Il sindaco di Barletta, preoccupato per
il decoro delle strade e piazze, per l’igiene ambientale e il pericoloso
abbandono delle bottiglie di vetro che vengono accumulate dappertutto e
frantumate anche per gioco, ha emanato un’ordinanza di divieto di vendita per
asporto di bevande alcoliche in contenitori di vetro dalle ore 21,00 alle ore
6,00 dal mese di Settembre al 31 Dicembre del 2013.
E così siamo alle solite… si emanano
ordinanze per evitare rischi e pericoli per la popolazione e subito si alzano
le voci critiche che guardano ai mancati affari degli esercenti di pizzerie da
asporto, di bar … e si dice subito che sono altri i provvedimenti efficaci da
prendere. Intanto si sottolinea che la mancanza di controlli svuoterà subito di
significato l’ordinanza, come è avvenuto ad Andria e in tanti altri comuni,
mentre assisteremo inermi al malcostume di alcune persone, giovani e non, che
usano le strade come pattumiere, come bivacco o come campi di battaglia per
affrontarsi con i “nemici” a colpi di bottiglia anche frantumate.
La causa è la maleducazione di alcuni
deficienti e vandali? Come si fa a multarli
o a rinchiuderli tutti in carcere,
se sono così tanti? Le multe e il carcere contribuirebbero a rieducarli? Come risolvere l’ordine pubblico
e l’igiene ambientale? Cosa c'entra l'alcol?
Se ci fossero i controlli delle forze
dell’ordine durante le ore notturne nei luoghi della cosiddetta movida sarebbe
un primo passo, ma i tagli agli organici delle forze dell’ordine non lo
consentono, ma se si avverassero i controlli, qualcuno griderebbe contro uno “stato
di polizia” che impedisce la libera espressione e il divertimento dei cittadini
e anche i gestori si sentirebbero assediati e non potrebbero vendere alcolici
ai minori o gente palesemente ubriaca che rompe le scatole e se la devono
togliere di torno.
L’iniziativa di mettere più raccoglitori per il vetro o incentivare la
restituzione delle bottiglie sarebbe già un passo avanti.
Ma la mia sensazione è quella che si
vuole eludere il problema reale, che è quello del consumo di alcol, da parte
dei giovani e degli adulti, nei luoghi
della cosiddetta "movida", nei luoghi di divertimento, per finire in bar e
ristoranti, ma anche in ambiti familiari. Non si vogliono mettere in
discussione le abitudini deleterie del bere le bevande alcoliche e si vogliono
trascurare le conseguenze, addossando tutte le colpe alle persone ... che non sanno
valutare il loro limite: ma quale è il “limite” per una persona alterata dall’alcol?
Una buona iniziativa forse sarebbe
quella di aggiungere al prezzo della bevanda alcolica, una quota che serva ad ammortizzare il costo dei trattamenti
medici, dei ricoveri, degli incidenti domestici e stradali, degli interventi
delle forze di polizia, delle pulizie straordinarie, ecc… direttamente correlato al consumo delle
bevande alcoliche.
Un’altra iniziativa potrebbe essere
quella di trasferire una parte della
tassazione delle bevande alcoliche alla ricerca e alle iniziative di
prevenzione svolte da organismi indipendenti e non legati ai produttori degli
alcolici.
Che volete … mi piace sognare!!!
Nino

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