzi come fare: il 71% non ha mai ricevuto informazioni in proposito, solo il 17% ne ha parlato in famiglia, appena il 12% a scuola. Le conseguenze sono una forte ignoranza sui fattori di rischio, da fumo e alcol (un terzo non crede abbiano legami con i tumori) fino alla sedentarietà (il 43% la sottovaluta). Per sopperire a questa ignoranza i medici dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) hanno lanciato nel 2011 il progetto “Non fare autogol”: un tour per l’Italia, in compagnia dei calciatori della serie A, per insegnare agli studenti come proteggersi. In 7 tappe hanno incontrato circa 2.000 alunni e decine di migliaia di giovani hanno seguito la campagna su internet (www.nonfareautogol.it). I risultati, presentati oggi al Congresso nazionale dell’Associazione in corso a Bologna, danno ragione agli oncologi: “Il 94% dei ragazzi ha apprezzato il nostro intervento, di questi la metà si augura possa diventare un appuntamento fisso in classe – commenta il presidente AIOM, prof. Carmelo Iacono -. Siamo convinti che queste iniziative non possano rimanere isolate e che l’educazione alla salute debba entrare a far parte dei programmi di studi. Per questo la nostra campagna proseguirà, sul web e in altre città e scuole, dove è stata accolta con grande entusiasmo da insegnanti e presidi. L’obiettivo è creare la “squadra” dell’AIOM rendendo gli stessi adolescenti protagonisti ed ambasciatori dei valori della prevenzione”. Il segreto del successo del progetto è il coinvolgimento degli idoli sportivi come testimonial: Pato, Gilardino, Miccoli, De Sanctis, Legrottaglie, Palombo, Chiellini e Perrotta. Campioni che si sono messi in gioco per spiegare come difendersi dai 7 “autogol” che più incidono sul cancro: fumo, alcol, dieta scorretta, sedentarietà, sesso non protetto, droga e doping. “Esistono dati che dimostrano come lo stile di vita nei primi 20 anni sia più importante dei fattori genetici rispetto al rischio di ammalarsi di cancro in futuro – spiega il prof. Marco Venturini, presidente entrante AIOM -. Il comportamento in assoluto più dannoso è il fumo”. Per sensibilizzare i giovani AIOM ha inoltre realizzato un opuscolo a vignette con le caricature dei calciatori (“Non fare autogol – gioca d’attacco contro il cancro”) e le “regole d’oro” dell’allenatore: il CT della nazionale Cesare Prandelli ha infatti aderito al progetto. Reso possibile da Boehringer-Ingelheim, ha inoltre ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del CONI, della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e della Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI). Oltre 2.500 amici seguono “Non fare autogol” su Facebook, dove è stato attivato un concorso che ha messo in palio, settimana dopo settimana, le t-shirt autografate dei campioni.
Il cancro provoca ogni anno oltre 250.000 nuovi malati nel nostro Paese e sta scendendo l’età media di neoplasie molto diffuse come il cancro alla mammella o il melanoma. Per questo l’AIOM, che riunisce oltre 2.000 specialisti ha identificato nell’adolescenza un target prioritario per la formazione e la sensibilizzazione con una campagna ad hoc che mira a contrastare i principali fattori di rischio parlando la stessa lingua dei ragazzi. “Quella universale dello sport, con cui diffondere alcuni importanti valori di salute – ha dichiarato Enrique Manzoni, Presidente di Boehringer-Ingelheim –. La nostra azienda è lieta di essere stata al fianco degli oncologi con questo messaggio veicolato da testimonial prestigiosi come i calciatori di serie A”. Particolare successo ha riscosso l’opuscolo con i calciatori, protagonisti loro malgrado di situazioni a rischio, sottovalutate per leggerezza o ignoranza: esporsi troppo al sole, praticare sesso non protetto, fumare sigarette light, ecc. Distribuita in oltre 50.000 copie in decine di Istituti secondari, la guida rappresenta uno strumento concreto di approfondimento che i ragazzi hanno utilizzato anche per continuare la discussione in classe. Per gli insegnanti, AIOM ha invece predisposto un’area dedicata del sito, con studi, ricerche e suggerimenti concreti su come promuovere l’educazione alla salute. Ma per cercare di dissuadere gli studenti dai comportamenti scorretti AIOM ha anche proposto misure concrete: “La decisione di innalzare l’età legale per la vendita di sigarette non è risolutiva. Dal sondaggio emerge che il 63% dei teenager è contrario anche perché è un divieto facilmente aggirabile – spiega il prof. Iacono -. Noi abbiamo invece chiesto che venga aumentato di un euro il prezzo di ogni pacchetto, un gesto che avrebbe come conseguenza immediata ridurre il consumo (soprattutto per chi non ha molti soldi a disposizione, come gli studenti) e rendere disponibile una somma da destinare al potenziamento degli organici delle oncologie italiane e alla riduzione delle liste d’attesa. Si potrebbero ricavare 4,5 miliardi l’anno”. Una “tassa” promossa dall’80% dei giovani, che ha ottenuto grandi consensi anche su youtube. Presto verrà pubblicato nel sito www.nonfareautogol.it il nuovo calendario degli eventi. Le scuole possono inviare la loro candidatura, e eventuali suggerimenti all’attenzione di AIOM, per partecipare alla seconda edizione del progetto.
Fabio Alberto Landi
by Infosalute.info, le informazioni riguardanti il cancro e i giovani
08.11.2011. Il cancro si previene da giovani ma nessuno spiega ai ragazzi come fare: il 71% non ha mai ricevuto informazioni in proposito, solo il 17% ne ha parlato in famiglia, appena il 12% a scuola. Le conseguenze sono una forte ignoranza sui fattori di rischio, da fumo e alcol (un terzo non crede abbiano legami con i tumori) fino alla sedentarietà (il 43% la sottovaluta). Per sopperire a questa ignoranza i medici dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) hanno lanciato nel 2011 il progetto “Non fare autogol”: un tour per l’Italia, in compagnia dei calciatori della serie A, per insegnare agli studenti come proteggersi. In 7 tappe hanno incontrato circa 2.000 alunni e decine di migliaia di giovani hanno seguito la campagna su internet (www.nonfareautogol.it). I risultati, presentati oggi al Congresso nazionale dell’Associazione in corso a Bologna, danno ragione agli oncologi: “Il 94% dei ragazzi ha apprezzato il nostro intervento, di questi la metà si augura possa diventare un appuntamento fisso in classe – commenta il presidente AIOM, prof. Carmelo Iacono -. Siamo convinti che queste iniziative non possano rimanere isolate e che l’educazione alla salute debba entrare a far parte dei programmi di studi. Per questo la nostra campagna proseguirà, sul web e in altre città e scuole, dove è stata accolta con grande entusiasmo da insegnanti e presidi. L’obiettivo è creare la “squadra” dell’AIOM rendendo gli stessi adolescenti protagonisti ed ambasciatori dei valori della prevenzione”. Il segreto del successo del progetto è il coinvolgimento degli idoli sportivi come testimonial: Pato, Gilardino, Miccoli, De Sanctis, Legrottaglie, Palombo, Chiellini e Perrotta. Campioni che si sono messi in gioco per spiegare come difendersi dai 7 “autogol” che più incidono sul cancro: fumo, alcol, dieta scorretta, sedentarietà, sesso non protetto, droga e doping. “Esistono dati che dimostrano come lo stile di vita nei primi 20 anni sia più importante dei fattori genetici rispetto al rischio di ammalarsi di cancro in futuro – spiega il prof. Marco Venturini, presidente entrante AIOM -. Il comportamento in assoluto più dannoso è il fumo”. Per sensibilizzare i giovani AIOM ha inoltre realizzato un opuscolo a vignette con le caricature dei calciatori (“Non fare autogol – gioca d’attacco contro il cancro”) e le “regole d’oro” dell’allenatore: il CT della nazionale Cesare Prandelli ha infatti aderito al progetto. Reso possibile da Boehringer-Ingelheim, ha inoltre ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del CONI, della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e della Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI). Oltre 2.500 amici seguono “Non fare autogol” su Facebook, dove è stato attivato un concorso che ha messo in palio, settimana dopo settimana, le t-shirt autografate dei campioni.
Il cancro provoca ogni anno oltre 250.000 nuovi malati nel nostro Paese e sta scendendo l’età media di neoplasie molto diffuse come il cancro alla mammella o il melanoma. Per questo l’AIOM, che riunisce oltre 2.000 specialisti ha identificato nell’adolescenza un target prioritario per la formazione e la sensibilizzazione con una campagna ad hoc che mira a contrastare i principali fattori di rischio parlando la stessa lingua dei ragazzi. “Quella universale dello sport, con cui diffondere alcuni importanti valori di salute – ha dichiarato Enrique Manzoni, Presidente di Boehringer-Ingelheim –. La nostra azienda è lieta di essere stata al fianco degli oncologi con questo messaggio veicolato da testimonial prestigiosi come i calciatori di serie A”. Particolare successo ha riscosso l’opuscolo con i calciatori, protagonisti loro malgrado di situazioni a rischio, sottovalutate per leggerezza o ignoranza: esporsi troppo al sole, praticare sesso non protetto, fumare sigarette light, ecc. Distribuita in oltre 50.000 copie in decine di Istituti secondari, la guida rappresenta uno strumento concreto di approfondimento che i ragazzi hanno utilizzato anche per continuare la discussione in classe. Per gli insegnanti, AIOM ha invece predisposto un’area dedicata del sito, con studi, ricerche e suggerimenti concreti su come promuovere l’educazione alla salute. Ma per cercare di dissuadere gli studenti dai comportamenti scorretti AIOM ha anche proposto misure concrete: “La decisione di innalzare l’età legale per la vendita di sigarette non è risolutiva. Dal sondaggio emerge che il 63% dei teenager è contrario anche perché è un divieto facilmente aggirabile – spiega il prof. Iacono -. Noi abbiamo invece chiesto che venga aumentato di un euro il prezzo di ogni pacchetto, un gesto che avrebbe come conseguenza immediata ridurre il consumo (soprattutto per chi non ha molti soldi a disposizione, come gli studenti) e rendere disponibile una somma da destinare al potenziamento degli organici delle oncologie italiane e alla riduzione delle liste d’attesa. Si potrebbero ricavare 4,5 miliardi l’anno”. Una “tassa” promossa dall’80% dei giovani, che ha ottenuto grandi consensi anche su youtube. Presto verrà pubblicato nel sito www.nonfareautogol.it il nuovo calendario degli eventi. Le scuole possono inviare la loro candidatura, e eventuali suggerimenti all’attenzione di AIOM, per partecipare alla seconda edizione del progetto.
Fabio Alberto Landi
by Infosalute.info, le informazioni riguardanti il cancro e i giovani
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