Venerdì 11 Dicembre alle ore 19,00 presso la Parrocchia San Giuseppe Artigiano, l’ACAT Federiciana Nord Barese, nell’ambito del Progetto “Contributi per il sostegno e la promozione alla partecipazione attiva” approvato dal Settore Socio Sanitario - Anno 2009 – Area Dipendenze, organizza un incontro/dibattito sui seguenti temi:
1. Consumo di vino/birra/alcolici tra tradizioni e bufale
2. Report del questionario distribuito in parrocchia
3. Ad un anno dalle ordinanze sindacali sull’alcol e l’ordine pubblico: cosa è cambiato ad Andria?
1. Consumo di vino/birra/alcolici tra tradizioni e bufale
2. Report del questionario distribuito in parrocchia
3. Ad un anno dalle ordinanze sindacali sull’alcol e l’ordine pubblico: cosa è cambiato ad Andria?
Interverranno il Sindaco Avv. Vincenzo Zaccaro, l’Assessore alle Politiche Sociali Emanuele Sgarra e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine.
L’invito è rivolto a tutti i cittadini che sono sensibili alle problematiche correlate al consumo di alcol, che è bevuto con il vino, la birra, gli aperitivi, gli amari, i superalcolici, ecc… , alle Associazioni e agli esercenti dei bar che hanno firmato il “Protocollo d’intesa” .
Il consumo di alcol è accompagnato da tanti luoghi comuni e tradizioni che evidenze scientifiche hanno confutato ampiamente, ma che sono duri a morire.
L’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha classificato l’alcol come droga perché modifica la psicologia e l’attività mentale causando alterazioni nella percezione della realtà e/o dello stato di coscienza; una sostanza in grado di incidere sulle prestazioni e/o capacità psicofisiche e indurre dipendenza. Il “Rapporto Roques” , lavoro commissionato dal Ministero della Sanità Francese nel 1998, ha classificato l’alcol non solo come una droga bensì come la droga più pesante. Ma la droga-alcol ha la particolarità di essere una “DROGA di STATO” che gode di un’accettazione e di una forte resistenza a qualsiasi controllo, come afferma A. Sbarbada e E. Baraldi nel libro “Vino e Bufale”. Ciò in conseguenza di criteri storici e culturali che riescono a mascherare i dati della medicina. E’, inoltre, una droga lecita, anzi imposta da campagne pubblicitarie patrocinate dal Governo, incoraggiata nella sua produzione, facilmente reperibile e a basso costo. D’altra parte lo Stato non è che abbia quest’occhio di riguardo esclusivamente nei confronti della dipendenza da alcol, anzi coltiva una certa affezione per le nuove dipendenze “senza droghe”, come il “GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO” (cfr slot machine, gratta e vinci, lotterie, lotto, enalotto, ecc…) attraverso tolleranze fiscali.
L’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha classificato l’alcol come droga perché modifica la psicologia e l’attività mentale causando alterazioni nella percezione della realtà e/o dello stato di coscienza; una sostanza in grado di incidere sulle prestazioni e/o capacità psicofisiche e indurre dipendenza. Il “Rapporto Roques” , lavoro commissionato dal Ministero della Sanità Francese nel 1998, ha classificato l’alcol non solo come una droga bensì come la droga più pesante. Ma la droga-alcol ha la particolarità di essere una “DROGA di STATO” che gode di un’accettazione e di una forte resistenza a qualsiasi controllo, come afferma A. Sbarbada e E. Baraldi nel libro “Vino e Bufale”. Ciò in conseguenza di criteri storici e culturali che riescono a mascherare i dati della medicina. E’, inoltre, una droga lecita, anzi imposta da campagne pubblicitarie patrocinate dal Governo, incoraggiata nella sua produzione, facilmente reperibile e a basso costo. D’altra parte lo Stato non è che abbia quest’occhio di riguardo esclusivamente nei confronti della dipendenza da alcol, anzi coltiva una certa affezione per le nuove dipendenze “senza droghe”, come il “GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO” (cfr slot machine, gratta e vinci, lotterie, lotto, enalotto, ecc…) attraverso tolleranze fiscali.
Il report del questionario ci aiuterà a dare uno sguardo sull’atteggiamento dei parrocchiani di fronte all’alcol.
Le testimonianze delle forze dell’ordine ci potrà dare la misura repressiva del fenomeno “alcol e guida” – “alcol e ordine pubblico”. Mentre gli interventi del Sindaco, dell’Assessore alle Politiche sociali, delle Associazioni e dei baristi ci potranno illuminare sul fronte dell’attività di prevenzione svolta.
Vi aspettiamo numerosi.
Don Michele, Don Michelangelo e l’ACAT Federiciana
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