martedì 16 novembre 2010

La politica di Penolope

Cari amici,
vi riporto la lettera del Presidente Aniello Baselice con cui si rende noto dell’abolizione della Consulta Nazionale sull’alcol e i problemi alcol correlati da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Mi pare ancora una volta che “i nostri legislatori tessono di giorno, alla luce del sole, secondo i dettami dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, provvedimenti di educazione e di contenimento del consumo alcolico con relativi scarsi finanziamenti. Ma li disfano di notte – nei corridoi del palazzo e nella penombra delle commissioni e sottocommissioni parlamentari – con censure e messaggi fuorvianti e cospicui finanziamenti economici a favore dei produttori di vino”, come scrivono Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada nel loro libro “Vino e bufale”.
Forse pensano che con tutte le leggi restrittive che hanno varato sulla sicurezza, hanno già risolto i problemi alcol correlati, come quando hanno introdotto la patente a punti ed hanno tagliato gli investimenti sulla sicurezza stradale. Sarà proprio un vizio dei nostri legislatori che pensano di risolvere i problemi con le punizioni, mentre l’educazione sociale ha i tempi lunghi della maturazione alla legalità ed ha bisogno di essere ogni giorno sostenuta e finanziata.
Intanto hanno trovato l’emendamento “grappino” per sostenere gli sfigati che sono incappati nelle maglie dei controlli, il contentino ai gestori delle località balneari … e allora moltissimi studiano come ridurre i propri danni optando per la pena alternativa con affidamento ai servizi sociali invece della pena detentiva e della onerosa pena pecuniaria se beccati con un’alcolemia da 0,81 a 1,5 g/l e i magistrati non hanno la possibilità di affidarli ad enti preposti come CRI o Misericordie perché sono troppe le domande e pochi gli enti a cui affidarli. Un’altra cosa che mi ha fatto ridere è la valutazione di 250 euro per un giorno di lavoro di pubblica utilità …: su quale media alta si sono basati per fare questa valutazione in una Italia di precari che a stento arriva a 400/500 euro al mese?
Non c’è tanto da fidarsi delle Pubbliche Istituzioni ed allora penso che ha ragione Franco Marcomini quando afferma: “Forse la sospensione della consulta è un segnale utile che ci aiuta a percorrere con coraggio la via della deistituzionalizzazione”.
Buon lavoro a tutti nelle nostre comunità e rivolgiamoci ai cittadini che certamente rispondono meglio.
Ciao Nino

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Cari amici ,
ieri come presidenza AICAT ho ricevuto comunicazione dalla Direzione generale per il Volontariato l'Associazionismo e le Formazioni sociali presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che informa che il processo di ricostituzione della Consulta nazionale sull'Alcol e sui problemi alcolcorrelati , organo previsto dalla L.125/01 e in via di rinnovo dopo la scadenza del suo regolare mandato, è stata sospeso in quanto " la Consulta nazionale sull'alcol e i problemi alcolcorrelati non risulta ricompresa nell'elenco degli organismi collegaili prorogati ai sensi della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2010 "Indirizzi interpretativi in materia di riordino degli organismi collegiali e di riduzione dei costi degli apparati amministrativi " .
Insomma, l'unico organismo previsto da una Legge dello Stato in cui la società civile ,la comunità scientifica, i rappresentanti dell'industria e dei produttori e i decisori politico amministrativi di Regioni e Governo hanno potuto confrontarsi ,lavorare insieme e produrre linee guida importanti che hanno ispirato in questi anni di attività alcuni provvedimenti governativi in tema di protezione e promozione della salute in campo alcologico ; la cabina di regia della prima e finora unica Conferenza nazionale dedicata esclusivamente ai problemi sociali e sanitari causati dall'alcol, che oggi il mondo occidentale indica come la droga più pericolosa e il terzo fattore di rischio per la salute della popolazione generale( con una spesa socio-sanitaria pari a circa 45 miliardi di Euro) viene soppresso per i suoi costi .
Ma di quali costi parliamo ? Del rimborso spese dei partecipanti per un numero massimo di quattro incontri annuali della Consulta ( con molti membri peraltro residenti a Roma!)o delle spese di fax per la convocazione degli incontri e del materiale di cancelleria consumato ?
Un governo che non si preoccupa di contrastare l'impatto significativo sul PIL (3% circa) dei costi sociosanitari prodotti dall'alcol e che sembra anzi al contrario preoccupato delle ripercussione negative sui consumi di vino, ritenuto prodotto strategico dell'economia nazionale da tutelare, scopre che uno dei principali fattori di sofferenza per la nostra economia non è la proliferazione ormai fuori controllo per esempio delle auto blu, la non soppressione di enti inutili come Comunità Montane o Province; o il continuo adeguamento al costo della vita di vitalizi e stipendi per deputati senatori e consiglieri regionali ; o la vergognosa distribuzione di ricompense clientelari sancite addirittura in sede di legge finanziaria ( cfr. le inchieste di Milena Gabanelli su Report) ma qualche spicciolo speso per le attività della Consulta sull'Alcol!!!!!.

Come AICAT chiederemo in tutte le sedi e con un'azione concertata con tutte le istituzioni, le realtà della cittadinanza attiva e della società civile impegnate in campo alcologcio nonchè con la comunità scientifica più responsabile ed attenta alle politiche di protezione della salute che tale provvedimento venga ritirato .
Perchè questo avvenga invitiamo tutti alla mobilitazione generale perchè l'unico spazio di confronto e dialogo in tema di interventi sui problemi alcolcorrelati sancita da una legge dello Stato non venga soppresso.
Aniello Baselice
Presidente AICAT
(Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento)
Tel.3474143999

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