giovedì 5 settembre 2013

Ordinanza sindaco di Barletta: salvaguardia del decoro urbano o lotta al consumo degli alcolici?



Il sindaco di Barletta, preoccupato per il decoro delle strade e piazze, per l’igiene ambientale e il pericoloso abbandono delle bottiglie di vetro che vengono accumulate dappertutto e frantumate anche per gioco, ha emanato un’ordinanza di divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche in contenitori di vetro dalle ore 21,00 alle ore 6,00 dal mese di Settembre al 31 Dicembre del 2013.

E così siamo alle solite… si emanano ordinanze per evitare rischi e pericoli per la popolazione e subito si alzano le voci critiche che guardano ai mancati affari degli esercenti di pizzerie da asporto, di bar … e si dice subito che sono altri i provvedimenti efficaci da prendere. Intanto si sottolinea che la mancanza di controlli svuoterà subito di significato l’ordinanza, come è avvenuto ad Andria e in tanti altri comuni, mentre assisteremo inermi al malcostume di alcune persone, giovani e non, che usano le strade come pattumiere, come bivacco o come campi di battaglia per affrontarsi con i “nemici” a colpi di bottiglia anche frantumate.

La causa è la maleducazione di alcuni deficienti e vandali? Come si fa a multarli  o a rinchiuderli  tutti in carcere, se sono così tanti? Le multe e il carcere contribuirebbero  a rieducarli? Come risolvere l’ordine pubblico e l’igiene ambientale? Cosa c'entra l'alcol?

Se ci fossero i controlli delle forze dell’ordine durante le ore notturne nei luoghi della cosiddetta movida sarebbe un primo passo, ma i tagli agli organici delle forze dell’ordine non lo consentono, ma se si avverassero i controlli, qualcuno griderebbe contro uno “stato di polizia” che impedisce la libera espressione e il divertimento dei cittadini e anche i gestori si sentirebbero assediati e non potrebbero vendere alcolici ai minori o gente palesemente ubriaca che rompe le scatole e se la devono togliere di torno.

L’iniziativa di mettere più  raccoglitori per il vetro o incentivare la restituzione delle bottiglie sarebbe già un passo avanti.

Ma la mia sensazione è quella che si vuole eludere il problema reale, che è quello del consumo di alcol, da parte dei giovani e degli adulti,  nei luoghi della cosiddetta "movida", nei luoghi di divertimento, per finire in bar e ristoranti, ma anche in ambiti familiari. Non si vogliono mettere in discussione le abitudini deleterie del bere le bevande alcoliche e si vogliono trascurare le conseguenze, addossando tutte le colpe alle persone ... che non sanno valutare il loro limite: ma quale è il “limite” per una persona alterata dall’alcol?

Una buona iniziativa forse sarebbe quella di aggiungere al prezzo della bevanda alcolica, una quota che serva ad ammortizzare il costo dei trattamenti medici, dei ricoveri, degli incidenti domestici e stradali, degli interventi delle forze di polizia, delle pulizie straordinarie,  ecc… direttamente correlato al consumo delle bevande alcoliche.

Un’altra iniziativa potrebbe essere quella  di trasferire una parte della tassazione delle bevande alcoliche alla ricerca e alle iniziative di prevenzione svolte da organismi indipendenti e non legati ai produttori degli alcolici.

Che volete … mi piace sognare!!!

Nino

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