Cari amici del blog, vi regalo un fiore reciso dal giardino dell’interclub che abbiamo svolto a Bisceglie sabato scorso con l’ACAT Federiciana, Nicolaiana e Bari Nuova, in un ambiente caldo, affollato … che ci ha fatto sudare.
Ogni qual volta si danno gli attestati di sobrietà è sempre una gioia condivisa con le persone e con le famiglie di tutti i club per darci la spinta ad andare sempre avanti e sempre meglio.
Armando ci ha voluto regalare una testimonianza scritta, un “curriculum vitae” dopo sette anni di tentennamenti, che vi riporto integralmente perché esprime dei concetti che sono l’incarnazione dello spirito dei club, come ci ha insegnato Hudolin: empatia, accoglienza, amore gratuito.
Cosa dire della dedica ispirata alla canzone di Franco Battiato “La cura” che esprime quella “spiritualità antropologica” a cui tutti dobbiamo mirare: la trascendenza.
Mi piace ancora mettere in risalto il concetto bene espresso della “soglia” che ognuno di noi decide per cambiare a 360° e su cui nessuno può interferire.
Nino
CURRICULUM VITAE
Sono passati sette lunghi anni, da quando venivo letteralmente “ trascinato” da mio padre e mio fratello per approcciarmi al problema dell’alcol.
Sono passato dapprima da un netto rifiuto a voler riconoscere che io avevo un problema e che io avevo bisogno di aiuto, per poi riconoscere che … in definitiva … trovare, pensare che, senza nulla chiedere alle persone, incominciavo a condividere la mia sofferenza, il mio vissuto, mi faceva sentire accolto, che è ben altra cosa dal sentirsi accettato. Ebbene è solo quando mi sono sentito accolto che ho iniziato a mettermi in discussione, guardando anche con occhi diversi tutti i componenti del mio club “Raggio di Sole”. Quando ho capito che il primo impatto di “simpatia” si è trasformato in vera “empatia” (dare agli altri) ho capito che ero sulla strada giusta! Sono entrato in me e io sono entrato nell’altro, sorretto dalla stessa convinzione che la sterzata andava fatta a 360°, per un cambiamento radicale, per porre al centro della scena me stesso, in continuo rapporto empatico con chi mi sta di fronte , orientato soprattutto alla mia autostima.
Ed è per questo che faccio mia una canzone di Battiato, perché un essere umano è in grado di dedicare ad un altro, pena il farsi ingannatore. È una canzone in cui si fanno promesse ardite, impossibile da mantenere, a meno che uno non le rivolga a se stesso.
“Ti proteggerò dalle paure, dalle ipocondrie, dai tentennamenti che da oggi incontrerai per la tua vita, dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, di fallimenti. Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi di umore, dalle ossessioni delle tue manie. Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare, perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te.”
Allora ho capito che la mia sobrietà di tre anni e cinque mesi devo gridarla al mondo ad alta voce, nella convinzione e consapevolezza che esiste una soglia rispetto a cui ogni scienziato ed ogni medico, formatore, educatore non può che fermarsi, la soglia laddove solo il soggetto se la sceglie e capisce e decide di prendersi cura di sé stesso, ovviamente con un radicale cambiamento del proprio stile di vita.
Un ringraziamento al club “RAGGIO di SOLE” e alla servitrice Grazia P. che ha agito da vero e proprio propulsore per capire una cosa che era allo stesso tempo banale ed essenziale: aver cura di se stessi, stare bene con se stessi, per stare bene con gli altri. Sono entrati in me ed io sono entrato nell’altro, sorretto dalla stessa convinzione.
Armando
domenica 13 giugno 2010
curriculum vitae
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