sabato 25 febbraio 2012



Non a caso questa rassegna è particolarmente ricca di note.

Buona lettura.



SALUTE.GOV.IT

Relazione annuale al Parlamento su alcol e problemi alcol correlati

Testo completo: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1686_allegato.pdf

Diminuisce la mortalità legata alla patologie connesse all'uso di alcol, ma tra i giovani il consumo resta ancora alto. Ciò che preoccupa è la pratica che si diffonde sempre di più tra i giovani di consumare bevande alcoliche in grande quantità in breve tempo fuori pasto. E la percentuale di ragazze tra 14 e 17 anni consumatrici di alcol, che è raddoppiata negli ultimi 15 anni. E' l'analisi del Ministero della Salute che ha pubblicato nell'ottava Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in attuazione della legge-quadro 125/2001 in materia di alcol e problemi correlati al consumo di alcol. Il documento, trasmesso dal Ministro, prof. Renato Balduzzi, ai Presidenti di Camera e Senato, presenta un quadro aggiornato sui consumi alcolici e sui comportamenti a rischio, gli interventi di contrasto attivati dal Ministero, i dati del monitoraggio dei servizi territoriali e delle iniziative delle Regioni su accesso ai trattamenti, prevenzione, informazione, aggiornamento professionale, promozione della ricerca e del volontariato.

I dati confermano il passaggio dal tradizionale modello di consumo mediterraneo, con consumi quotidiani e moderati, incentrati prevalentemente sul vino, a un modello più articolato, che risente sempre più dell'influsso culturale nordeuropeo. (*) Cresce ancora il fenomeno del binge drinking, cioè la pratica di consumare diverse bevande alcoliche in quantità in un breve arco di tempo: nel 2010 ha riguardato il 13,4% degli uomini e il 3,5% delle donne. Nella fascia tra i 18 e i 24 anni la percentuale di donne che pratica il binge drinking sale al 9,7 %.

I consumatori fuori pasto sono notevolmente aumentati nel corso dell'ultimo decennio: dal 33,7 % al 41,9% i consumatori tra i 18 e 24 anni; dal 14,5 al 16,9 quelli tra 14 e 17 anni. E' tra le ragazze di 14-17 anni che la quota delle consumatrici fuori pasto raddoppia negli ultimi 15 anni, passando dal 6 % del 1995 al 14,6% del 2010.

Se si analizzano solo gli ultimi due anni si trovano dati relativamente stabili. Anzi tra il 2009 e il 2010 si registra una lieve diminuzione tra i giovani fino a 25 anni (dal 34,3% al 34,1%) e tra le donne (dal 15,7% al 14,6%).

Diminuisce il dato della mortalità correlata all'uso di alcol (-12% dal 2007 al 2008) ed è in lieve calo la percentuale degli utenti in trattamento (-1,8% dal 2008 al 2009) e in particolare scende il numero dei nuovi utenti al di sotto dei 20 anni.

Nella presentazione della Relazione, il Ministro Balduzzi sottolinea che "le politiche di contrasto nazionali e regionali stanno ottenendo qualche riscontro: è necessario continuare a consolidare i dati positivi e contenere i problemi più rilevanti, rafforzando in particolare gli interventi di prevenzione e un attento monitoraggio che guidi verso l'adozione delle politiche più adeguate". Questo vale, continua il Ministro, soprattutto nei confronti dei più giovani: "Dobbiamo aiutare i giovani a fronteggiare le pressioni sociali al bere in contesti significativi come la scuola, i luoghi del divertimento, della socializzazione e dello sport, e realizzare interventi di intercettazione precoce del consumo giovanile a rischio, accompagnandoli con appropriati interventi di sostegno e motivazione al cambiamento, secondo la strategia già sperimentata a livello internazionale ed europeo e sarà recepita nel nuovo Piano Sanitario Nazionale".

Il Ministro Balduzzi spiega che "preoccupano i dati della diffusione soprattutto a livello giovanile, che richiedono attenzione e impegno maggiore circa l'educazione al bere sano e moderato da parte di tutti" (**): "Per questo motivo - dichiara il Ministro Balduzzi - ho intenzione, insieme al Ministro dell'Istruzione Francesco Profumo e al Ministro Andrea Riccardi, che ha la delega per le politiche giovanile, di approfondire il ruolo delle agenzie educative e della scuola nel contrasto del consumo smodato di alcol".

(*) Nota: è molto interessante notare come a questo “passaggio dal tradizionale modello di consumo mediterraneo, con consumi quotidiani e moderati, incentrati prevalentemente sul vino, a un modello più articolato, che risente sempre più dell'influsso culturale nordeuropeo” corrisponda nel nostro paese una significativa diminuzione della mortalità alcolcorrelata.

A dimostrazione del fatto che questi “consumi quotidiani e moderati di vino”, che molti rimpiangono come una buona cultura, provocassero complessivamente più danni e più morti rispetto a quanti ce ne siano oggi:

come già denunciato in sede OMS, il maggior numero di problemi alcolcorrelati insorge in conseguenza di un bere comunemente considerato moderato.

Per diminuire i problemi alcol correlati la strada maestra resta quella della riduzione dei consumi pro capite, a partire dal vino, non certo l’educare “al bere sano e moderato da parte di tutti” di cui parla il ministro Balduzzi.

L’abbandono della nostra cultura del vino è una eccellente notizia, a mio parere non sufficientemente evidenziata da questa relazione del Ministro della Salute.

(**) Nota: l’educazione al bere sano è educazione al bere acqua.

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