Se
vi mancava nell’elenco delle “CASTE” quella del VINO: eccovi serviti!
“La
casta del vino” – Stampa Alternativa 2011, pp. 200, euro 13,00 - è stato
scritto da Enrico Baraldi, medico psichiatra che fa servizio all’ Azienda
Ospedaliera “Carlo Poma” di Mantova ed Alessandro Sbarbada, Servitore
Insegnante volontario in un Club Alcologico Territoriale (Metodo Hudolin) per
oltre venti anni, esperto di problemi alcol correlati. Nel 2009 hanno esordito
con “Vino e bufale: tutto quello che vi hanno sempre dato da bere a proposito
delle bevande alcoliche” che è stato un successo editoriale ed ha permesso ai
due autori di organizzare numerosi convegni e dibattiti.
Oggi
sono pochi coloro che sono critici nei confronti della “cultura alcolica” foraggiata
dalle lobby dei produttori di bevande alcoliche attraverso la pubblicità che ci
presenta l’alcol in situazioni di piacere – successo – festa ed alimentata da informazione pseudo
scientifica o meglio ancora disinformazione, in cui non compaiono gli organismi
internazionali e indipendenti come l’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della
Sanità) o l’I.S.S. (Istituto Superiore della Sanità) che misurano con le loro
ricerche i rischi legati all’assunzione di alcol bevuto con il vino , la birra
e gli altri alcolici e suggeriscono le strategie per affrontarli.
Si
possono trovare su internet le “Risoluzioni” dell’O.M.S., i “Documenti di
indirizzo”dell’U.E., la “Relazione annuale in materia di alcol e problemi
alcolcorrelati” al parlamento italiano del Ministro della Salute secondo la
legge 125/2001, numerosi studi ed iniziative del “Osservatorio Alcol” dell’
I.S.S. diretto dal Prof. Emanuele
Scafato, sul sito della S.I.A. (Società Italiana di Alcologia), sul sito
dell’A.I.C.A.T. (Associazione Club Alcologici Territoriali – Metodo Hudolin),
sul blog dell’ACAT Federiciana Nord Barese., ecc…, Ma i nostri politici, a
tutti i livelli, preferiscono attuare la politica di “Penelope” che tessono di
giorno alla luce del sole secondo i dettami dell’OMS provvedimenti di
educazione e contenimento del consumo alcolico, ma li disfano di notte nei
corridoi dei palazzi e nella penombra delle commissioni parlamentari con
messaggi fuorvianti e cospicui stanziamenti a favore dei produttori di vino.
Gli
esempi si sprecano. Cosa pensare dell’abolizione della “Consulta Nazionale Alcol”
istituita per legge e abolita con la finanziaria dell’anno scorso sotto la
motivazione di contenere la spesa pubblica ma che in effetti non aveva costi
esorbitanti? E del famoso “emendamento
grappino” per coloro che vengono sorpresi alla guida in stato di ebbrezza? Che
dire delle iniziative concordate tra gestori di locali pubblici e comune per
mettere a disposizione dei giovani pullman di andata e ritorno dalle discoteche per evitare le
“stragi del sabato sera” e dare la possibilità ai giovani di “bere a volontà”
tanto non devono guidare? Cosa pensare dell’I.S.T.A.T. che nella relazione del
2010 non riporta i dati relativi ad alcol e guida poiché non sono in linea con
quelli mondiali che danno una percentuale pari al 40% mentre le nostre sono al
2%? Gli obiettivi dell’industria sono quelli di promuovere un immagine
positiva, fino al salutismo, delle bevande alcoliche e che si eviti di
associare il prodotto alcol ai danni prodotti dallo stesso. Per questo
promuovono il bere “consapevole – moderato” che scientificamente non è
definibile, mentre l’OMS raccomanda la riduzione dei consumi per rendere
efficaci i programmi di prevenzione.
Gli
autori attaccano direttamente il Prof. Veronesi che sostiene il consumo
moderato del vino citando uno studio del’Oxford University pubblicato sulla
rivista “Brithish Journal of cancer” alla fine del 2010 in cui si dice
espressamente che non è così evidente che il consumo di frutta e verdura
difenda dallo sviluppo dei tumori, mentre il rischio cancro sono obesità e alcol.
Avrei voluto presentare queste osservazioni al Prof. Veronesi quando è venuto
ad Andria, ma nessuno è potuto intervenire perché gli organizzatori dovevano
solamente rendere omaggio all’ospite o forse perché al “depositario della
scienza”, in fatto di tumori, non si possono fare osservazioni … non importa
che le sue posizioni, in quanto oncologo, sono state avversate in campo
internazionale sul nucleare e sull’alcol bevuto col vino.
Da
sempre attorno al vino si è costruita l’immagine di un prodotto vincente.
Tuttavia nonostante tutto il sostegno dello stato e delle istituzioni, degli
spazi pubblicitari (spesso gratuiti), delle frequenti manipolazioni
scientifiche, le vendite registrano un calo. Cosa ne pensiamo delle sovvenzioni
(leggasi soldi pubblici) per l’estirpazione dei vigneti, della vendemmia verde,
della distillazione del prodotto non venduto?
Di
contro ai miliardi di euro che eroga l’U.E. e lo stato italiano, l’Italia paga
45 miliardi di euro in costi sanitari e sociali, corrispondenti al 3,5% del P.I.L..
In
questo periodo aumentare le tasse sugli alcolici sicuramente farebbe bene alle
casse dello stato e principalmente alla salute dei cittadini.
Avete
ben 111 motivi per leggere “La casta del vino” e scoprire le strategie di inganno utilizzate in azioni tanto
disperate quanto prive di scrupoli, pur di tornare a vendere come un tempo
coinvolgendo mamme in gestazione,
neonati, bambini all’asilo e anziani, utilizzando personaggi dello spettacolo,
anchormen, esperti, governatori, ministri o ex-ministri, ultraottantenni
presidenti della Repubblica e persino il Buon Gesù!!!
Nino Milazzo
A.C.A.T.
Federiciana Nord Barese
(Associazione
Club Alcologici Territoriali – METODO HUDOLIN)
Sede Operativa
c/o Parr. San Giuseppe Artigiano – Andria (BT)

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