lunedì 3 gennaio 2011

Si può cambiare la cultura alcolica delle nostre comunità?


Questo annuncio pubblicitario è tratto dal quotidiano L'Uomo Qualunque del giugno 1947. Il prodotto del dott. De Franco era una bustina che mescolata all'acqua produceva una fresca e dissetante bibita analcolica. Il vinsan, che veniva venduto ad un modesto prezzo, fece molto furore in tutt'Italia (e a dire il vero in tutto il mondo dato che veniva esportato perfino in america latina) nell'immediato dopoguerra, era del tutto simile all'idrolitina ma a differenza di questa era gustosamente arricchita di essenze di vario tipo (agrumi di sicilia, cola, menta... etc.).

L’apertura di un bar analcolico è una notizia?
Ad Andria conoscevo già il Bar Oberdan che, con tanto di cartello “QUI NON SI SOMMINISTRANO ALCOLICI”, ha fatto strada nel cambiamento della cultura alcolica della nostra città e i gestori mi hanno riferito che sono contenti di questa scelta perché si dedicano alla caffetteria, alla gelateria, alla pasticceria e non hanno problemi di nessun genere, perché ormai le persone che lo frequentano sanno cosa venire a gustare da soli o insieme agli amici.
Non so quanti bar analcolici ci sono ad Andria e mi piacerebbe saperlo.
Nel mese di Novembre si è aperto in Viale Ovidio il “DENNY’S” con BAR – PIZZERIA – BRACERIA ed ho scoperto con piacere che il bar non aveva in bella mostra alcolici e superalcolici. Marcello e Riccardo, i gestori, mi hanno spiegato che loro avevano scelto la linea analcolica per il loro bar e di dedicarsi alla caffetteria, ai drink analcolici, sandwich, spuntini, tartine, ecc… mentre nel ristorante si può ordinare la birra insieme alla pizza. La vicinanza con le scuole invita i ragazzi a fermarsi con gli amici, che all’inizio chiedevano gli alcolici, ma la coerenza dei gestori ha fatto si che molti giovani hanno condiviso la scelta e si intrattengano serenamente e in allegria tra spuntini e drink analcolici.
Marcello ha tenuto a precisare che sa quanti danni causa l’alcol specialmente ai ragazzi, ma anche agli adulti, ed è convinto che bisogna mettere in crisi la nostra cultura che ci porta al consumo degli alcolici come ad uno stile di vita estremamente normale, senza considerare l’impatto che qualsiasi bevanda alcolica, a prescindere dalla quantità, ha sulla nostra salute, sulla guida, sul nostro umore. Considerando il consumo di alcolici dei giovani, dice bene l’OMS, non è un problema da risolvere, ma è la sola possibilità che si riesca a cambiare questa cultura alcolica che hanno trasmesso loro genitori e nonni.
Marcello e Riccardo, mi hanno confermato queste loro convinzioni e che si può rinunciare ad un guadagno più facile, mentre dà più soddisfazione l’apertura del locale alla frequenza anche delle famiglie con bambini o a gruppi di amici in un clima allegro e sereno.
Una riflessione mi viene spontanea e la voglio condividere.
Siamo nel bel mezzo di una crisi economica molto grave, per alcuni senza precedenti. Ebbene nonostante questo, o forse anche per questo, i consumi di sostanze stupefacenti, dell’alcol bevuto con vino, birra, ecc… sono in aumento. Questo significa che, a fronte di risorse personali sempre più scarse, molti scelgono di “investire” comunque nel proprio narcobenessere (cit R.Gatti). D’altro canto, sempre per via della crisi economica, molti stati europei, e il nostro è tra questi, hanno scelto di tagliare fondi ai Servizi Sociali preposti alla cura di chi, alla ricerca di un agio temporaneo, cade in un disagio permanente. Nulla o poco, invece, viene fatto per calmierare l’idea imperante ormai da tempo che tutto sia permesso, che nulla è impossibile.

L’ACAT Federiciana (Associazione Club Alcologici Territoriali) è presente nel Nord Barese con dieci club distribuiti tra Andria, Corato, Ruvo, Bisceglie, Bitonto, Modugno. Ad Andria, nella Parrocchia San Giuseppe Artigiano, gestisce il Numero Verde SOS ALCOL 800 59 75 45, finanziato dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune, per le persone e le famiglie con problemi alcol correlati.
L’ACAT Federiciana orienta la sua attività verso tutti coloro che hanno problemi con il consumo degli alcolici insieme con le loro famiglie. Non opera solamente con i cosiddetti “ALCOLISTI” che hanno distrutto la loro famiglia, la loro salute, che hanno pendenze con la giustizia ecc… ma vuole arrivare prima che i danni diventino irreparabili. D'altronde come si può definire alcolista un giovane di venti anni a cui è stata ritirata la patente per l’alcolemia? Abbiamo l’obbligo di dare a questi giovani le motivazioni a cambiare stili di vita e non bollarli come drogati e alcolisti!!!

Dobbiamo essere consapevoli che l’alcol bevuto con il vino, la birra, ecc… è uno dei principali fattori di rischio per la salute propria e degli altri, anche se è una libera scelta individuale e familiare.
Accorgersi di avere problemi con l’alcol è una cosa abbastanza semplice, basta rispondere a queste domande secondo lo schema CAGE (Cut Annoyed Guilt Eye) :
1. Hai mai sentito la necessità di ridurre il bere?
2. Sei mai stato infastidito da critiche sul tuo modo di bere?
3. Hai provato disagio o senso di colpa per il tuo modo di bere?
4. Hai mai bevuto alcolici appena alzato?

A. Una risposta positiva = sospetto
B. Una risposta positiva alla 4a domanda = alta probabilità.
C. Due risposte positive = alta probabilità
D. Tre risposte positive = certezza

Se siamo convinti che “prevenire è meglio che curare” non ci rimane che darci da fare, senza aspettarci che siano gli altri a intervenire, siano esse le associazioni o le istituzioni.
Mi piace citare Giovanni Paolo II nella “Sollecitudo rei socialis” cap. 26
“Oggi forse più che in passato, gli uomini si rendono conto di essere legati da un comune destino, da costruire insieme, se si vuole evitare la catastrofe per tutti. Dal profondo dell'angoscia, della paura e dei fenomeni di evasione come la droga, tipici del mondo contemporaneo, emerge via via l'idea che il bene, al quale siamo tutti chiamati, e la felicità, a cui aspiriamo, non si possono conseguire senza lo sforzo e l'impegno di tutti, nessuno escluso, e con la conseguente rinuncia al proprio egoismo”.
L’ACAT Federiciana da anni organizza conferenze, dibattiti, corsi nelle scuole, nelle associazioni, nelle parrocchie e in qualsiasi gruppo ed è a disposizione delle comunità per la sensibilizzazione ai problemi derivanti dal consumo di vino, birra e alcolici in genere.

Nino Milazzo
Vice Presidente ACAT Federiciana

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