
Abbiamo bisogno di confronto e di informazione!
Per gli andriesi abbiamo creato una occasione per stare insieme all'aperto, parlare un pò tra di noi di alcuni aspetti del consumo dell'alcol, non solo dei giovani ma anche degli adulti.
Lo slogan è: "Consumo di alcol: facciamo presto, che è tardi!"
Non vogliamo parlare delle tante occasioni perdute, ma di tutto quello che possiamo fare adesso e di tutto quello che possiamo programmare insieme per il futuro: importante è "darsi una smossa".
Il forum e la visione del film "I giorni perduti" è una occassione per prendere coscienza dei problemi.
Oggi finalmente si parla tanto del consumo di alcol tra i giovani perchè siamo arrivati a delle conseguenze estreme, ma noi abbiamo bisogno di recuperare il ruolo educativo di genitori, il ruolo di esempio per le nuove generazioni. Senz'altro i genitori devono sentirsi in parte responsabili degli eccessi dei figli, perchè i ragazzi portano a compimento gli errori dei padri, tirano freddamente le conslusioni dalle idee che circolano nell'ambiente familiare; per cui piano a dare giudizi troppo severi sui figli che si danno al consumo di alcol e droghe varie: condanniamo un sistema e ne siamo complici.
Servono o non servono i divieti, le ordinanze?
La famiglia ripiegata su se stessa, consuma le proprie problematiche al di dentro, attivando modalità educative sue, restando succube di ostacoli comunicativi, restando impotente di fronte alle pressioni dei figli, della cultura che impongono i media, della pubblicità.
L'approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati, che significa problemi derivanti dal consumo di vino, birra e alcolici in genere, insegnato da Vladimir Hudolin e messo in pratica dai Club degli Alcolisti in Trattamento, apre le famiglie al confronto con le altre famiglie per scoprire la propria identità, per darsi una mano vicendevole, per incamminarsi verso la "sobrietà".
La sobrietà non è solamente l'astinenza dagli alcolici, che è il punto di partenza obbligatorio nelle famiglie con problemi alcolcorrelati, ma sopra tutto riprendere i ruoli, rincominciare a volersi bene, interessarsi anche degli altri, della società in cui si vive.
Un grazie particolare al "Quartiere Europa" e al suo coordinatore, Savino Montaruli, che ci hanno dato l'opportunità di realizzare questa serata sicuramente piacevole.
Nino
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