Spesso nei nostri incontri abbiamo sentito parlare della solidarietà citando la “Sollecitudo Rei Socialis” di Giovanni Paolo II:
“Quando l’interdipendenza viene riconosciuta, la correlativa risposta è …la solidarietà … che è la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune, ossia del bene di tutti e di ciascuno, perché tutti siano veramente responsabili di tutti”
Voglio abbinare questo pensiero, che ci deve ci deve indirizzare nel nostro agire nei club, a questa illustrazione che indica la struttura del DNA fatta di persone che si collegano fra di loro con le mani.
Possiamo constatare ogni giorno, in molte persone che incontriamo, una specie di malattia dell’anima simile all’AIDS, che toglie le difese agli organismi e non si sanno più opporre ai messaggi negativi che continuamente ci vengono propinati. Allora sentiamo dire: “Che male c’è a sbronzarsi in compagnia? Lo fanno tutti!...”.
Questa AIDS spirituale divora a poco a poco l’anima delle persone fino a farle diventare orribilmente mediocri come tutti, egoiste, insensibili… perdendo la consapevolezza di saper distinguere il bene dal male.
Il messaggio positivo che voglio dare è che la solidarietà è insita in noi stessi, fa parte del nostro DNA perché non possiamo fare a meno degli altri e con tutti dobbiamo collaborare, riconoscendo ad ognuno le sue doti e senza lasciare indietro nessuno. Molti alcolisti si sentono esclusi dalla società, si sentono giudicati dai perbenisti… ma quando si vogliono rimettere in carreggiata hanno bisogno di essere apprezzati per il lavoro che fanno e non per quello che hanno combinato in precedenza.
Buon lavoro a tutti coloro che si impegnano nel variegato mondo dei club degli Alcolisti in Trattamento.
Nino
Nessun commento:
Posta un commento