giovedì 3 settembre 2009

Gli interessi che fanno cambiare le opinioni.

All'imperversare del Ministro dell'Agricoltura Zaia su tutti i giornali desideriamo dare il nostro piccolo apporto trasmettendo sul nostro blog la posizizione del nostro Presidente AICAT.
Abbiamo applaudito il Ministro Zaia quando ha fatto queste dichiarazioni in un convegno a Conegliano Veneto dei maestri distillatori appena insediatosi:
"Qualcuno può negare che vietare di bere a chi deve poi guidare è un affronto all’economia? Ammesso che una vita abbia effettivamente prezzo, i soli costi sociali di una vittima della strada, ai quali si devono aggiungere gli strazi di una perdita, possono ben compensare un goccio in meno. Poi parliamo anche del “bere responsabile”, ma intanto cominciamo da qua.
Dall’azzeramento del rischio, oltre che della soglia legale: bere anche un solo bicchiere di vino, comporta aumentare i tempi di reazione del 38% di fronte a stimoli sonori, del 30% di fronte a stimoli luminosi e del 50% per quelli periferici.
E siamo solo alla lieve ebbrezza. All’inizio."

Una cosa che comunque riteniamo positiva è che il Ministro sollecita anche una diversa visione della sicurezza stradale che si deve allargare oltre che agli alcolici e alla droga, anche al consumo dei farmaci, allo stress lvorativo dei camionisti, alle condizioni della viabilità, all'uso del telefonino, ecc...
Comunque credo che si debba mettere mano ad una più efficiente ed efficace raccolta statistica dei dati relativi agli incidenti e alle loro cause senza dover aspettare il mese di Novembre per sapere i dati relativi all'anno precedente, che debbano essere revisionati i dati quando si riscontrano degli errori, vedi la rivolta dell'associazione delle polizie locali che ha avanzato seri dubbi sulle statistiche Istat relative agli incidenti stradali del 2007 poichè mancherebbero almeno 90.000 sinistri, con morti e feriti.
Nino


COMUNICATO STAMPA DELL’AICAT

“TRE DOMANDE AL MINISTRO LUCA ZAIA”
In riferimento alle recenti dichiarazioni dell’On. Luca ZAIA, Ministro dell’Agricoltura, che pongono in discussione le evidenze scientifiche relative al rapporto diretto tra consumo di alcol e rischi alla guida,l’AICAT,associazione che coordina in campo italiano i programmi di protezione e promozione della salute promossi dalle comunità multifamigliari dei Club degli Alcolisti in Trattamento, esprime il proprio convinto sostegno alle Linee Guida in tema di Alcol e salute espresse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e recepite e promosse in Italia dall’Istituto Superiore di Sanità.
In particolare l’AICAT sottolinea come sia ormai una certezza scientifica inconfutabile e non opinabile, frutto di anni di rigorose ricerche e sistematiche verifiche svolte da pool di esperti di fama mondiale, che “non esiste nessun livello di consumo di alcol che sia esente da rischi”(cfr. “Framework for alcohol policy in the WHO European Region”) e in particolar modo alla guida.
Com’è noto l’on. ZAIA sostiene che chi assume due bicchieri di vino non solo non è ubriaco, ma è sobrio o in condizioni di sicurezza, dal momento che non viene superato il limite legale di o,5 g/l.
Innumerevoli fonti scientifiche internazionalmente accreditate,e non solo quelle legate all’OMS, ricordano invece che a livello 0,5 gr./l di alcolemia il rischio di mortalità per un incidente alcol-correlato è tre volte superiore a chi non beve o beve meno di un bicchiere di bevanda alcolica.
A chi si occupa di salute e sicurezza non preoccupa tanto l’enfasi sull’assenza di ubriachezza in seguito all’assunzione di due soli bicchieri di vino,quanto la sottovalutazione o peggio la banalizzazione di un dato di realtà,acquisito anche sul piano medico-legale e testologico : la compromissione dell’abilità psico-fisica alla guida già ad un livello di alcolemia inferiore a quella legale vigente .
E a conforto di ciò, l’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) sostiene nel documento sulle LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE ITALIANA recepito dal Ministero di cui ZAIA è titolare,quanto segue: “ è da tenere in seria considerazione che già a valori di 0.2 g per litro (meno della metà quindi) si ha un comportamento più spavaldo, che porta a sottovalutare i pericoli e a sopravvalutare le proprie capacità “.
L’INRAN raccomanda allora testualmente : “Non consumare bevande alcoliche se devi metterti alla guida di autoveicoli o devi far uso di apparecchiature delicate o pericolose per te o per gli altri, e quindi hai bisogno di conservare intatte attenzione,autocritica e coordinazione motoria.”
Ci permettiamo di rivolgere allora direttamente al Ministro, che è persona attenta e sensibile, tre domande per noi fondamentali :
1) Ella è la stessa persona che affermava, in occasione della manifestazione promozionale della Grappa a Conegliano il 6 ottobre 2008 : “Chi guida l'auto deve aver bevuto solo analcolici. Chi vuole ubriacarsi, si sieda al suo fianco o dietro. E' inutile che continuiamo con lo 0,5, lo 0,2 o lo 0,4.” ?
Se sì , ci spiega perché ha cambiato idea?

2) L’INRAN, che sostiene una posizione oggettivamente difforme dal suo attuale pensiero, è un organismo che esprime ancora la linea ufficiale del Suo Ministero in materia di Linee guida sulla sana alimentazione italiana?

3) In base a quali criteri di efficacia si torna a proporre come possibile rimedio o alternativa allo sballo alcolico il ripristino del modello mediterraneo di consumo alcolico,che ha prodotto nei decenni scorsi almeno quarantamila decessi annui per patologie e incidenti alcolcorrelati.,senza considerare le disabilità e i danni e i costi psicologici,familiari e sociali.?.
In fiduciosa attesa di una pronta risposta, La salutiamo cordialmente.

Salerno,2/09/09
Nello Baselice
Presidente AICAT
Membro Consuta Nazionale sull’Alcol
Ministero Lavoro,Salute e Politiche Sociali



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