giovedì 3 ottobre 2013

Amare è una decisione, non è un sentimento.



Nota: ringrazio sempre la redazione della rivista mensile diocesana di Andria "Insieme" perché ha pubblicato l'articolo, che vi riporto in originale, e faccio rilevare che il titolo e il sottotitolo sono della redazione. Mi sta bene "La cultura della sobrietà", ma nell'articolo ho messo in rilievo la "volontà di amare", che supera i sentimenti idilliaci o le aspettative mirabolanti di un matrimonio che alla fine deve fare i conti con la realtà, dove bisogna volere e cogliere tutti gli elementi positivi di una relazione anche problematica, costruendo nuove prospettive di vita con l'aiuto anche del club.
Il "contrastare gli abusi dell'alcol" non fa parte dell'approccio ecologico sociale ai problemi alcol correlati e complessi del metodo Hudolin e delle evidenze scientifiche promulgate dall'O.M.S., in quanto ogni consumo di bevande alcoliche, a prescindere dalla quantità, è sempre un rischio.
Grazie, Nino

Amare è una decisione, non è un sentimento.


Nella vita del club si imparano tante cose che sono al di fuori dell’esperienza quotidiana di molte persone.

Un giorno si è presentata da me una signora sposata per sapere cosa si facesse nel club, come funzionava … perché il marito beveva da più di venti anni e le rendeva la vita impossibile, anche per la presenza di tre figli piccoli da preservare. Si era stancata di andare a raccoglierlo sui marciapiedi, nei bar, si era stancata di dover sempre combattere e litigare con lui per ogni sciocchezza, di subire l’imbroglio di ogni giorno con la promessa che non avrebbe bevuto più …

Era una situazione comune a tante famiglie con problemi alcol correlati, ma la cosa che mi stupì è stata la determinazione della signora: “Ho deciso di volergli bene e gli ho detto che io da sola e lui da solo non saremmo riusciti a uscire fuori dal problema e quindi dobbiamo chiedere aiuto!”

Ho accolto la nuova famiglia nel club e subito si sono mobilitate in una gara di solidarietà tutte le altre famiglie. La signora non era più sola ed era un fiume in piena che ci ha travolti tutti nel comunicare i suoi stati d’animo, la sua voglia di lottare. Il marito, all’inizio, era quello più assente perché diceva di non avere problemi, che poteva smettere quando voleva e che la moglie doveva finirla di parlare dei fatti propri e della famiglia. Settimana dopo settimana le discussioni nel club incominciavano a prendere un’altra piega e diventavano dialogo, confronto, ammissione di aver bevuto … senza esagerare. Infine, dopo più di un anno di frequenza al club, il marito ha deciso di smettere di bere bevande alcoliche, di non aver bisogno di ricovero ospedaliero per la disintossicazione, di non aver bisogno di medicine. La fase di disintossicazione attraverso l’astinenza da qualsiasi bevanda alcolica, compreso l’aceto per condire l’insalata, dopo aver sviluppato per anni una dipendenza è veramente dura e pericolosa, ma il marito, superata la crisi iniziale di astinenza e quelle successive, ha ottenuto dopo un anno l’attestato di sobrietà e quest’anno anche il secondo.

I club dell’ACAT Federiciana Nord Barese, a Giugno e Dicembre, si riuniscono con tutte le famiglie per fare una grande festa e consegnare gli attestati di sobrietà a coloro che dopo una “carriera alcolica” hanno scelto di non bere vino, birra, alcolici in genere … e di cambiare il proprio stile di vita in famiglia e nella società, improntato sull’amore, sulla condivisione e sulla solidarietà.

La nuova famiglia si è messa finalmente in cammino per affrontare la vita di ogni giorno in un ottica completamente diversa e fruttuosa. Adesso restituisce questa sua esperienza alle altre famiglie che entrano nei club ed è pronta a dare la sua testimonianza negli incontri vari al di fuori del club.

Faccio rilevare che gli epiloghi non sono sempre così meravigliosi e i cambiamenti si ottengono con fatica, ma voglio ritornare sulla “decisione di amare” della signora.

Comunemente siamo abituati ad ascoltare dalle persone, dagli amici e anche dai cristiani praticanti che “ … se non c’è più l’amore nella coppia, se le cose si complicano con un coniuge che ha problemi alcol – droga correlati, se …. perché bisogna continuare a soffrire? La soluzione migliore è lasciarsi e magari tentare un’altra esperienza con un altro partner che ci faccia stare bene …” ed io mi chiedo: “Esiste un partner giusto per chi non ha imparato ad amare? Esiste la gioia dell’amore per chi non ha imparato a conoscere se stesso, a dialogare, a perdonare, a lasciarsi aiutare con umiltà?”.

Mi è venuto in soccorso Gary Chapman, consulente familiare che anima incontri matrimoniali del movimento “Retruvaille” (Ritrovarsi): “L’amore è una decisone e un impegno. Se possiamo riconoscere l’infelicità per quello che è possiamo decidere di amare. La persona che prende la decisione di amare si impegna ad amare, che sia presente o meno il sentimento di amore. Se il sentimento c’è, tanto meglio, ma la volontà e l’impegno di amare si esercitano anche quando il sentimento è assente. La tendenza comune a confondere l’amore con il sentimento d’amore porta alla delusione.”

L’ACAT Federiciana (presente ad Andria con tre club presso la Parrocchia San Giuseppe Artigiano, uno a Bisceglie, due a Ruvo e uno a Bitonto), vuole far presente alle famiglie con problemi alcol correlati che insieme alla comunità delle famiglie dei club, si può iniziare un cammino di sobrietà, cambiando il proprio stile di vita e quello familiare per raggiungere risultati positivi. Non aspettiamo solo le famiglie “DISPERATE” ma accogliamo anche quelle che incominciano ad avere problemi e vogliono intervenire prima che si incancreniscano. Basta saper osservare i comportamenti  di coloro che ci circondano durante il vivere quotidiano, quando i rapporti si alterano a causa di “quel bicchiere di troppo” in famiglia, durante le feste, in discussioni accese su motivi futili, che diventano alterchi odiosi, in occasione di un piccolo incidente automobilistico in cui si perdono le staffe e si diventa aggressivi, in occasione del ritiro della patente in cui non si era ubriachi ma solamente euforici…

Quando i problemi di ogni giorno non si riescono ad affrontare con giusto equilibrio, si va in escandescenze per un nulla, quando ci sono atti di violenza domestica o fuori casa … osserviamo se c’è la presenza di bevande alcoliche (vino, birra, …), quanto si è bevuto … ricordando che l’alcol altera il nostro sistema nervoso e produce comportamenti fastidiosi per se e per gli altri, fino ad arrivare alle violenze. Sappiamo che è difficile ammettere di avere problemi alcol correlati e si tende a risolvere tutto in famiglia coprendo e giustificando ogni episodio, ma così si diventa codipendenti delle persone con problemi e si alimenta la loro dipendenza.

L’ACAT Federiciana è sempre a disposizione delle famiglie, delle parrocchie, delle associazioni e di coloro che vogliono promuovere una cultura della sobrietà all’interno della nostra società, con i suoi volontari Servitori Insegnanti e le comunità multifamiliari dei club.

Sito web: http://acatfedericiananordbarese.blogspot.it/

Tel. 333 210 49 83

Nino Milazzo (Presidente ACAT Federiciana)

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