domenica 1 marzo 2009

La Catuma

Invito alla lettura del mensile "La Catuma" e ad approfondire l'intervento dell'ACAT con il testo originale e completo.

ERRATA CORRIGE: l'ACAT Federiciana Nord Barese è denominata "ASSOCIAZIONE CLUB ALCOLISTI IN TRATTAMENTO" e si ispira alla metodologia di Vladimir Hudolin. Ci scusiamo per il disquido causato da un errore della redazione che ci ha assimilati agli "Alcolisti Anonimi".

Concerto di Massimo Ranieri ad Andria: un pensiero e una riflessione.

Giovedì 8 Gennaio si è svolto il concerto di Massimo Ranieri ad Andria, organizzato dall’ACAT Federiciana Nord Barese, Associazione Club Alcolisti in Trattamento.
Lo spettacolo certamente è piaciuto perché Massimo Ranieri è un grande artista, ma non è andato bene per la “raccolta fondi” e siamo contenti di non averci rimesso.
La perplessità che permane nell’organizzare questi eventi, a parte il rischio finanziario, è che sebbene si coinvolgano molti volontari, si incappa sempre in un gruppo numeroso e consistente di persone (?) che a vario titolo chiedono con cortesia o pretendono con arroganza biglietti gratuiti, vanificando di fatto gli sforzi di coloro che generosamente sacrificano il loro tempo.
Dobbiamo comunque ringraziare questi eventi se l’anno scorso abbiamo potuto raccogliere circa trentamila euro per le necessità dell’associazione.
Ma ad Andria cosa è cambiato sul tema “ALCOL” dopo le ordinanze sindacali, dopo il parziale ridimensionamento con la sottoscrizione del “Protocollo Etico”?
Forse poco… un poco di pace sociale apparente…. Ma c’è un impegno sottoscritto dalle associazioni interessate a “… mettere in atto progetti di sensibilizzazione per prevenire l’alcolismo e l’abuso alcolico dei maggiorenni” e che attende di essere onorato.
L’ACAT continua la sua opera nei club e con le famiglie con problemi alcolcorrelati, organizza conferenze, dibattiti ed iniziative… ma ad Andria non ci sono richieste da parte di gruppi, parrocchie, ecc…
Nel mese di Dicembre abbiamo organizzato il nostro Interclub a Bari, siamo stati a Lecce e in provincia di Foggia.
Quello che ci meraviglia è che quando le famiglie si rivolgono ai nostri club per essere aiutate vorrebbero che tutto tornasse alla normalità, ma non sappiamo cosa sia, nel giro di poco tempo, quasi avessimo una bacchetta magica per cancellare stili di vita pericolosi per se e per la società che perdurano da anni.
Non abbiamo visto in bella mostra dei cartelli che indicano il divieto assoluto di vendita e somministrazione di alcolici ai minori di 18 anni nei supermercati, bar, pizzerie, ristoranti… per confermare il proprio appoggio all’ordinanza sindacale 624.
L’iniziativa delle COOP, a livello nazionale, di non vendere alcolici ai minori di 18 anni dal 1° Gennaio non ha suggerito agli altri esercizi commerciali a manifestare con cartelli e con comunicati stampa la propria adesione…
Abbiamo ancora nelle orecchie il suono di alcune invettive contro le ordinanze… “… serio rischio di fare di questa città un deserto… sono inapplicabili… saremo costretti ad abbassare definitivamente la saracinesca…” e contro i promotori. “.. pessimi sacerdoti del tempio… gruppi di interesse, di lobby, di potere locale… ognuno faccia il suo mestiere…”.
Chissà perché quando si parla di alcolismo giovanile e degli adulti si afferma che i problemi sono altrove e bisogna affrontare prima il problema della disoccupazione, della sicurezza, dello spaccio indisturbato della droga, della microcriminalità, ecc… e ci si dimentica che in Italia su 33.000.000 di bevitori: 4.000.000 presentano problemi connessi all’alcol e 1.600.000 sono alcolisti.
Che è di 30.000 la stima dei morti collegati direttamente con l’alcol (incidenti stradali, tumori apparato digerente, cirrosi epatica, malattie cardiocircolatorie, tubercolosi, ipertensione, …)
Che i danni da alcol comportano: 47% degli incidenti stradali, 50% degli omicidi, 20% degli infortuni sul lavoro, 10% dei ricoveri ospedalieri, 20 – 30% costi sanitari, 5% delle pensioni di invalidità, 25 milioni di giornate perse e oltre 4 miliardi di lacrime versate dai familiari degli alcolisti ogni anno.
Ma abbiamo bisogno di leggere questi numeri per sapere che tra i giovani si diffonde il “binge drinking” cioè di bere fino ad ubriacarsi e poi di assistere senza reagire agli spot pubblicitari che a valanga vengono trasmessi dalla TV, dal cinema, dalle fiction… dove i protagonisti “BUONI” e quindi da imitare, contribuiscono con certe abitudini a normalizzare la “cultura del bere”.
Dobbiamo veramente capire perchè troppi adolescenti e giovani hanno questo senso di vuoto che colmano con le droghe, con l’alcol, con la ricerca del rischio…
Fernando Montuschi, docente di pedagogia speciale dell’Università di Roma Tre, ci invita a riflettere: “Senza l’alcol il ragazzo non trova il coraggio di abbordare la coetanea; senza l’alcol la ragazza si sente inibita, si critica, si sente rifiutata, si isola in una solitudine insopportabile; senza l’alcol le persone non osano, non si esprimono pienamente, non si presentano in modo ottimale, non sanno divertirsi, non riescono a ballare tutta la notte, si sentono annoiate, depresse… Ecco l’inganno: ritenere che quanto si ottiene con l’alcol sia impossibile ottenerlo con le proprie risorse personali, creative, affettive, espressive, razionali, sociali.”.
Lo sapete che in Italia l’età del primo contatto con l’alcol è la più bassa d’Europa, con una media di 12,2 contro i 14,6 anni della media europea? E quale è il ruolo fondamentale dei genitori e della famiglia nell’avvicinamento all’alcol e nel suo consumo?
Lo sapete che fra i giovanissimi tra i 14 e i 17 anni la percentuale dei bevitori fuori pasto risulta praticamente raddoppiata tra il 1994 e il 2006 passando dal 13,4% al 24,2% tra i maschi e dall’8% al 16,8% tra le femmine? Che cresce il numero dei giovani nei nostri club e nei sevizi sanitari pubblici? Che la prima causa di morte dei giovani dai 21 ai 29 anni sono gli incidenti stradali?
I ragazzi mostrano di avere le idee piuttosto chiare sul da farsi perché non sono tutti irresponsabili e marci, come mostra una indagine DOXA in collaborazione con l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’alcol pubblicata a dicembre 2008: 46% propone di aumentare i controlli della polizia sulle strade e vicino ai locali; il 45% vorrebbe punire severamente di chi guida dopo aver assunto alcol o droga; per il 32% bisognerebbe inasprire le pene, mentre per il19% vorrebbe aumentare i divieti di vendita nelle situazioni a rischio.
Abbiamo capito cosa volevano dire alcuni andriesi con “ognuno deve fare il suo mestiere” e cioè non bisogna interferire su chi lavora duro per portare il pane a casa e non importa il come… perché puntare sui divieti? …l’importante è che ognuno faccia la sua parte nella famiglia, nella società, nella scuola… certamente, affermano molti addetti all’organizzazione del divertimento notturno, non possono essere loro a fare da balia a questi giovani…
Ma come: non si può far niente? Nessun altro è responsabile, oltre ai giovani, se davanti a un esercizio pubblico si formano assembramenti chiassosi che disturbano la quiete della notte, se non si arriva alle risse… eppure entrano ed escono dai locali dopo aver pagato consumazioni che sono quasi esclusivamente alcoliche.
Forse non è vero che tutti ci dobbiamo sentire responsabili degli eccessi dei figli, perché i ragazzi portano a compimento gli errori dei genitori, tirano freddamente e in modo determinato le conclusioni delle idee che circolano nell’ambiente familiare?
Noi adulti abbiamo contribuito ad inculcare nei giovani che il “lavoro” ci rende membri seri e rispettati dalla società, ma che troppo spesso è una noiosa routine da cui fuggire quando si presenta l’occasione. Sono pochi coloro che riescono a trovare in sé e attorno a sé le condizioni per lavorare creativamente, con piacere ed interesse ed allora dovremmo modificare la situazione attuale di coloro che sono perennemente oberati di lavoro e i fannulloni (i primi sono causa dei secondi e viceversa?), tra chi non sa cosa fare prima e chi non sa come ammazzare il tempo.
La crisi attuale ci porta a considerare gli stili di vita che noi adulti abbiamo adottato e le conseguenze sui giovani. Rispondere a questi quesiti è la strada per capire i disagi dei giovani, il rifugio cercato nell’alcol, nella droga… nel divertimento a tutti i costi.
Nino Milazzo
Vice Presidente
ACAT Federiciana Nord Barese

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