venerdì 7 agosto 2009

Precisazioni del Presidente dell'AICAT, Dott. Aniello Baselice

Cari amici,
credo che sia anche utile riflettere sulla posizione dell'AICAT che dovrebbe mobilitare i club in uno spazio d'azione specifico distinto, anche se complementare a quello dei servizi e delle pubbliche amministrazioni, su cui Pellegrini riflette in maniera approfondita. L'azione dei club ha una valenza di sensiblizzazione e di educazione per tutti; ognuno può essere coinvolto e attivato per ruoli responsabilità e competenze che in tema di salute ricopre: sindaco; medico, genitore, giovane, ecc. I programmi di controllo vanno bene nella misura in cui sono acccompagnati da interventi orientati a cambiare l'approcco culturale al rapporto con l'alcol.
Il documento AICAT è consultabile sul sito dell'Associazione.
Cordiali saluti

Comunicato AICAT

Alcol: oltre l'emergenza, la necessità di cambiare approccio
Postato da: admin

Il dibattito innescato dalle sempre più numerose ordinanze dei Comuni, in ogni angolo d'Italia, sul problema della somministrazione e vendita degli alcolici ai minori di 16 anni rischia di alimentare l'atavica passione degli italici a dividersi tra guelfi e ghibellini sul fuorviante e fasullo problema della proibizione/repressione, facendo perdere di vista altre questioni reali che sono sul tappeto:
la necessità di individuare e far valere, anche sul piano delle sanzioni, il principio della non impunità circa la responsabilità etica ma anche concretamente sociale che esiste in atti rilevanti sul piano legale e giuridico quali il somministrare, vendere o cedere bevande alcoliche ai minori di 16 anni. Le attuali ordinanze comunali sembrano riprendere e reinterpretare in maniera attualmente più rigorosa e coerente quanto l'art. 689 del Codice Penale già prevedeva;
in sintonia con il recente documento AICAT su Alcol e salute pubblica e con quanto affermava sulla Rassegna stampa quotidiana sugli alcolici qualche giorno fa Luigino Pellegrini, l'urgenza che lo Stato italiano si allinei alle indicazioni di salute pubblica che l'OMS e l'UE da tempo evidenziano come efficaci per il contrasto dell'impatto dei problemi alcolcorrelati nella comunità locale;
lo scaricabarile insopportabile delle responsabilità sui giovani da parte degli adulti, che dovrebbero porsi in discussione per la disinformazione o peggio la manipolazione dell'informazione, la promozione e l'incentivazione dei consumi di alcol soprattutto tra pre-adolescenti e minorenni sia con campagne pubblicitarie mirate ed altamente seduttive e sia con comportamenti irresponsabili;
in particolare, la sottovalutazione del ruolo della famiglia e di altre cruciali agenzie educative quali la scuola nel veicolare messaggi permissivi, superficiali e spesso pericolosamente banali in quanto improntati ai peggiori luoghi comuni nel promuovere l'iniziazione al consumo di alcolici nei bambini.
L'AICAT, associazione che coordina a livello nazionale l'azione dei Club degli Alcolisti in Trattamento, ritiene che vada chiusa la stagione fallimentare degli interventi adottati sull'onda dell'emergenza continua e sottolinea la necessità improrogabile di adottare strategie di intervento che da un lato permettano un efficace contrasto dei consumi (e dei conseguenti rischi/danni) e dall'altro contestualmente privilegino la sensibilizzazione capillare e la responsabilizzazione di tutta la popolazione nell'adottare stili di vita che promuovano salute.
A tal proposito, l'AICAT si pone al servizio di tutta la comunità per contribuire a realizzare quest'ultimo scopo; ricorda in particolare come i programmi territoriali incentrati sul lavoro dei Club siano una risorsa immediatamente fruibile per un processo di cambiamento della cultura sociale sanitaria nella quotidianità, grazie agli interventi di sensibilizzazione e coinvogimento attivo della popolazione proposti con lo strumento delle Scuole Alcologiche Territoriali rivolte a tutti i cittadini delle nostre comunità.

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